in copertina: Museo della Carta di Fabriano
Architetto Anna Carulli, Presidente dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura
Il 30 novembre 2024, nella suggestiva cornice del Museo della Carta di Fabriano, si è tenuto l’evento “L’Architettura di Domani: Tecnologie, Strumenti e Visioni”, organizzato da Diasen in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Ancona, della sezione Marche dell’Istituto Nazionale di Architettura e del Comune di Fabriano. Un incontro che ha saputo fondere sapientemente innovazione tecnologica e riflessione culturale sul ruolo dell’architettura contemporanea.
La metafora estetica di un territorio in evoluzione
L’evento ha avuto un avvio carico di suggestione con la proiezione di una clip dedicata alla Piazza del Comune e alla Fontana Sturinalto di Fabriano, un’opera virtuale concepita dall’architetto e influencer Francesco Ferla. Attraverso l’uso della realtà aumentata, Ferla ha offerto una nuova lettura simbolica del territorio, svelando non solo la bellezza estetica ma anche il potenziale trasformativo degli spazi urbani, suscitando un acceso dibattito sui social network.
Anna Carulli: la Voce della sostenibilità culturale
Fulcro della giornata è stato l’intervento illuminante dell’architetto Anna Carulli, Presidente dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, che ha delineato con rara profondità le sfide della progettazione sostenibile nell’epoca contemporanea. “La sostenibilità non è un semplice parametro tecnico – ha sottolineato – ma un principio fondativo che ridefinisce l’architettura come disciplina capace di interpretare il territorio, generare valore culturale e incidere sulle dinamiche socio-economiche.”
Carulli ha esplorato le nuove frontiere dei criteri ambientali e delle certificazioni ecologiche, sottolineando che la sfida più rilevante per progettisti e committenti consiste nel superare le logiche di mercato a favore di una visione integrata e responsabile. “Progettare in armonia con il contesto non è un lusso, ma un dovere etico che richiede conoscenza, ricerca e sensibilità artistica.”
Tecnologia e cultura: un dialogo ineludibile
L’evento ha dimostrato come tecnologia e cultura possano confluire in una visione ampia dell’architettura, in cui il digitale amplifica la comprensione e la percezione degli spazi urbani. L’amministratore delegato di Diasen, Diego Mingarelli, ha posto l’accento sulla “materia con un’anima” e su come questa concezione possa essere motore di innovazione industriale e culturale.
L’architettura, intesa come strumento di rigenerazione culturale e valorizzazione territoriale, è emersa in tutta la sua forza concettuale durante l’evento di Fabriano. La visione appassionata e lungimirante di Anna Carulli ha segnato una linea guida per l’architettura del domani, intesa non solo come tecnica costruttiva, ma come espressione profonda di un genius loci che sa rinnovarsi e riscoprirsi.
Questa nuova centralità della sostenibilità, alimentata dall’ibridazione tra tecnologia e cultura, è un messaggio potente: il futuro non sarà solo costruito, ma immaginato e vissuto con rinnovata consapevolezza estetica ed etica.



























