Di Piero Luigi Carcerano

Comunicazione artistica, architettura relazionale e le riflessioni di Giulio Carlo Argan: come le idee del passato continuano a informare l’arte e l’architettura del presente.

L’analisi delle idee di Giulio Carlo Argan, espresse nel suo lavoro “Progetto e destino”, ci permette di esplorare l’architettura e l’arte degli anni ’60 e il loro impatto sul panorama contemporaneo. Il valore intrinseco dell’urbanistica, l’importanza dello strumentalismo tecnico e la ricerca stilistica sono alcuni dei concetti chiave che Argan ci ha lasciato in eredità.

L’attenzione prioritaria di Argan per la pianificazione urbanistica si riflette oggi nelle nostre sfide per creare città vivibili, sostenibili e inclusive. Le sue idee trovano riscontro in un’epoca in cui l’accessibilità e l’inclusione sociale sono considerate fondamentali. La nostra era ha adottato il suo concetto di una città progettata per tutti, evidenziato dalle politiche di alloggio a prezzi accessibili e dalla progettazione di spazi pubblici sicuri e accessibili.

Argan sosteneva che l’architettura dovesse dialogare con l’ambiente circostante, non limitandosi a essere un’entità autonoma ma integrandosi nel contesto urbano e sociale. Questo principio è evidente nell’architettura bioclimatica contemporanea, che cerca di integrare gli edifici con l’ambiente circostante, utilizzando materiali sostenibili e progettando spazi in armonia con il clima.

Argan insisteva anche sulla necessità di un’architettura accessibile e inclusiva. Questo principio si rispecchia in vari modi nel panorama contemporaneo, dai edifici progettati per l’accessibilità, alle politiche di alloggio a prezzi accessibili, agli spazi pubblici che sono aperti e fruibili per tutti.

Intersezioni tra Arte e Architettura: Esplorando il Modello di Comunicazione di Calvesi nell’Era Contemporanea

Nell’analisi della “crisi semantica delle arti”, un concetto esplorato da Emilio Garroni ed Enzo Paci, e nella visione di Argan sulla de valorizzazione dell’architettura nella società contemporanea, possiamo trovare paralleli con le tendenze attuali. Questo si riflette nella crescente attenzione alla comunicazione e all’interazione tra lo spazio e l’utente in architettura.

Maurizio Calvesi, noto storico dell’arte, ha proposto un modello di comunicazione artistica tripartito che può essere rilevante per comprendere sia l’arte relazionale che l’architettura contemporanea. Il modello di Calvesi comprende tre livelli di comunicazione: iconico, iconologico e simbolico.

Il livello iconico riguarda l’aspetto visuale dell’opera d’arte, cioè ciò che può essere immediatamente percepito attraverso i sensi. In termini di architettura, ciò può includere le dimensioni di un edificio, i materiali utilizzati, le forme e i colori.

Il secondo livello, l’iconologico, riguarda il significato più profondo dell’opera d’arte, ciò che può essere interpretato attraverso la sua relazione con la cultura e la storia. Questo si applica anche all’architettura: un edificio può essere interpretato in base al suo contesto culturale e storico, al suo scopo e alla sua funzione nella società.

Il terzo livello, il simbolico, si riferisce al significato più profondo e universale dell’opera d’arte, cioè quello che può toccare l’essenza umana e creare una connessione emotiva con l’osservatore. Questo livello di interpretazione può essere applicato anche all’architettura: un edificio può evocare emozioni, risuonare con l’esperienza umana e simbolizzare concetti universali.

Nell’arte relazionale, questo modello tripartito può essere particolarmente rilevante. L’arte relazionale si concentra sulle relazioni tra le persone e sull’interazione con l’opera d’arte, piuttosto che sull’opera d’arte come oggetto fisico. Può essere vista come un tentativo di attivare tutti e tre i livelli di comunicazione di Calvesi: l’iconico (attraverso la creazione di un ambiente fisico per l’interazione), l’iconologico (attraverso il contesto culturale e sociale dell’interazione) e il simbolico (attraverso l’esperienza emotiva e personale dell’interazione).

In termini di architettura, l’arte relazionale può portare a nuove forme di progettazione che privilegiano l’interazione sociale, l’esperienza emotiva e il contesto culturale. Questo può essere visto in progetti come spazi pubblici interattivi, architettura partecipativa e design urbano orientato alla comunità. In questo senso, le idee di Calvesi e l’arte relazionale possono contribuire a una comprensione più profonda dell’architettura come mezzo di comunicazione e interazione.

L’architettura e l’arte degli anni ’60, così come interpretate da Argan, hanno lasciato un’impronta duratura sul panorama contemporaneo. Le sue idee sono ancora rilevanti e influenti oggi, suggerendo un’eredità lungimirante che continua a informare le nostre pratiche di progettazione e costruzione. Questo ci stimola a guardare oltre la superficie delle forme architettoniche contemporanee, per scoprire i legami con le idee passate che continuano a informare il nostro presente.

Progetto e Destino: Il Ruolo Mutante dell’Arte e dell’Architettura nella Società Contemporanea

Uno Studio sui Pensieri di Giulio Carlo Argan e Maurizio Calvesi

Comprendere il contesto storico-artistico in cui ci troviamo è fondamentale per capire la natura mutevole dell’arte e della società. Nel suo libro “Progetto e destino”, Giulio Carlo Argan ha identificato una crisi nel campo delle arti visive che ha influenzato anche l’urbanistica e l’architettura. Secondo Argan, l’architettura contemporanea si è divisa in tre direzioni principali: la pianificazione urbanistica, lo strumentalismo tecnico e la ricerca stilistica.

La pianificazione urbanistica e lo strumentalismo tecnico si basano sull’integrazione di forme architettoniche pure e funzionali nel piano urbano, seguendo il percorso del razionalismo, che mirava a progettare spazi per la vita sociale. Il terzo percorso, il formalismo, è emerso a seguito della crisi del razionalismo, evidenziata nel dopoguerra, che ha portato alla consapevolezza dell’utopia irraggiungibile veicolata dal razionalismo stesso.

Il tema della crisi non è estraneo all’architettura e vi sono tracce di esso sia in Emilio Garroni, nel suo libro “La crisi semantica delle arti”, sia in Enzo Paci, che ne ha parlato in un articolo del 1959. Argan sostiene che l’architettura sia stata deprezzata nella società contemporanea, spostando la sua essenza nella pianificazione urbanistica, a causa della pressione esercitata dall’industria e dalla cultura di massa.

Questo cambiamento ha portato alla marginalizzazione del valore teorico del razionalismo, che cercava di costruire una città ideale basata sulla funzionalità, e dell’idea di Walter Gropius di un’architettura che definisce il tessuto urbano. Al loro posto, abbiamo assistito alla promozione di un’estetica dell’architettura, ben rappresentata da Frank Lloyd Wright, in cui l’architettura stessa dà forma alla città.

Progettazione intenzionale: Utopia, Tecnologia e Interazione

Il progresso tecnologico, elemento saliente dell’epoca in cui viviamo, ha dato origine a quello che Argan definisce “l’utopismo del nostro tempo”. Quest’ultimo inizia con la fabbrica-modello e si conclude con la fantascienza, immaginando un mondo dominato esclusivamente dal progresso tecnologico. Per la prima volta, tuttavia, l’utopia minaccia di diventare realtà, superando e superando i fatti.

Argan individua un parallelo tra il progresso tecnologico e il pensiero utopico, basato sulla mancanza di criteri critici in entrambi. In questo quadro, il compito della classe intellettuale è di inserire una componente critica nella società tecnologica, cosa che, secondo Argan, può essere realizzata attraverso il rilancio del progetto. Il progetto intenzionale viene quindi considerato da Argan come una salvezza per l’arte, in grado di ristabilire il valore ideale una volta attribuito all’artigianato e ora all’industrial design.

Queste considerazioni ci portano a una possibile chiave interpretativa delle riflessioni di Maurizio Calvesi. Nell’articolo del 1973 “L’arte come messaggio”, Calvesi si occupa della comunicazione nell’arte contemporanea, identificando tre momenti nella trasmissione del messaggio artistico: l’artista, l’opera d’arte e l’osservatore.

Il punto di vista di Calvesi sottolinea l’importanza dell’interazione tra l’opera d’arte, l’artista e l’osservatore, posizionandosi come precursore delle teorie più recenti dell’arte relazionale. Queste teorie sostengono che il valore di un’opera d’arte non risiede solo nell’oggetto fisico, ma nelle relazioni e nelle interazioni che genera. In questa prospettiva, l’osservatore non è un mero spettatore passivo, ma diventa un partecipante attivo dell’esperienza artistica.

Interazione, Progetto e Società: Nuove Prospettive per Arte e Architettura

Questa visione dell’arte come mezzo di comunicazione e interazione con l’osservatore risulta strettamente legata all’idea di Argan della riqualificazione del progetto. L’arte e l’architettura, infatti, non dovrebbero essere considerate meramente come oggetti estetici, ma piuttosto come strumenti progettuali e intenzionali che interagiscono con, e influenzano, la società e l’individuo.

Questo legame tra l’arte, l’architettura e la società è particolarmente evidente nell’urbanistica, dove la progettazione e la pianificazione possono influenzare significativamente la qualità della vita delle persone e il tessuto sociale di una comunità. Argan e Calvesi, dunque, possono essere considerati precursori di teorie più recenti sull’importanza dell’architettura e dell’arte come strumenti per il miglioramento sociale e individuale.

In sintesi, la lettura degli studi di Argan e Calvesi sulla storia dell’arte e dell’architettura durante la metà del XX secolo può offrire una prospettiva preziosa sul ruolo dell’arte e dell’architettura nella società contemporanea. Questi autori non solo ci offrono uno sguardo retrospettivo sulla storia dell’arte e dell’architettura, ma ci forniscono anche strumenti per immaginare il loro futuro sviluppo, in un mondo sempre più interconnesso e in evoluzione.

Arte senza confini: il mercato globale e l’ascesa dell’arte contemporanea

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