Che fine ha fatto la catena di mobili a basso costo Centro Convenienza? In questo articolo cerchiamo di spiegare cosa è successo alla nota azienda e perché l’ha portata alla chiusura permanente di tutti i suoi negozi e al suo fallimento.

Dopo mesi di difficoltà, con i dipendenti in sciopero perché a lungo senza stipendio e i clienti inferociti per le mancate consegne a fronte di acconti già versati, la crisi dei negozi di arredi ha colpito qualche anno fa anche il marchio Centro Convenienza. Tempi duri, dunque, per i grandi rivenditori di mobili made in Italy. Prima Mercatone Uno, poi Magrì Arreda, a Torino due grandi negozi con marchio Semeraro, e anche la catena Centro Convenienza che contava 380 dipendenti e dieci punti vendita dislocati tutti nel Sud Italia: Palermo, Catania, Messina, Ragusa, Barcellona Pozzo di Gotto, Catanzaro, Bari, Salerno, Torre Annunziata e Caserta. 

“Centro Convenienza – il bello che costa poco”, con questo claim l’azienda è stata da diversi anni uno dei marchi low cost più acquistati in Italia, dominando il mercato di questo settore. Un mobile semplice, funzionale ma soprattutto economico. Tutte le caratteristiche che lo hanno reso perfetto per chi arreda la propria casa con un budget limitato. Ma a un certo punto l’azienda è stata costretta a chiudere tutti i suoi negozi con una sentenza definitiva. Quello che è successo?

Fallimento Centro Convenienza: Federconsumatori pronta ad assistere i clienti per insinuarsi al passivo fallimentare.

Con sentenza dello scorso 9 ottobre il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha dichiarato il fallimento della Essequattro s.r.l., società facente capo alla holding proprietaria della catena di negozi con il marchio “Centro Convenienza”.
 
Per quasi un anno i punti vendita Centro Convenienza avevano continuato a vendere mobili e ad acquisire ordini, nonostante le centinaia di diffide già pendenti per mancata consegna dei beni. Qualche cliente aveva anche notificato un decreto ingiuntivo alla società, ma senza riuscire ad ottenere il pagamento.
 
Con la dichiarazione ufficiale di fallimento da parte del Tribunale inizia una nuova fase: ora, entro il 9 febbraio 2021, i creditori della società (e quindi anche chi ha acquistato mobili mai ricevuti), hanno la possibilità di presentare domanda di insinuazione al passivo fallimentare per tentare di recuperare almeno parte della cifra pagata.
 
“Non promettiamo alcun rimborso sicuro ai clienti di Centro Convenienza – afferma Gaia Matteini, componente dell’Ufficio Legale di Federconsumatori – perché siamo una associazione seria, che tutela i consumatori e non dà false speranze. Sappiamo che sarà difficile ottenere un risultato pieno, ma è nostro obbligo morale aiutare chi ha perso migliaia di euro”.
 
“Si allunga l’elenco di fallimenti che lasciano i clienti con un pugno di mosche. Nel corso dell’ultimo anno e mezzo i ns. Legali hanno assistito oltre un centinaia di clienti che avevano acquistato mobili che non erano poi stati consegnati, in molti casi anche stipulando finanziamenti” dichiara Lillo Vizzini, presidente di Federconsumatori Palermo “Siamo pronti ad assistere gli ex clienti del Centro Convenienza, anche in questa ulteriore fase, offrendo consulenza per la redazione e l’invio delle domande”.
 

Chi ci ha rimesso e come si possono recuperare i soldi da Centro Convenienza?

Mobili pagati e mai consegnati. Anticipi su prodotti mai ricevuti. Ora con la dichiarazione ufficiale di fallimento del Tribunale inizia una nuova fase: i creditori della società hanno la possibilità di presentare domanda per tentare di riavere almeno parte della cifra pagata

I primi creditori che hanno diritto al risarcimento sono i dipendenti e le banche che hanno la priorità nell’accesso ai beni da liquidare. Tuttavia, questo non significa che anche i clienti “truffati” possano fare qualsiasi cosa per recuperare i soldi spesi.

Pertanto, tutti gli altri creditori e i terzi che hanno diritti reali o personali nei confronti della società fallita possono farlo proponendo istanza di fallimento al tribunale che ha emesso una sentenza di fallimento. Pertanto, tutti coloro che hanno pagato in anticipo per mobili mai arrivati, rivolgendosi al Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, possono far valere le proprie ragioni ei propri diritti.

Centro Convenienza: dove rivolgersi e a chi chiedere per il risarcimento? 

Confconsumatori è a disposizione per informazioni e assistenza nella compilazione della domanda. È possibile fissare un appuntamento scrivendo a Confconsumatori all’indirizzo di posta elettronica: confconsumatori.messina@gmail.com, oppure contattando i numeri che trovate sul sito web www.confconsumatori.it 

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