A B-CAD Roma 2026, la Presidente dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura guiderà una partecipazione corale, fondata sul lavoro del Consiglio direttivo, delle Commissioni, del Comitato scientifico, degli esperti e delle Sezioni territoriali impegnate nel programma “Città Osmotica”.
Di Piero Luigi Carcerano
Presidente Commissione Comunicazione ed Editoria Inbar
Dal 4 al 6 settembre 2026, al Roma Convention Center “La Nuvola”, l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura ETS sarà tra i protagonisti di B-CAD, la manifestazione internazionale dedicata all’edilizia, all’architettura, alle costruzioni e al design.
La presenza dell’INBAR, nominato Ambassador ufficiale di B-CAD 2026, rappresenta un passaggio significativo nel percorso dell’Istituto e nell’azione della sua Presidente nazionale, l’architetto Anna Carulli. Non si tratterà, tuttavia, di una partecipazione affidata a una singola figura o concentrata esclusivamente nei tre giorni della manifestazione romana. Alla Nuvola sarà rappresentato un sistema diffuso, composto dal Consiglio direttivo nazionale, dai Presidenti delle Commissioni, dal Comitato scientifico, dagli esperti e dalle Sezioni territoriali presenti in tutta Italia.
Roma sarà il punto di incontro e di restituzione pubblica di un lavoro che nasce e si sviluppa nei territori.
È proprio questa dimensione relazionale a definire il significato culturale dell’iniziativa. L’Istituto non si presenta come un centro che elabora un modello e lo trasferisce uniformemente alla periferia, ma come una rete nazionale capace di raccogliere conoscenze, progetti, criticità e differenti sensibilità locali. Ogni territorio porta condizioni climatiche, paesaggi, culture dell’abitare, fragilità ambientali e forme urbane specifiche. La bioarchitettura diventa lo strumento attraverso il quale queste differenze possono entrare in relazione, confrontarsi e concorrere alla costruzione di una visione comune.
In questo quadro si colloca il percorso professionale e istituzionale della Presidente. La sua esperienza nasce a Messina e si sviluppa nel rapporto diretto con un territorio mediterraneo nel quale acqua, infrastrutture, paesaggio e vulnerabilità ambientale formano un sistema inseparabile.
Presidente dell’INBAR ETS dal 2016, Carulli è anche Presidente della Fondazione Architetti nel Mediterraneo di Messina e Consigliera dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Messina. È componente della Commissione tecnico-scientifica comunale per la Verifica delle Valutazioni di Incidenza Ambientale, dopo averne assunto in precedenza la presidenza. La sua formazione comprende la bioarchitettura, l’ambiente e la salute, la certificazione energetico-ambientale e i Criteri Ambientali Minimi.
Questa esperienza permette di comprendere la sostenibilità non come un’etichetta applicata al progetto, ma come una cultura delle relazioni: tra edificio e suolo, tra città e acqua, tra innovazione e memoria, tra qualità ambientale e salute delle persone, tra decisione pubblica e responsabilità professionale.
Città Osmotica: un programma che attraversa i territori
Il programma “Città Osmotica” costituisce il principale contenuto culturale della partecipazione dell’INBAR a B-CAD.
La città osmotica non è una forma urbana prestabilita e neppure un modello teorico da replicare nello stesso modo in ogni luogo. È un metodo di osservazione e di progetto che interpreta edifici, quartieri, infrastrutture, paesaggi e comunità come parti interdipendenti di un unico organismo.
L’osmosi diventa una metafora operativa della relazione. Significa riconoscere i flussi che attraversano la città — acqua, energia, materia, persone, informazioni e risorse — e progettare affinché tali flussi non vengano semplicemente respinti, interrotti o confinati, ma regolati, assorbiti e restituiti in equilibrio con l’ambiente.
La città contemporanea ha spesso costruito separazioni: tra natura e spazio edificato, tra centro e periferia, tra infrastruttura e paesaggio, tra produzione e abitazione. Il programma promosso dall’Istituto propone invece di lavorare sulle connessioni, superando una visione per compartimenti isolati e recuperando una lettura sistemica delle trasformazioni urbane.
Per questa ragione le Sezioni territoriali dell’INBAR stanno lavorando attivamente al programma, raccogliendo esperienze, progetti, problemi e buone pratiche provenienti dalle diverse realtà italiane. Le condizioni di una città costiera non coincidono con quelle di un centro alpino; le fragilità idrogeologiche dell’Appennino richiedono risposte differenti rispetto alle isole, alle pianure urbanizzate o alle grandi aree metropolitane.
Il confronto nazionale non deve cancellare queste differenze, ma renderle leggibili e produttive.
Le Sezioni costituiscono quindi i sensori territoriali dell’Istituto. Attraverso il loro lavoro, “Città Osmotica” può confrontarsi con la realtà concreta dei luoghi, con le amministrazioni, gli ordini professionali, le università, le imprese, le associazioni e le comunità. Ogni contributo locale entra in una rete più ampia e diventa parte di un patrimonio nazionale condiviso.
La mostra itinerante “Città Osmotiche. Progettare il futuro tra uomo, natura e tecnologia” rende visibile questo processo. Dopo Portoferraio e Napoli, l’esposizione è arrivata a Messina e proseguirà verso Roma. Le tappe non compongono soltanto un calendario: costruiscono progressivamente un atlante di territori, esperienze e possibili risposte.
A B-CAD saranno presentati progetti dedicati agli edifici-membrana e alle architetture a basse emissioni, alle rigenerazioni urbane osmotiche, alle infrastrutture verdi e blu, ai paesaggi produttivi e adattivi, alle scuole e agli spazi pubblici intesi come dispositivi ambientali.
La mostra sarà accompagnata da incontri sulla Smart City, sulla certificazione energetico-ambientale, sulla Direttiva europea “Case Green”, sull’housing sociale, sui CAM e sul principio DNSH, sulla progettazione bioclimatica, sull’agrivoltaico e sull’agricoltura periurbana.
Questi temi non saranno affrontati come argomenti indipendenti, ma come parti di una medesima cultura del progetto. La transizione ecologica richiede infatti una visione capace di mettere insieme strumenti normativi, sapere tecnico, sensibilità ambientale, ricerca scientifica e conoscenza dei territori.
Roma come tappa di un processo nazionale
B-CAD non rappresenterà il punto di arrivo del programma, ma una tappa pubblica di un processo destinato a proseguire.
L’accordo triennale tra INBAR e B-CAD indica la volontà di costruire una collaborazione stabile. La fiera diventa così una piattaforma annuale di confronto, nella quale presentare i risultati raggiunti, aggiornare gli strumenti, far dialogare le esperienze territoriali e aprire nuove direzioni di ricerca.
In questa prospettiva assume particolare rilievo la nascita dell’Osservatorio nazionale INBAR–B-CAD. La nuova struttura permanente raccoglierà progetti, casi studio, dati, innovazioni normative, tecnologie e metodologie di monitoraggio. Tra i riferimenti operativi figurano i Criteri Ambientali Minimi, il principio DNSH, il BIM, i sistemi GIS e gli strumenti digitali applicati alla pianificazione e alla gestione del territorio.
L’Osservatorio potrà diventare il luogo nel quale le conoscenze prodotte dalle Sezioni, dalle Commissioni e dal Comitato scientifico vengono organizzate, messe a confronto e restituite ai professionisti e alle amministrazioni pubbliche.
Il passaggio decisivo consiste nel procedere dalla dichiarazione dei principi alla verifica degli effetti. Non è più sufficiente definire un progetto sostenibile: occorre comprendere come funziona nel tempo, quali risorse utilizza, quali relazioni produce e in che modo contribuisce alla qualità ambientale e sociale del territorio.
La partecipazione dell’INBAR a Roma avrà pertanto una natura autenticamente collegiale. Il Consiglio direttivo nazionale assicurerà l’indirizzo e la continuità istituzionale; le Commissioni porteranno gli approfondimenti tematici; il Comitato scientifico contribuirà alla qualità culturale e metodologica; gli esperti offriranno competenze specialistiche; le Sezioni territoriali rappresenteranno le esperienze e le domande provenienti dalle diverse parti d’Italia.
Il compito della Presidenza sarà rendere riconoscibile questa pluralità, costruendo connessioni tra persone, discipline e territori. Il valore della guida si misura, in questo caso, non nell’occupare da sola la scena, ma nella capacità di creare lo spazio nel quale l’intera comunità dell’Istituto possa esprimersi e lavorare verso una direzione condivisa.
Da Messina a Roma, e da Roma nuovamente verso tutta l’Italia, si delinea così un movimento circolare. Le esperienze territoriali confluiscono nel confronto nazionale e ritornano ai territori arricchite da nuove conoscenze, relazioni e strumenti.
È questa la prospettiva culturale che l’INBAR porterà alla Nuvola: la bioarchitettura come progetto di sistema, nel quale nessun edificio è separato dal paesaggio, nessuna città è isolata dal proprio territorio e nessuna competenza può affrontare da sola la complessità della trasformazione ecologica.
B-CAD ROMA 2026 · 4–6 SETTEMBRE · ROMA CONVENTION CENTER “LA NUVOLA”
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