Roma compie un passo “storico” nel campo dell’immagine contemporanea: apre il primo centro pubblico interamente dedicato alla fotografia, ospitato nel Padiglione 9D dell’ex Mattatoio, nel quartiere Testaccio. L’inaugurazione è collegata anche al 70° anniversario del gemellaggio con Parigi, a sottolineare un dialogo culturale con una città che da tempo ha istituzioni fotografiche consolidate.

In breve: informazioni essenziali

  • Dove: Padiglione 9D, Piazza Orazio Giustiniani 4 (area Mattatoio)

  • Quando apre al pubblico: dal 30 gennaio 2026

  • Orari indicati: 12:00–20:00, chiuso il martedì (chiuso anche 1 maggio 2026)

  • Biglietti mostre (indicazione): €10 intero, €8 ridotto, gratis fino a 18 anni

  • Mostre inaugurali (30/01–29/06/2026): Irving Penn, Silvia Camporesi e un progetto “Campo visivo” sul corpo contemporaneo


Perché questo centro conta davvero

Per anni, nella capitale, la fotografia ha avuto presenza forte (mostre, festival, spazi pubblici e privati), ma mancava un luogo pubblico “stabile” pensato solo per la cultura fotografica, con programmazione, ricerca e sperimentazione. Questo centro nasce proprio per colmare quel vuoto e diventare un punto di riferimento cittadino e internazionale.

In più, la scelta della sede non è casuale: l’ex Mattatoio è uno dei simboli della rigenerazione culturale di Roma, destinato a trasformarsi nella futura “Città delle Arti”.

 


Dove si trova e come arrivare

Il centro è dentro il Mattatoio – Padiglione 9D, in Piazza Orazio Giustiniani 4.

Per raggiungere l’area del Mattatoio con i mezzi pubblici, le indicazioni più ricorrenti sono:

  • Metro B: fermata Piramide

  • Tram 3: fermata Marmorata / Galvani

  • Bus: 719 (Galvani / Zabaglia) e 170–781 (L.go Marzi)

Accessibilità: il complesso del Mattatoio risulta accessibile a persone con ridotta mobilità; per dettagli specifici sul Padiglione 9D conviene verificare prima sul sito/contatti del Centro.


Com’è fatto il Centro: spazi, servizi, identità architettonica

Il progetto è pensato come hub per la fotografia contemporanea (Italia + scena internazionale), capace di ospitare più attività in contemporanea. La superficie complessiva è di circa 1.500 mq su due livelli.

Piano terra (oltre 1.000 mq)

  • spazi espositivi modulabili

  • uffici e biglietteria

  • biblioteca specializzata con circa 3.000 volumi

Primo piano (circa 450 mq)

  • sala polivalente (quasi 200 mq)

  • ballatoio espositivo con forte impatto scenografico

Sul piano dell’intervento architettonico, l’idea guida è: conservare la “pelle” industriale (ghisa, capriate, guidovie, volumi lineari) e innestare impianti contemporanei per illuminazione e climatizzazione, adattabili alle esigenze espositive della fotografia.

Nota progetto/finanziamento: la ristrutturazione del Padiglione 9D è indicata come intervento finanziato dal bilancio di Roma Capitale per 3,5 milioni di euro nella scheda progetto dedicata.


Le mostre inaugurali 2026: cosa vedere (e perché andarci)

Il debutto del centro è accompagnato da tre progetti che chiariscono subito l’intenzione: un grande nome “classico”, una ricerca autoriale italiana e una sezione dedicata ai linguaggi sperimentali.

1) Irving Penn: eleganza, rigore, icone del Novecento

La mostra dedicata a Irving Penn presenta opere provenienti dalla collezione della Maison Européenne de la Photographieed è curata da Alessandra Mauro, Pascal Höel e Frédérique Dolivet. Il periodo indicato è 30 gennaio – 29 giugno 2026.

Cosa aspettarsi (senza spoilerare): un percorso che attraversa i territori più riconoscibili di Penn — ritratto, moda, still life — con l’attenzione maniacale ai dettagli e alla stampa che ha reso il suo stile immediatamente identificabile.

Alcune ricostruzioni specialistiche parlano di una selezione di 109 stampe dalla collezione MEP.

2) Silvia Camporesi: “C’è un tempo e un luogo”

In parallelo, la mostra di Silvia Camporesi — a cura di Federica Muzzarelli — lavora su un’idea di fotografia come soglia: tra vero e artificiale, passato e presente, memoria e trasformazione. Anche qui le date coincidono con l’avvio del centro: 30 gennaio – 29 giugno 2026.

È un progetto che invita a “rallentare lo sguardo” e a leggere i luoghi come archivi emotivi: non solo paesaggi, ma tracce, fratture, silenzi.

3) Campo visivo: corpo, identità, immaginario contemporaneo

Dentro il centro c’è uno spazio dedicato alla sperimentazione e ai linguaggi attuali, chiamato “Campo visivo”. Lo inaugura un progetto a cura di Daria Scolamacchia che mette al centro il corpo come territorio instabile: appartenenza, identità, costruzione di senso.

Tra gli artisti citati nel percorso: Forough Alaei, Kensuke Koike e Alix Marie.

 

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Il nuovo centro pubblico della fotografia di Roma, all’ex Mattatoio di Testaccio (foto dall’ufficio stampa del Comune di Roma)

Orari e biglietti: cosa sapere prima di andare

Le indicazioni pubblicate sui canali ufficiali riportano:

  • Orari: 12:00–20:00
  • Chiusura settimanale: martedì
  • Chiusura straordinaria: 1 maggio 2026

Per i biglietti delle mostre: €10 intero, €8 ridotto, gratuito fino a 18 anni, con acquisto online disponibile.

Alcune guide evento riportano anche la regola “ultimo ingresso un’ora prima”: utile, ma meglio controllare sempre l’info aggiornata vicino alla data della visita.


Il contesto: la “Città delle Arti” e la trasformazione del Mattatoio

Il centro nasce dentro un progetto più grande: la riconversione del Mattatoio come “Città delle Arti”. Il complesso è un grande esempio di archeologia industriale romana: alcune fonti lo indicano costruito nel 1881 e dismesso nel 1975; altre lo collocano tra 1888 e 1891. In ogni caso, parliamo di un impianto tardo-ottocentesco oggi ripensato come polo culturale.


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È davvero il primo centro pubblico di fotografia a Roma?
Sì: viene presentato come il primo centro pubblico interamente dedicato alla fotografia in città.

Dove si trova l’ingresso?
All’interno dell’area Mattatoio, Padiglione 9D, Piazza Orazio Giustiniani 4.

Quali sono gli orari?
12:00–20:00, chiuso il martedì (con chiusura 1 maggio 2026 indicata nei calendari).

Che mostre ci sono all’apertura?
Irving Penn, Silvia Camporesi e il progetto “Campo visivo” su corpo/identità.

Come arrivo con i mezzi?
Metro B Piramide + tram/bus indicati nelle info “Dove siamo” del Mattatoio.

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