Matteo Crachi, un dottorando del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale (DIMEAS), si è aggiudicato il premio PhD Student Attendance Award alla ICEM 20 (International Conference of Experimental Mechanics) per il suo eccellente lavoro di ricerca.

Il suo obiettivo è contribuire all’avanzamento tecnologico necessario per le nuove sfide nell’esplorazione spaziale, progettando materiali innovativi in grado di affrontare l’ambiente ostile dello spazio

Il dottorando del DIMEAS Matteo Crachi
Il dottorando del DIMEAS Matteo Crachi

La sfida principale affrontata nel suo lavoro riguarda la progettazione di moderni lanciatori spaziali (vettori per il trasporto nello spazio) che utilizzano motori a propellente liquido riutilizzabili. Per migliorare la durata dei motori, è essenziale ridurre la temperatura delle pareti esposte ai gas caldi e garantire un’elevata resistenza meccanica sia in condizioni statiche che cicliche a temperature elevate. Per raggiungere questo obiettivo, Crachi si è concentrato sulla selezione di un materiale che abbia proprietà meccaniche adatte a sopportare le sollecitazioni e deformazioni a elevate temperature. Inoltre, ha adottato una progettazione innovativa per massimizzare i vantaggi dei moderni processi di produzione additiva, che permettono di realizzare parti complesse con precisione e versatilità.

Il suo lavoro di ricerca, svolto in collaborazione con le docenti Raffaella Sesana e Cristiana Delprete del DIMEAS, è stato centrato sulla caratterizzazione sperimentale di un nuovo materiale composito rame-acciaio realizzato attraverso tecnologie di manifattura additiva. Questo materiale presenta caratteristiche peculiari e innovative, pensate per consentire lo sviluppo di motori a propellente liquido riutilizzabili per il trasporto spaziale. La sperimentazione meccanica, termica e chimica del nuovo materiale è stata eseguita presso il DIMEAS, e i risultati ottenuti sono stati promettenti, contribuendo al progresso delle scienze dei materiali compositi per applicazioni spaziali in Italia.

La collaborazione tra il DIMEAS, l’Agenzia Spaziale Italiana e l’azienda Sophia High Tech ha reso possibile questo lavoro di ricerca premiato, aprendo nuove prospettive per la realizzazione di motori spaziali più sostenibili, efficienti e riutilizzabili, che sono fondamentali per il futuro dell’esplorazione spaziale.

Fonte: Politecnico di Torino

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