Il Columbus Day, o Giorno di Cristoforo Colombo, è una festa che si celebra il 12 ottobre di ogni anno negli Stati Uniti d’America, così come in molte altre nazioni del continente americano e oltre. Ma qual è la storia di questa festa e perché è stata fissata per il 12 ottobre?

Il Viaggio di Colombo

Il Columbus Day commemora l’arrivo di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo il 12 ottobre 1492. Colombo, un navigatore e esploratore genovese al servizio dei sovrani spagnoli Ferdinando II d’Aragona e Isabella I di Castiglia, intraprese un audace viaggio attraverso l’Atlantico con l’obiettivo di trovare una nuova rotta verso le Indie e, invece, approdò in quello che poi divenne noto come il Nuovo Mondo.

L’arrivo di Colombo nel Nuovo Mondo segnò l’inizio di un periodo di esplorazione, conquista e colonizzazione europea delle Americhe, con conseguenze storiche, culturali e demografiche di vasta portata.

Storia del Columbus Day

La celebrazione del Columbus Day ha origini che risalgono almeno al XVIII secolo. I primi festeggiamenti erano organizzati da comunità di italo-americani che volevano celebrare il loro patrimonio culturale e l’importante contributo di un italiano alla storia mondiale. La data del 12 ottobre è stata scelta proprio perché coincide con l’anniversario dell’arrivo di Colombo nel Nuovo Mondo.

Nel 1892, il 400° anniversario dell’arrivo di Colombo, il presidente Benjamin Harrison emanò una proclamazione che designava il 21 ottobre come giorno di celebrazione. Questa data fu scelta perché coincideva con l’Esposizione Universale di Chicago, anche conosciuta come la Columbian Exposition, organizzata per celebrare il quattrocentesimo anniversario.

Tuttavia, nel 1937, il presidente Franklin D. Roosevelt proclamò il Columbus Day come festa nazionale negli Stati Uniti, da celebrarsi il 12 ottobre di ogni anno. Nel 1971, la data della celebrazione fu spostata al secondo lunedì di ottobre, in conformità con la legge che stabiliva il calendario uniforme delle festività nazionali.

Controversie sul Columbus Day

Nel corso degli anni, il Columbus Day è diventato oggetto di polemiche. Mentre per molti rappresenta un’occasione di celebrazione del patrimonio italo-americano e del coraggio di Colombo come esploratore, altri lo vedono come una celebrazione di conquista, colonizzazione e sottomissione dei popoli nativi americani.

A causa di queste preoccupazioni, alcuni stati e città negli Stati Uniti hanno scelto di riconoscere il secondo lunedì di ottobre come “Indigenous Peoples’ Day” o “Giorno dei Popoli Indigeni”, una celebrazione delle culture e delle storie dei popoli nativi americani.

Mentre la data continua ad essere un punto di riferimento nella storia occidentale, è essenziale avvicinarsi alla celebrazione con una comprensione equilibrata delle sue molteplici sfaccettature, riconoscendo sia i successi che gli errori del passato e cercando di costruire un futuro più inclusivo e rispettoso per tutti.

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