Di Arch. Piero Luigi Carcerano
Presidente Commissione Comunicazione ed Editoria dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura
Vicedirettore di Interiorissimi
Il Mediterraneo, da sempre luogo di incontro e di scambio, oggi diventa anche spazio simbolico per una nuova riflessione sull’abitare e sul costruire città resilienti. A Portoferraio, cuore dell’Arcipelago Toscano, si terrà il convegno nazionale promosso dall’Istituto Nazionale di Bioarchitettura (INBAR): “Città Spugna – Visione e strategie per territori resilienti”.
L’evento non è soltanto un momento tecnico, ma una tappa culturale e politica che interroga il nostro rapporto con l’acqua. L’acqua, elemento fondativo delle civiltà, infrastruttura originaria delle città antiche, è stata nei secoli canalizzata, addomesticata, spesso allontanata. Oggi ritorna come sfida e opportunità: da minaccia climatica a risorsa strategica.
Dall’architettura dell’acqua alla bioarchitettura
Se pensiamo alle grandi città storiche, dalle reti idriche romane ai canali di Venezia, l’acqua ha sempre modellato la forma urbana e la vita sociale. La modernità, invece, ha progressivamente ridotto l’acqua a problema tecnico, dimenticandone il ruolo culturale e paesaggistico.
Il progetto Città Spugna – promosso da INBAR – intende invertire questa prospettiva: riportare l’acqua al centro della progettazione, come infrastruttura ambientale e principio generativo dello spazio urbano. Non più elemento da contenere, ma risorsa viva che plasma piazze drenanti, rain garden, tetti verdi, parchi urbani.
Come afferma Anna Carulli, Presidente INBAR, “non si tratta solo di tecniche di drenaggio urbano sostenibile, ma di un cambiamento culturale che unisce progettazione, ecologia e responsabilità sociale”. La bioarchitettura, in questo senso, diventa linguaggio di resilienza, capace di trasformare la crisi climatica in occasione di rigenerazione.
Una nuova estetica civile
Porosità del suolo, ombra urbana, spazi interstiziali: sono parole che non appartengono solo alla tecnica, ma alla cultura del vivere. Ogni rain garden non è un arredo urbano, ma un dispositivo di salute collettiva. Ogni albero piantato non è solo verde ornamentale, ma un gesto di responsabilità climatica.
La sfida è riscoprire una nuova estetica civile: la bellezza dell’acqua trattenuta, dell’ombra condivisa, della manutenzione come valore. Una bellezza che nasce dalla responsabilità verso le generazioni future.
Il convegno di Portoferraio
La giornata del 4 ottobre 2025 sarà aperta dai saluti istituzionali e da un’introduzione di Massimiliano Pardi Socio Esperto INBAR, che offrirà un quadro territoriale sulle sfide dell’Arcipelago Toscano.
Seguiranno contributi di rilievo nazionale:
- Anna Carulli (Presidente INBAR), sulla cultura della resilienza urbana e ambientale;
- Gio. Dardano, sul legame tra bioarchitettura e progetto del territorio;
- Maria Frangioni (Presidente Legambiente Arcipelago Toscano), sull’ambientalismo e la cittadinanza attiva.
La sezione tematica ospiterà gli interventi di Fausto Ferruzza (Legambiente Toscana), Nando Bertolini (Vicepresidente INBAR), Giampaolo Munafò (INBAR), oltre al contributo di Massimiliano Pardi e Valentina Tosi (INBAR) sul tema “Portoferraio resiliente”.
A moderare i lavori sarà l’architetto Piero Luigi Carcerano, Presidente della Commissione Comunicazione ed Editoria di INBAR.
La giornata si concluderà con una tavola rotonda che vedrà a confronto imprese, istituzioni, associazioni e professionisti per esplorare applicazioni concrete e buone pratiche di gestione sostenibile dell’acqua.
La mostra “Architetture Spugna”
Accanto al convegno, dalle ore 17.30, sarà inaugurata la mostra “Architetture Spugna” presso la Torre della Linguella, visitabile fino al 12 ottobre. In mostra saranno esposti progetti realizzati dai Soci INBAR, voci concrete del pensiero bioarchitettonico applicato. Il percorso immersivo presenta piazze drenanti, rain garden, infrastrutture verdi e soluzioni progettuali nate dalla comunità INBAR che illustrano come l’acqua possa essere principio generativo degli spazi urbani.
Portoferraio laboratorio mediterraneo
La scelta di Portoferraio non è casuale: un territorio insulare che vive intensamente le sfide del cambiamento climatico, ma che al tempo stesso può diventare laboratorio di innovazione. Dal Mediterraneo, culla di civiltà e di acque condivise, parte così un messaggio che parla all’Italia intera: il futuro non si costruisce reagendo alle emergenze, ma immaginando, progettando e condividendo visioni comuni.
La voce della Presidente

Anna Carulli, Presidente INBAR, sottolinea:
«Con Città Spugna inauguriamo un percorso che non si limita a un convegno, ma che vuole diventare programma nazionale. L’obiettivo è far sì che ogni città italiana possa riconoscersi in questo modello e adattarlo alle proprie peculiarità territoriali e sociali.
Abbiamo bisogno di un linguaggio nuovo per parlare di acqua e di città, un linguaggio condiviso dai cittadini oltre che dai tecnici. L’acqua non è un’emergenza da contenere, ma un bene comune da integrare come infrastruttura vitale.
Napoli, Venezia, Messina, Torino, Crotone a dicembre, Caserta, Palermo, Brindisi, Taranto Milano saranno le prossime tappe di una rete di città resilienti, capaci di imparare l’una dall’altra. Non parliamo solo di ridurre rischi idrogeologici, ma di ripensare la forma stessa del vivere insieme. È un invito a immaginare una nuova estetica civile, fatta di ombra, porosità, cura e manutenzione come valori condivisi.
Il futuro non si governa con la logica dell’emergenza: si costruisce con visione, responsabilità e partecipazione».
































