Di Piero Luigi Carcerano

Dalla Prospettiva Orientale all’Analitico Cubismo Occidentale

La complessa ricerca della rappresentazione dello spazio nell’arte visiva è un percorso che attraversa numerose culture e periodi storici, dall’antichità fino ai giorni nostri. La varietà degli approcci per interpretare lo spazio in arte compone un tessuto ricco e variegato che illumina le evoluzioni nella percezione sociale, i progressi tecnologici e i cambiamenti nei paradigmi filosofici. Questo saggio si propone di esaminare il concetto di prospettive spaziali nell’arte, mettendo a confronto le filosofie artistiche orientali con il Cubismo occidentale, specificamente l’Analitico Cubismo di Pablo Picasso e Georges Braque.

Nell’arte orientale, vediamo l’antica pratica cinese della “pianificazione” o “ying”, un concetto che suggerisce un senso di disposizione o layout. Inizialmente, “ying” non aveva una specifica correlazione con lo spazio, ma nel tempo ha acquisito un senso più ampio, indicando un “andare avanti e indietro” o “vagare qua e là”. Questo concetto è ben rappresentato nel famoso rotolo di pittura cinese “Lungo il fiume durante la festa di Qingming” di Zhang Zeduan, che presenta una visione panoramica della vita quotidiana cinese. Qui, lo spettatore è guidato attraverso un viaggio lungo il fiume, con la scena che si svolge sia nello spazio che nel tempo.

L’arte cinese considera lo spazio come un’entità dinamica, un continuum nel quale lo spettatore partecipa attivamente, attraversando l’opera sia spazialmente che temporalmente. Questo è conosciuto come la “prospettiva fluttuante” o la “prospettiva multi-angolare”, un termine coniato da Michael Sullivan. Questa tecnica può essere vista nel famoso dipinto “Along the River During the Qingming Festival” di Zhang Zeduan, dove l’occhio dello spettatore è guidato attraverso una serie di scene, con la prospettiva di ciascuna scena che cambia continuamente.

A confronto, l’arte occidentale ha sviluppato un approccio differente alla rappresentazione dello spazio. Un esempio principale è Leon Battista Alberti, un umanista italiano del Rinascimento e teorico dell’arte, noto per il suo trattato “De pictura” (“Della pittura”) del 1435. Alberti introdusse la teoria della prospettiva lineare, come visto nella “Annunciazione” di Fra Angelico, dove l’uso di linee convergenti verso un singolo punto di fuga fornisce un’illusione convincente di profondità tridimensionale.

Contrapposto all’approccio di Alberti è l’Analitico Cubismo di Pablo Picasso e Georges Braque. Questi artisti rivoluzionarono la rappresentazione dello spazio, rompendo con la tradizionale prospettiva unipuntale. Nel famoso dipinto “Les Demoiselles d’Avignon” di Picasso, la realtà pittorica è scomposta in forme geometriche per rappresentare diversi punti di vista di un oggetto dallo stesso punto di vista.

Nonostante fosse un movimento avanguardista, il Cubismo Analitico rimaneva comunque legato a un discorso razionale, richiedendo un’analisi attenta delle forme e dello spazio. Nonostante fosse un modo nuovo di esprimere lo spazio, Picasso e Braque mantennero un impegno verso un’interpretazione coerente e logica della realtà.

La “pianificazione” orientale e la prospettiva cubista occidentale rappresentano due tentativi distinti degli artisti di confrontarsi con la natura multidimensionale del mondo. Comprendendo queste interpretazioni, possiamo apprezzare le infinite possibilità per esplorare e rappresentare lo spazio, riflettendo infine le nostre stesse posizioni all’interno di esso. La rappresentazione dello spazio, quindi, non è solo un esercizio estetico, ma anche un commento sulla nostra comprensione del mondo e del nostro posto in esso.

Arte, Architettura e Relazione

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