Di Piero Luigi Carcerano

La Sfida del Dettaglio tra Rappresentazione e Reale

Il dibattito sul Realismo nell’ambito dell’architettura è una questione complessa e stimolante che coinvolge la relazione tra il pensiero critico e la rappresentazione dell’oggettività del mondo costruito. La contesa tra la visione di Gianni Vattimo, sostenitore del relativismo delle interpretazioni, e quella di Maurizio Ferraris, difensore dell’oggettività dei fatti, offre uno spunto di riflessione su come affrontare la realtà architettonica.

La lotta tra il relativismo e l’oggettività si manifesta nell’architettura sia a livello teorico che pratico. Da un lato, il Nuovo Realismo cerca di eliminare il superfluo e il decorativo, riducendo l’architettura alla sua forma essenziale, come espressione di una realtà inemendabile. Questo approccio vuole sottolineare la priorità dei fatti e della concretezza materiale dell’edificio, mettendo da parte ogni elemento aggiuntivo. Tuttavia, questa visione può rischiare di banalizzare l’architettura, rendendola una semplice registrazione inerte di dati, priva di profondità e significato.

Dall’altro lato, vi è l’importanza del dettaglio architettonico, che può essere inteso sia come “particolare” nel senso filosofico di Gianni Vattimo, ovvero un’interpretazione specifica del tutto, sia come “dettaglio” architettonico, un elemento fondamentale che svela il sistema costruttivo e il senso complessivo dell’edificio. Questo approccio abbraccia l’idea che l’architettura sia una forma di arte e di espressione culturale, capace di cogliere l’intera struttura dialettica della sua epoca e del suo ambiente.

L’architettura può rappresentare una terza via, una sintesi tra il particolare e l’universale, tra l’individuale e il generico. Essa può diventare un luogo di resistenza, un punto di connessione tra il soggetto e il mondo reale. In questo senso, il dettaglio architettonico diventa un tramite verso il reale, che sfugge al dominio dell’interpretazione e si svela nella sua complessità e autenticità.

architettura e realismo

L’eredità del Realismo nell’Architettura Contemporanea: Dalla Semplicità Strutturale all’Autenticità del Dettaglio

Il movimento architettonico del Realismo è emerso nel XIX secolo, principalmente tra la metà e la fine del secolo. Esso si sviluppò in parallelo con il movimento artistico e letterario del Realismo, che cercava di rappresentare la realtà oggettiva senza idealizzazioni o eccessivi romanticismi.

Nell’ambito dell’architettura, il Realismo si esprimeva attraverso l’uso di materiali e stili di costruzione che riflettevano la funzionalità e le esigenze pratiche dell’edificio, evitando ornamenti e dettagli superflui. L’architettura realista si caratterizzava per la semplicità e la sobrietà delle forme, ponendo l’accento sulla struttura e l’utilizzo di materiali locali.

Va sottolineato che il concetto di realismo in architettura può variare nel tempo e nello spazio, poiché il termine può essere interpretato in modi diversi da diverse epoche e culture. Inoltre, alcuni movimenti architettonici successivi, come il Neo-razionalismo del XX secolo, hanno anche abbracciato alcune delle idee realiste riguardo alla priorità dei fatti e della concretezza materiale.

Esempi di architettura che abbracciano questa prospettiva possono essere trovati nella corrente del Neo-razionalismo, che ha enfatizzato la costruzione come espressione diretta della resistenza statica, dissolvendo il decorativo nel tettonico. Le opere di architetti come Mario Ridolfi e Ludovico Quaroni, che hanno privilegiato la semplicità delle forme e la concretezza materiale, mostrano come l’architettura possa essere un veicolo per comprendere il reale attraverso la sua relazione con il dettaglio.

Un altro esempio potrebbe essere l’approccio dell’architettura Neorealista del secondo dopoguerra in Italia. Questa corrente ha adottato un linguaggio semplice e artigianale, valorizzando gli elementi accessori e i particolari come mezzi per creare un’architettura autentica e vicina alla vita delle persone. Le borgate e i quartieri popolari, come il quartiere Tiburtino di Mario Ridolfi, sono diventati scenari di vita reale e di resistenza alla banalizzazione strutturale e formale.

Inoltre, la concezione del dettaglio architettonico come una parte che evoca il tutto, che rappresenta il reale per metonimia o sineddoche, trova riscontro nelle opere di artisti come György Lukács. La sua idea della “particolarità” come sintesi che unisce organicamente il generico e l’individuale, può essere applicata all’architettura come un modo di rappresentare l’intera struttura dialettica della propria situazione storica.

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Esplorazioni Contemporanee nell’Architettura: Dalla Semplicità alla Sperimentazione Tecnologica

Nell’architettura contemporanea, l’interpretazione del linguaggio del dettaglio e della relazione tra soggetto e reale assume diverse sfaccettature. Gli architetti del presente affrontano la questione del Realismo in maniera variegata, spaziando tra approcci minimalisti, concettuali, eclettici e innovativi.

Da un lato, alcuni architetti contemporanei abbracciano un approccio minimalista e razionale, prendendo spunto dalle teorie del Neorealismo e del Neo-razionalismo del dopoguerra. Questi progettisti si concentrano sulla concretezza materiale, cercando di esprimere la realtà dell’edificio attraverso dettagli essenziali e forme semplici. L’architettura di Mies van der Rohe, ad esempio, è spesso citata come un esempio di questa visione, dove ogni dettaglio è ridotto all’essenziale, svelando la verità della costruzione.

D’altra parte, ci sono architetti che adottano un approccio concettuale e simbolico nel linguaggio del dettaglio. Questi progettisti cercano di catturare l’essenza di un luogo o di un’idea attraverso particolari significativi e carichi di simbolismo. L’architetto svizzero Peter Zumthor è noto per il suo approccio sensibile e poetico, in cui ogni dettaglio è studiato per evocare emozioni e sensazioni specifiche nel fruitore dell’architettura.

Nella scena contemporanea, ci sono anche architetti eclettici che mescolano elementi di diverse epoche e stili per creare un linguaggio del dettaglio unico e originale. Questi progettisti spesso sperimentano con nuovi materiali e tecniche costruttive, cercando di esprimere la complessità del reale attraverso una pluralità di voci e significati. Uno tra questi è Thom Mayne – Architetto americano, fondatore dello studio Morphosis. Thom Mayne ha lasciato il segno con progetti iconici, tra cui la sede del New Academic Building della Cooper Union a New York e il Bloomberg Center presso la Cornell University a New York (USA), del 2017, solo per citarne alcuni esempi di rilievo.

Inoltre, alcuni architetti contemporanei interpretano il linguaggio del dettaglio in modo innovativo, sfruttando le tecnologie digitali e i nuovi materiali per creare opere futuristiche e avveniristiche. Questi progettisti abbracciano il potere dell’innovazione e della sperimentazione, cercando di anticipare il futuro e di esprimere il reale in forme mai viste prima. Porto ad esempio l’architettura di Jean Nouvel – Architetto francese vincitore del premio Pritzker nel 2008. Le sue opere spaziano da edifici culturali, come l’Istituto del Mondo Arabo a Parigi, a grattacieli iconici come la Torre Agbar a Barcellona.

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L’architettura contemporanea affronta il Realismo attraverso un ampio spettro di approcci e interpretazioni nel linguaggio del dettaglio. Dalle forme minimaliste e razionali ai dettagli simbolici e poetici, dalle composizioni eclettiche ai design innovativi e avveniristici, gli architetti di oggi continuano a esplorare il significato e la rappresentazione dell’architettura nel mondo contemporaneo, offrendo una pluralità di voci e di prospettive sulla realtà costruita.

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