Nomisma prevede una diminuzione della richiesta di prestiti per acquistare case e investimenti immobiliari tramite surroghe e mutui nel 2023

Il rapporto Nomisma sull’andamento del mercato immobiliare durante il corrente anno prevede un focus particolare sul ruolo centrale del mutuo nell’effettuare un importante investimento come l’acquisto della prima casa. Secondo i dati raccolti dallo studio, il 2023 vedrà un considerabile declino sia nei mutui (-18%) che nelle surroghe e sostituzioni (-47%). La ricerca è stata effettuata in 13 città intermedie, tra cui spicca Taranto, la città pugliese in cui la ditta immobiliare Cambio Casa offre da sempre una vasta scelta di abitazioni in vendita e altre opzioni immobiliari. Nomisma attribuisce questo calo all’instabilità dell’economia globale, che ha indotto la Banca Centrale Europea ad un significativo aumento dei tassi d’interesse, rendendo più restrittive le politiche bancarie nella concessione dei finanziamenti. Queste scelte, pur restando imprescindibili, influiscono pesantemente sulle intenzioni d’acquisto delle famiglie, generando riduzione nella richiesta di mutui e prestiti.

In quali casi la banca non concede il mutuo?

Il mutuo è uno strumento molto utile che permette di ottenere finanziamenti per l’acquisto di una casa o di altre proprietà immobiliari. Ciononostante, per ottenere il mutuo ci sono determinate condizioni e requisiti che devono essere soddisfatti, e in alcuni casi la banca può decidere di non concedere il finanziamento.

Esistono diversi motivi per cui una banca può rifiutare una richiesta di mutuo. Il primo è legato alla solvibilità del richiedente. La banca vuole che il mutuatario sia in grado di restituire il prestito e di adempiere alle sue obbligazioni fiscali, quindi analizza le finanze del richiedente, compresi i suoi redditi, i suoi risparmi e la sua capacità di rimanere al passo con i pagamenti mensili.

In secondo luogo, la banca valuta il valore dell’immobile, che dovrebbe essere sufficiente per coprire il valore del mutuo richiesto. Se la banca ritiene che il valore dell’immobile sia inferiore al prezzo richiesto, il richiedente potrebbe non essere in grado di ottenere il mutuo.

Anche il tipo di lavoro del richiedente può influire sulla decisione della banca. I contratti a termine, per esempio, non sono considerati una fonte di reddito stabile, quindi la banca potrebbe rifiutare il mutuo se il lavoro del richiedente non è a tempo indeterminato.

La mancanza di un “buon credito” è un altro dei problemi che potrebbero scaturire dalla concessione di un mutuo. Se un richiedente ha un’alta percentuale di debiti o ha avuto problemi di pagamento in passato, la banca potrebbe decidere di rifiutare la richiesta di mutuo.

Inoltre, ci sono altri fattori che potrebbero determinare l’impossibilità di ottenere un mutuo. Ad esempio, se l’immobile che il richiedente vuole acquistare è situato in una zona geografica di alta rischio per calamità naturali, come terremoti, alluvioni e incendi, la banca potrebbe rifiutare il mutuo.

Ottenere un mutuo non è sempre facile. Ci sono molte variabili che possono influire sulla decisione della banca. Vale la pena sottolineare che le condizioni economiche e di lavoro cambiano, quindi anche un rifiuto di mutuo ora potrebbe essere superato in futuro. In ogni caso, è importante cercare il supporto di esperti del settore immobiliare, che possono aiutare nella comprensione dei motivi del rifiuto del mutuo e nella ricerca di soluzioni alternative per l’acquisto del bene immobile desiderato.

Chi non può avere un mutuo?

Le persone che non possono avere un mutuo sono quelle che non hanno una fonte di reddito stabile, hanno un cattivo credito o un insufficiente punteggio di credito, non hanno un lavoro a tempo determinato o non hanno una base giuridica per ottenere una proprietà. Anche i criminali che hanno subito una condanna penale possono avere difficoltà a ottenere un mutuo. Inoltre, le persone che hanno debiti elevati e poco risparmio potrebbero non essere in grado di pagare un mutuo o di far fronte ai costi aggiuntivi associati all’acquisto di una casa, come le tasse di proprietà e le spese di manutenzione.

Cosa controllano le banche per un mutuo?

Le banche verificano molti aspetti riguardo al richiedente del mutuo, tra cui:

  1. Reddito – la banca verifica il reddito del richiedente per valutare la sua capacità di rimborso del prestito.
  2. Storia del lavoro – la banca verifica la stabilità del lavoro del richiedente.
  3. Storia creditizia – la banca verifica la storia creditizia del richiedente per valutare il suo livello di affidabilità finanziaria.
  4. Valutazione dell’immobile – la banca valuta l’immobile da acquistare come garanzia del prestito per determinare il valore del mutuo.
  5. Livello di indebitamento – la banca valuta il livello di indebitamento del richiedente per capire se può permettersi il mutuo.
  6. Le spese mensili del richiedente – la banca deve capire se il richiedente potrebbe avere difficoltà a pagare le rate del mutuo a causa di altri obblighi finanziari.

Le banche dunque cercano di valutare la fiducia nell’attitudine del richiedente del mutuo a ripagare il prestito e la situazione finanziaria globale della persona.

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