di Claudio Pasqua

Con l’inaugurazione della 31ª edizione, Artissima ritorna a Torino portando con sé una rinnovata energia e un tema intrigante: “The Era of Daydreaming.” Quest’anno, l’Oval ospita oltre 180 gallerie internazionali e italiane, riunite sotto la direzione di Luigi Fassi per esplorare il mondo del pensiero spontaneo, dei sogni e delle visioni che spingono l’umanità a immaginare futuri possibili.

Arrivare all’Oval Lingotto si è rivelato semplice e pratico, con opzioni di accesso adatte a tutti i tipi di visitatori. Situato vicino alla tangenziale e ben collegato con i mezzi pubblici (treni e metropolitana), l’Oval risulta davvero comodo sia per chi arriva da Torino che per chi proviene da fuori.

Una volta parcheggiato, abbiamo notato quanto l’Oval sia ben organizzato per accogliere visitatori e stampa, facilitando l’accesso e rendendo il processo d’ingresso molto rapido. La posizione è davvero strategica, circondata da altre attrazioni come il centro commerciale Lingotto e vari locali, tra cui lo stesso Eataly, che offre un’ottima opportunità per fare una pausa gourmet prima o dopo l’evento.

Iniziata il 31 ottobre e aperta fino al 3 novembre, Artissima si conferma come uno degli eventi più raffinati e stimolanti del panorama artistico contemporaneo, capace di coniugare qualità, creatività e innovazione.

Un’atmosfera di sogno tra gli stand

Il tema di quest’anno, “Daydreaming,” riesce a creare un’atmosfera sospesa e contemplativa, che si riflette nelle opere in esposizione. Gli artisti sembrano aver accolto il tema con entusiasmo, proponendo opere che invitano i visitatori a sognare, riflettere e, soprattutto, a immaginare nuovi mondi. Tra corridoi ampi e display curati, si nota una cura particolare per i dettagli e un equilibrio tra spazi e opere che favorisce un’immersione totale nell’esperienza artistica.

La qualità come punto di riferimento

Artissima si distingue per la qualità elevata delle opere esposte, una caratteristica riconosciuta tanto dagli artisti quanto dai visitatori. La sezione avanguardistica di Artissima  “Back to the Future,” dedicata ai pionieri della contemporaneità, in particolare, si è rivelata un’area di grande interesse, offrendo uno sguardo retrospettivo che valorizza il lavoro di artisti del passato in una nuova luce, restituendo al pubblico opere spesso dimenticate o poco visibili. Nonostante le incertezze legate al mercato dell’arte, la presenza di gallerie e collezionisti da tutto il mondo conferma Artissima come una fiera di alto livello, dove la qualità artistica supera qualsiasi preoccupazione commerciale.

La quotidianità come soggetto di riflessione

Un elemento centrale di questa edizione è l’oggetto della quotidianità, esplorato in tutte le sue sfaccettature e nelle sue interazioni con la natura e il mondo digitale. Molte opere invitano a riflettere sul rapporto tra gli oggetti che ci circondano e l’ambiente, e sul modo in cui la tecnologia cambia la percezione della materialità e dell’identità. In questo contesto, lo schermo diventa un mezzo di osservazione e contemplazione, una finestra su mondi lontani e su questioni urgenti, come l’ecologia e le tematiche di genere.

L’influenza della Biennale di Venezia si avverte in questi spunti che ampliano la discussione su argomenti d’attualità, mantenendo viva l’attenzione su problematiche globali.

Fotografia e pittura al centro della scena

Rispetto alle edizioni precedenti, Artissima 2024 assegna uno spazio più equilibrato alle installazioni strutturali, alla fotografia e alla pittura, con linguaggi artistici che si alternano e si completano nella creazione di un’esperienza visiva coinvolgente.

Le opere fotografiche raccontano storie potenti, giocando con la luce e i colori per evocare emozioni profonde. Allo stesso tempo, la pittura, medium riscoperto con intensità, dà forma a mondi immaginari che invitano il visitatore a ritrovarsi o a riflettere. Anche la tecnologia è presente, ma con un ruolo di supporto, valorizzando il ritorno a queste espressioni artistiche più tradizionali e intime.

Un’espressione elevata del contemporaneo

Artissima 2024 si conferma come un evento di grande rilievo per il panorama artistico internazionale, capace di unire visioni contemporanee con un profondo rispetto per l’eredità artistica del passato.

Ogni edizione offre un nuovo pretesto per riflettere e sognare, e l’approccio contemplativo di quest’anno invita a immergersi nell’arte non solo come prodotto visivo ma come esperienza intellettuale e sensoriale.

Nonostante le difficoltà causate dalla Brexit, che ha aumentato i costi, le gallerie continuano ad arrivare da Londra, spinte dalla crescita degli spazi espositivi in città. Sulle pareti di cartongesso sono esposte opere di valore variabile, da 1.500 euro a cifre di svariati milioni.

Luigi Fassi ha spiegato che alcune di queste opere entreranno presto a far parte delle collezioni pubbliche della Gam e del Castello di Rivoli, grazie a un finanziamento di 280.000 euro stanziato dalla Fondazione per l’Arte Crt, il più alto degli ultimi dodici anni, sotto la presidenza di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. Durante Artissima verranno assegnati 11 premi e sarà istituito un fondo per sostenere le gallerie emergenti.

Il direttore della mostra, Luigi Fassi, ha sottolineato che, escludendo la Biennale di Venezia, Artissima rappresenta la Art Week più rilevante in Italia, una settimana in cui Torino diventa il centro del sistema dell’arte, attirando curatori, direttori e presidenti di musei, collezionisti, giornalisti e appassionati. Artissima ha dato impulso a molte iniziative e stimolato nuovi progetti paralleli, tanto che ogni anno la prossima edizione è attesa con entusiasmo. Ha inoltre evidenziato il ruolo fondamentale di Torino, che investe risorse, aumenta i premi e supporta le sinergie con le principali istituzioni culturali della città. Ha ricordato anche che a Torino operano tre direttori di Artissima: Sara Cosulich, Francesco Manacorda e lui stesso.

Artissima riserva particolare attenzione ai collezionisti, portando avanti un’attività di scouting parallela in collaborazione con le gallerie per intercettare nuovi collezionisti, con l’obiettivo di aumentare esplorazione e ricerca. Fassi ha spiegato che la fiera si rivolge alla classe media, a coloro che possiedono già qualche opera d’arte in casa e desiderano ampliare la propria collezione.

Per quanto riguarda i collezionisti, è stata osservata una crescita nella fascia degli over 50, determinati a riaffermare il proprio ruolo in un mercato complesso. Nonostante le difficoltà, ha assicurato che l’offerta rimane vivace: alcune gallerie hanno chiuso, ma altre continuano a proporre offerte rilevanti. Fassi ha concluso affermando che ad Artissima i collezionisti trovano un ambiente accogliente che li fa sentire a casa.

In definitiva, Artissima non è solo una fiera ma un viaggio nel pensiero contemporaneo, un evento che incarna la capacità dell’arte di svelare il potere dei sogni e delle idee per plasmare il nostro mondo.

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