Quanto sono i ricavi di un/una giornalista di riviste specializzate in Architettura e Design? 

Abbiamo rivolto la domanda a uno dei docenti del corso di Giornalismo dell’Architettura e dell’interior Design dell’Accademia Telematica Europea, il prof. Claudio Pasqua, con oltre 25 anni di esperienza sul campo e direttore responsabile di alcune testate di settore.

“Inizio col dire che un giornalista è un professionista preparato per scrivere su qualsiasi argomento, se opportunamente formato. Anche se durante la sua vita professionale si troverà, per scelta o per necessità a dover scegliere una specializzazione. Per esempio io mi occupo da oltre vent’anni di science writing, tecnologia e design, anche se non ho mai disdegnato tematiche culturali e sociali”. 

“L’attività del giornalista si inserisce nel settore della comunicazione e dell’informazione e può svolgersi attraverso mezzi di comunicazione differenti: carta stampata, web, della radio o della televisione. Un giornalista, inoltre, può svolgere la sua professione come dipendente o lavoratore autonomo. A seconda di questo e di altri fattori lo stipendio di un giornalista in Italia può variare sensibilmente”.

Lo stipendio medio di un Giornalista è di 38.000 € lordi all’anno (circa 1.950 € netti al mese), superiore di 400 € (+26%) rispetto alla retribuzione mensile media in Italia.

stipendio giornalista

I giornalisti attivi in Italia secondo l’Ordine dei giornalisti, sono 30mila iscritti all’Albo dei professionisti (per i quali la principale attività professionale è di tipo giornalistica) e circa 75mila a quello dei pubblicisti (collaboratori che svolgono altre attività, anche di ufficio stampa). Italiani navigatori, poeti e giornalisti si potrebbe dire. Quasi un record mondiale, dato che sono cinque volte la quota degli Stati Uniti.

I giornalisti italiani lavorano in 6.664 testate registrate – tra periodici e quotidiani, testate specializzate e tecniche, testate regionali, locali e associative, informazione online – 382 televisioni e 375 emittenti radiofoniche. Mentre gli uffici stampa sono 5.520 e coprono 80 settori merceologici (dati aggiornati al 2021).

Esiste comunque un netto divario tra i guadagni dei giornalisti dipendenti e quelli degli autonomi che lavorano come freelance. In generale, lo stipendio di un giornalista cambia in base a diverse variabili, tra cui:

  • l’inquadramento lavorativo
  • l’esperienza professionale
  • la qualifica
  • l’età
  • il sesso

Il grafico sopra mostra quanto guadagnano i giornalisti, rispetto a copywriter, redattori editoriali e web content manager. Il guadagno sale mano a mano che aumentano esperienza e incarichi. Se un freelance a malapena riesce a superare i 20,000 euro, un giornalista con incarichi come caporedattore o direttore può arrivare a superare tranquillamente i 60.000 euro /anno.

Quali sono le prospettive oggi per i più giovani? 

“Oggi il digitale ha permesso la creazione di professioni che prima non esistevano, surclassando e superando in alcuni casi quelle più storiche. Professionisti che per anni hanno vissuto di rendita su giornali cartacei e in TV, ora si sono dovuti piegare alle logiche di Internet, dove i giovani più preparati possono gestire con facilità numerosi canali social web e video. Questi ultimi hanno dato modo a persone pressoché sconosciute di diventare veri e propri influencer della comunicazione. Oggi si parla di citizen journalism, di storytelling, di instant news, di post verità: tutti termini pressoché nuovi nel panorama della comunicazione. Un giornalista deve essere in grado di interpretare statistiche dati, ed estrapolare risultati dai big-data, deve saper utilizzare la rete (anche quella del deep web) e conoscere i software per mantenere l’anonimato, suo e delle sue fonti. Tutti argomenti che vengono insegnati in corsi come il nostro”.

“L’esperienza maturata è importante: dopo una prima fase di assestamento, dove è possibile come freelance arrivare a guadagni di circa 20mila euro / anno, si inizia ad ottenere una rete di contatti su cui porre le basi per un lavoro stabile e duraturo. Per esempio oggi è molto richiesta la figura dell’addetto o responsabile stampa presso aziende ed enti. In questo caso lo stipendio può arrivare a superare anche i 40 mila euro (non dimenticando che i colleghi presso uffici stampa nazionali arrivano tranquillamente a 100 mila euro annui”

Quali consigli per chi vuole iniziare? 

“Non ci sono limiti di età per iniziare a svolgere questa professione. Ma quel di cui si ha bisogno è sicuramente una formazione adeguata e solida. Oggi l’improvvisazione non è tollerata. Io per esempio dopo la laurea frequentai un master di due anni in comunicazione e uno in giornalismo scientifico mentre lavoravo già a contratto con una prestigiosa testata nazionale. Questo è utile se si vogliono raggiungere traguardi importanti. A chi è più giovane consiglio di iscriversi all’Università o a un Master in giornalismo tra i tanti presenti sul territorio. La loro durata è mediamente due anni e la frequenza obbligatoria. I più giovani che hanno una conoscenza della lingua inglese di livello C2 Proficiency (CPE)  possono aspirare alle scuole di giornalismo più prestigiose organizzati dalle testate più autorevoli come il New York Times. Questi master sono gratuiti – con borsa di studio – e permettono di accedere a board tra i più ambiti al mondo”.

“Chi invece è “adulto”,  e magari lavora o è impegnato,  può affinare le tecniche della professione affidandosi ai corsi in teledidattica, presenti in alcune delle scuole telematiche della nostra penisola. Dopo avere affinato le tecniche si passa alla pratica, per esempio scrivendo per una testata online tra le tante presenti. Dopo due anni di pratica giornalistica è possibile ottenere il tesserino da pubblicista. Ma per ottenere quello da professionista è necessario anche superare un esame di stato”.

Una curiosità: quali sono i giornalisti meglio pagati in Italia?

“Mi affido in questo caso ai dati sono riportati dalla rivista Money. I meglio pagati sono quelli di casa Rai: parlano di un  Carlo Conti, che ha all’attivo diverse trasmissioni (come Tale e Quale) e Fabio Fazio, con 2 milioni di euro annui. Anche se Fazio recentemente ha rinunciato all’iscrizione all’ordine per conflitto di interessi. Segue Bruno Vespa pure lui con uno stipendio milionario, arrivando a 1 milione e 700 mila euro per ogni stagione di Porta a Porta (escluse eventuali ospitate). Alberto Angela, con le sue amate trasmissioni di divulgazione scientifica, si ferma poco sotto al milione di euro (950 mila all’anno).

Ovviamente questi sono solo i ricavi dalla attività in Rai: si aggiungono altre attività collaterali come la rendita dalla pubblicazione di libri, moderatori a convegni, ecc.

Ma devo solo specificare che questi ultimi (come Vespa e gli Angela) sono a contratto. Ovvero non sono dipendenti RAI ma propongono un format che viene rinnovato di anno in anno. Cosa abbastanza comune tra noi giornalisti. Questo lo dico perché spesso ci sono polemiche a mio parere inutili sugli stipendi dei colleghi. I loro stipendi sono commisurati a quanto l’azienda (la Rai in questo caso) ricava dal loro lavoro. Giornalisti più prestigiosi attirano grandi sponsor e permettono di ottenere ricavi di oltre 10 volte l’investimento.

Ma continuiamo: l’ex iena Enrico Lucci arriva a 500 mila euro, a cui seguono tutti i rispettosi del limite dei 240 mila euro annui dove troviamo Gigi Marzullo (Cinematografo), Federica Sciarelli (Chi l’ha visto), Lucia Annunziata e Bianca Berlinguer.

Accanto a questi anche gli attuali conduttori de La Vita in Diretta Tiberio Timperi (1700 euro a puntata) e Francesca Fialdini (1200 euro a puntata): in questo caso a colpire è la differenza di stipendio tra uomo e donna, destinata a suscitare alcune polemiche.

Sotto i 200 mila euro annui Franco di Mare di UnoMattina, Sigfrido Ranucci per Report e Duilio Gianmaria per Petrolio.”

Come fare per diventare un giornalista di riviste di settore, design o architettura?

“La pratica non è diversa rispetto al giornalista generalista. Dopo la pratica biennale presso la rivista si può aprire partita iva e svolgere l’attività come free lance o scegliere di venire assunti da una testata dopo un periodo di prova.
Nel primo caso il freelance ha più libertà di scrivere e collaborare con testate differenti e acquisire esperienza. Nel secondo caso è importante scegliere una casa editrice solida, perché in caso di crisi o difficoltà (cosa peraltro frequente nell’editoria) il rischio è quello di perdere magari opportunità migliori”.

Riassumento potremmo dire che il web ha modificato l’ambiente lavorativo del giornalista, e le possibilità di come svolgere la professione. Passione per la scrittura, capacità di attirare i lettori creando articoli di qualità è l’ obiettivo a cui si deve tendere nell’ esercizio della propria attività. Doti che si affinano in parte con la pratica in parte con uno studio costante e continuo. 

Domande? Potete inviarle via email a info@accademiatelematica.it 

NOTA
I valori presentati su questa pagina sono stimati sulla base delle offerte di lavoro per Giornalista pubblicate su Jobbydoo negli ultimi 12 mesi.

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