Quest’anno appena iniziato ritrova il mercato energetico coinvolto in oscillazioni e rincari, con alcuni aumenti sui costi di luce e gas rispetto a dodici mesi fa. Il PUN (Prezzo Unico Nazionale), cioè il riferimento per il prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso, è in crescita, così come il PSV (Punto di Scambio Virtuale), indicatore del prezzo del gas. Le ragioni? Ce ne sono diverse: stagionalità della domanda, instabilità geopolitica e fluttuazioni delle materie prime.

Per i consumatori attenti è il momento di dare uno sguardo alle proposte delle aziende del mercato dell’energia, in cerca di offerte a ribasso. Come fare? È semplicissimo: basta andare online e confrontare le offerte di energia elettrica su un portale gratuito ed affidabile come quello di Facile.it. 

Inserendo poche semplici informazioni, vi verranno mostrate tutte le proposte più convenienti del momento, organizzate per tipo di fornitura, servizi inclusi o eventuali bonus speciali. Questo strumento è utilissimo anche in periodi come questo, durante il quale alcuni cambiamenti geopolitici creano oscillazioni sui prezzi dell’energia. Vediamo il quadro della situazione. 

L’andamento del PUN 

L’impatto degli aumenti si fa sentire sulle bollette delle famiglie italiane, soprattutto per chi ha sottoscritto contratti a prezzo variabile, cioè i cui prezzi variano al variare del mercato.

Secondo le previsioni, il costo dell’energia elettrica è destinato a crescere del 30% nel corso del 2025, mentre il prezzo del gas potrebbe subire un incremento del 37%.  Parallelamente, il passaggio dal PUN al PUN Index GME, introdotto dal 1° gennaio 2025, segna un cambiamento nella metodologia di calcolo dei prezzi, basata su valori zonali anziché su un unico indice nazionale.

A gennaio 2025, in particolare, il PUN medio è stato pari a 0,143 €/kWh, in aumento del 3% rispetto a dicembre 2024 (0,135 €/kWh) e del 17% su base annua rispetto a gennaio 2024 (0,099 €/kWh). 

A febbraio 2025, invece, il PUN è ulteriormente salito a 0,150 €/kWh, mentre i dati parziali di marzo 2025 segnalano un calo, con un valore attuale di 0,126 €/kWh aggiornato al 6 marzo 2025. 

Una famiglia tipo, con un contratto a prezzo indicizzato, si troverà a pagare circa 350 euro in più nel 2025 rispetto all’anno precedente, con una spesa annua per le utenze che potrebbe superare i 2.930 euro. Il costo dell’energia elettrica per le famiglie salirà di circa 99 euro, portando la spesa totale a 889 euro all’anno, mentre l’incremento più significativo si avrà sulla bolletta del gas, con un aumento previsto di 251 euro e una spesa annua che potrebbe toccare i 2.044 euro. 

I cambiamenti sui mercati e nel mondo 

Dal 1° gennaio 2025, il sistema di determinazione del prezzo dell’energia elettrica ha subito una modifica con l’introduzione del PUN Index GME. Questo nuovo indice riflette i prezzi zonali dell’energia elettrica, calcolando il valore dell’energia in diverse aree geografiche del Paese invece di adottare un unico prezzo nazionale. Il metodo di calcolo resta invariato rispetto al PUN tradizionale, ma la differenziazione regionale permette di monitorare meglio le variazioni di costo nelle varie zone. 

L’aumento è legato alla correlazione tra il prezzo del gas e quello dell’energia elettrica: in Italia, una parte sostanziosa della produzione di energia deriva dal gas naturale, il cui prezzo è soggetto a forti fluttuazioni. A gennaio 2025, il prezzo del gas nel mercato all’ingrosso è stato di 0,53 €/smc, per un incremento del 37% rispetto alla media del 2024 (0,39 €/smc). 

Hanno contribuito all’incremento dei prezzi la fine dell’accordo di transito del gas tra Russia e Ucraina, la minore produzione eolica in Europa dovuta a condizioni meteorologiche sfavorevoli e il rialzo stagionale della domanda di energia in inverno. 

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