Tra preoccupazioni e opportunità, quali sono i veri numeri di ChatGPT in Italia?

Il rapporto di ricerca presentato da The Fool indica che l’utilizzo della piattaforma di OpenAI acquisita da Microsoft è limitato all’8% degli utenti, tuttavia il 75% degli utenti che l’hanno utilizzata hanno trovato la piattaforma utile. Inoltre, il rapporto ha evidenziato che il 58% degli utenti ha espresso preoccupazioni riguardo all’etica dei tool di intelligenza artificiale.

In Italia, anche i doppiatori hanno scioperato a causa dei turni massacranti e dell’uso sempre più diffuso dell’Intelligenza Artificiale nel loro campo. Un noto quotidiano italiano sfida i lettori a trovare ogni giorno un articolo scritto da ChatGPT tra le sue pagine, offrendo abbonamenti e champagne come premio. L’attenzione dei media è stata spostata dall’Intelligenza Artificiale al metaverso, poiché la tecnologia è diventata accessibile a tutti e i prompt possono sostituire i lavori ripetitivi che richiedono poco creatività e passione. Tuttavia, ci sono preoccupazioni riguardo alla portata effettiva di questo fenomeno in Italia. Per capire meglio la situazione, la digital intelligence company The Fool ha condotto una ricerca basata su una survey effettuata su 1.000 persone di età compresa tra i 16 e i 64 anni in Italia nel mese di febbraio, utilizzando i dati di GWI, per capire quanto fosse diffusa la conoscenza della piattaforma e delle sue modalità di utilizzo.

Dalla survey emerge che il 48,5% dei partecipanti non ha mai sentito parlare di ChatGPT, il sistema di intelligenza artificiale sviluppato da OpenAI. Il 21,4% ha sentito parlare del sistema ma non ne è sicuro di cosa sia, il 22,1% ne ha sentito parlare e conosce le sue caratteristiche ma non lo ha mai utilizzato, mentre solo l’8% degli intervistati ha dichiarato di utilizzarlo. In termini di interesse nei confronti di ChatGPT, il 34% degli intervistati ha mostrato un certo grado di interesse, il 28,8% è neutrale, il 15,2% ha espresso un decisivo disinteresse, mentre il 12,9% ha mostrato un forte interesse.

All’interno dell’8% degli intervistati che hanno dichiarato di usare ChatGPT, la maggior parte lo utilizza almeno una volta a settimana, se non tutti i giorni. Inoltre, i maggiori casi d’uso sono migliorare o integrare il lavoro che hanno già svolto, sperimentare e divertirsi e, per il 34% degli utenti, cercare informazioni e fatti. Tra coloro che utilizzano ChatGPT, il 75% lo trova utile.

La maggioranza degli intervistati, ovvero il 58%, ha espresso preoccupazione riguardo all’eventuale utilizzo poco etico degli strumenti di intelligenza artificiale, come la diffusione di disinformazione o l’impiego per aiutarsi nei compiti scolastici. Il 41% si preoccupa dell’impatto che tali strumenti possono avere sul lavoro degli artisti e dei creativi, mentre il 40% crede che gli avanzamenti nella tecnologia di intelligenza artificiale possano migliorare il lavoro. Infine, il 26% degli intervistati non ha espresso preoccupazioni riguardo allo sviluppo degli strumenti di intelligenza artificiale.

In sintesi, l’indagine di The Fool su ChatGPT e l’intelligenza artificiale ha mostrato una scarsa conoscenza dell’esistenza di ChatGPT tra i partecipanti, ma ha anche rivelato un certo interesse da parte di coloro che ne erano a conoscenza. La maggioranza degli utenti ha affermato di utilizzare ChatGPT per migliorare o integrare il proprio lavoro e di trovarlo utile. Tuttavia, un considerevole numero di intervistati ha espresso preoccupazioni riguardo all’etica dell’uso degli strumenti di intelligenza artificiale.

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