di Veronica Presti

Cartier, Islamic Inspiration and Modern Design (www.louvreabudhabi.ae) vuole evidenziare l’ascendenza  delle arti islamiche sul design di Cartier dall’inizio del XX secolo fino ai giorni nostri, la mostra si terrà al Louvre di Abu Dhabi dal 15 novembre 2023 al 24 marzo 2024.

Più di 500 pezzi, che spaziano dai gioielli e ai capolavori dell’arte islamica a disegni, libri, fotografie e documenti di archivio.

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La Maison Cartier è stata fondata a Parigi nel 1847 dal maestro gioielliere Louis-François Cartier.
Il figlio Alfred ed i nipoti Louis, Pierre e Jacques si succedono alla guida della Maison e ne promuovono il folgorante sviluppo e l’incredibile ascesa.

Nel 1899 Cartier si trasferisce in Rue de la Paix, prestigiosa ed internazionale via, che attraeva personalità di spicco,  provenienti da tutto il mondo.

I tre fratelli allestirono un impero con sede a Parigi, ma che fosse proiettato verso l’estero, ma soprattutto verso una clientela cosmopolita.

Il 1904 vide l’esordio della Maison Cartier in Russia, dove i due fratelli, Pierre e Louis si recarono spesso, mossi da un fascino ed un’ispirazione che poi troverà vita e luce nelle numerose collezioni.

La nobiltà russa fu ammaliata dai Cartier.

Nel 1909, in Inghilterra una cospicua porzione di aristocrazia, divenne la principale clientela della sede di Cartier, in New Bond Street.

Sarà il minore dei fratelli Cartier ad assumere il controllo della boutique inglese, e fu altrettanto evidente che la sua abilità,  nell’intessere relazioni con i più noti ed importanti principi dell’India.

Lo stile unico e sofisticato,  di Cartier seduce i maharaja, che gli affidano strepitose pietre al gioielliere, che le incastona in sublimi parures di gioielleria dallo stile eclettico.

Da qui nasce il rapporto ispiratore con l’India dove la Maison apre nel 1911. 

Nel 1909 Pierre Cartier si trasferisce negli Stati Uniti per dirigere la filiale newyorkese, il tessuto industriale e finanziario, nonché le  dive del cinema muto di Broadway prima e le celebrità di Hollywood decine di anni dopo, diventeranno i clienti del Nuovo Mondo.

Lo straordinario corso di storia dell’arte islamica fu per la Maison Cartier un’eccezionale fonte di ispirazione creativa, in cui si evince la passione, soprattutto di Louis Cartier, per gli oggetti d’arte orientali, in cui si posero le basi del successo planetario.

Un excursus che viaggia attraverso l’architettura, la miniatura, il tessuto e la ceramica. 

Fonte di inequivocabile ispirazione diventano i rivestimenti delle moschee e dei palazzi, gli intarsi delle  mashrabiyya o mušrabīya cairote, che daranno vita a collezioni di rara modernità. 

Era nel 1865, che “Nella grammatica dell’arte dell’ ornamento”, il famoso designer di età vittoriana Owen Jones, mostrava i motivi venuti dalla Persia, Cina e Arabia, corrispondenze,  che la Maison Cartier ha saputo trasformare in preziosi oggetti iconici senza tempo.

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Corrispondente da Abu Dhabi (Emirati Arabi) Ha frequentato la facoltà dì giurisprudenza di Ravenna, distaccamento di Alma Mater di Bologna. Sposata con due figli, ha intrapreso la scelta famigliare di vita all’estero. Ha trascorso diversi anni in Egitto, operando in varie associazioni umanitarie del luogo e vissuto in prima persona la primavera araba e le trasformazioni del Paese dal punto di vista geopolitico. È appassionata di fotografia e di arte in genere. Ha gestito un blog semiserio rivolto alle mamme all’estero. Trasferita negli Emirati Arabi Uniti, ad Abu Dhabi, ha provato a rimettersi in gioco frequentando un Corso di Interior Design e raccontando le meraviglie del mondo arabo, mistero, tradizione e fascino di un’architettura e di un design cosmopoliti. Vive nelle Etihad Towers, un complesso di 5 grattacieli, che rappresentano un’attrazione di Abu Dhabi.

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