Nella sua 57ª edizione, il Rapporto Censis continua a esplorare e interpretare gli eventi socio-economici più importanti che stanno modellando la società italiana, focalizzandosi sui processi di trasformazione in atto. Le “Considerazioni generali” aprono il Rapporto, offrendo un quadro iniziale di questi cambiamenti. La seconda parte, intitolata “La società italiana al 2023”, esamina i fenomeni più rilevanti emersi durante l’anno. Le sezioni terza e quarta approfondiscono l’analisi in vari ambiti, come l’educazione, l’occupazione, il welfare e la sanità, la gestione del territorio e delle infrastrutture, l’economia e i processi economici, i media e la comunicazione, e infine la sicurezza e la cittadinanza.

Le preoccupazioni degli Italiani nel Rapporto CENSIS

Le preoccupazioni degli italiani oggi si articolano in diverse aree, come evidenziato dal Rapporto Censis 2023. Un’ampia maggioranza, l’84%, è profondamente preoccupata per i cambiamenti climatici, un timore che si radica sia a livello globale che locale, con particolare attenzione alle conseguenze sul ricco patrimonio culturale e agricolo italiano. Accanto a queste preoccupazioni ambientali, c’è anche una notevole ansia economica: il 53% degli italiani teme un crollo finanziario dello Stato, un sentimento amplificato dall’incertezza economica mondiale.

Il timore per le minacce terroristiche 

In termini di sicurezza nazionale, il rapporto sottolinea un senso di insicurezza diffuso. Circa metà della popolazione teme che l’Italia non sia adeguatamente preparata a fronteggiare minacce terroristiche, e il 60% è preoccupato per la possibilità di un conflitto globale, riflettendo le tensioni geopolitiche e l’instabilità internazionale.

La popolazione che invecchia e la fuga dei giovani talenti 

Il Rapporto Censis rivela anche preoccupazioni demografiche, con previsioni allarmanti per il 2040 e il 2050. Si prospetta un declino delle coppie con figli, e l’invecchiamento della popolazione si accompagna a una crescente emigrazione dei giovani. L’aumento del 36,7% dei giovani che scelgono di vivere all’estero nell’ultimo decennio solleva questioni sul futuro economico e sulla capacità dell’Italia di trattenere i talenti.

Nonostante queste sfide, il rapporto evidenzia anche un forte movimento verso la parità dei diritti civili. Una significativa percentuale di italiani è favorevole all’accesso all’eutanasia e all’adozione per single e coppie omosessuali, indicando un divario tra le aspirazioni dei cittadini e le politiche esistenti e una richiesta di riforme sociali e legislative.

Il rapporto ai raggi X

Il 57° Rapporto Censis offre un’analisi approfondita dei fenomeni socio-economici che stanno plasmando l’Italia nel suo attuale contesto. Il Paese è descritto come una nazione di molteplici traiettorie, ma senza una direzione collettiva chiara, segnando un’allontanamento dallo schema tradizionale di mobilità e promozione sociale. Le tensioni recenti hanno permesso alla società italiana di riconoscere le sfide della congiuntura attuale e le possibili direzioni dei cambiamenti in corso, ma mancano ancora gli stimoli e gli investimenti necessari per trasformare queste intenzioni in azioni concrete.

La società, mentre si ritira in piccole comunità con rivendicazioni limitate, ha ridotto l’ambizione per obiettivi collettivi ampi, lasciando inattivi i motori delle grandi trasformazioni sociali. Le sfide come la pandemia, la crisi energetica, i conflitti ai confini europei, l’inflazione, la migrazione e l’emergere di modelli di sviluppo alternativi hanno esposto le esigenze a medio termine dell’Italia.

Il dibattito pubblico ha spesso evitato di affrontare questi grandi temi, preferendo rifugiarsi in questioni di minore portata. Si osserva come la società italiana sia affascinata dalle sue meraviglie, osservate da posizioni privilegiate, mentre ignora le proprie carenze, visibili da una prospettiva più terrena.

La transizione digitale in Italia affronta sfide crescenti, tra cui la mancanza di risorse, competenze e infrastrutture. Anche la crisi ambientale e la transizione energetica richiedono urgentemente politiche e investimenti efficaci. La transizione demografica, con l’invecchiamento della popolazione e il calo delle nascite, è una realtà evidente, richiedendo politiche mirate per famiglie, giovani, sicurezza e servizi digitali.

La percezione del lavoro sta cambiando tra i giovani, ma non sembra stimolare uno sforzo collettivo di sviluppo. La gestione del debito pubblico rimane centrale nell’economia, ma i processi di risparmio non contribuiscono allo sviluppo nazionale.

In conclusione, l’Italia sembra sostituire il suo modello di sviluppo degli anni ’60, basato sul lasciar fare e sul riconoscimento dei bisogni e dei diritti collettivi, con un approccio più individualistico. Tuttavia, permane il dubbio che senza una direzione collettiva, potremmo non essere in grado di affrontare insieme le sfide che individualmente non possiamo superare.

Fonte: https://www.censis.it/rapporto-annuale

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui