Il Garante della Privacy ha preso la decisione e, di conseguenza, OpenAI ha bloccato l’accesso a ChatGPT per gli utenti italiani. Di seguito sono riportati i passi da seguire per continuare a utilizzare il servizio.

Per cominciare, è importante sottolineare che il Garante non ha bloccato la chatGPT: ha semplicemente richiesto che OpenAI smettesse di utilizzare dati relativi a individui in Italia e ha posto come scadenza il 20 aprile per dimostrare che la raccolta e il trattamento dei dati durante la fase di training e di utilizzo siano conformi al GDPR, nonostante le apparenze. OpenAI ha deciso liberamente di bloccare l’accesso da IP italiani, come se questo potesse far decadere le obiezioni del Garante.

Dopo le indagini della Commissione Europea, di Europol e di un gruppo di esperti e imprenditori nel campo scientifico, recentemente è stato annunciato che ChatGPT, il popolare chatbot di intelligenza artificiale creato da OpenAI, è stato bloccato in Italia dall’azienda stessa per cercare di risolvere alcuni problemi relativi alla privacy degli utenti. Il servizio è stato fermato immediatamente in questo paese perché il Garante per la protezione dei dati personali ha preso una misura cautelare per indagare su alcuni aspetti ritenuti poco chiari.

Cos’è, come usare e a cosa serve ChatGPT

Le ragioni principali riguardano principalmente la raccolta e la conservazione non autorizzate di dati personali e l’assenza di una giustificazione legale per l’utilizzo di tali dati per la formazione degli algoritmi utilizzati dalla piattaforma. Inoltre, la mancanza di sistemi per verificare l’età dei minori espone tali utenti a risposte inappropriate per il loro livello di sviluppo e autoconsapevolezza. Ora la domanda più comune è se sia possibile continuare a utilizzare il chatbot AI nonostante il blocco in Italia e come verranno gestiti i soldi spesi dagli abbonati a ChatGPT Plus, che garantisce l’accesso al modello linguistico GPT-4 più recente e pertinente rispetto al modello di base Chat GPT.

ChatGPT in Italia: solo l’8% la utilizza ma il 75% la trova utile

Stop a Chat GPT in Italia, ma è possibile continuare a utilizzarlo: ecco come

Per superare il blocco e riprendere l’utilizzo di ChatGPT in Italia, è possibile installare e configurare una VPN (Virtual Private Network) e scegliere una posizione geografica diversa dall’Italia per simulare la presenza al di fuori del territorio italiano. Tuttavia, utilizzare una VPN indiscriminatamente potrebbe essere una decisione imprudente e compromettere seriamente la tua privacy online.

ChatGPT intelligenza artificiale

Che cos’è una VPN 

VPN è un acronimo che sta per Virtual Private Network e indica una connessione tra un gruppo di soggetti che utilizza protocolli di trasmissione pubblici come quelli di Internet. L’obiettivo della VPN è di proteggere i dati, garantendo un alto livello di autenticazione, riservatezza e integrità delle informazioni impartite. Le aziende possono beneficiare di questa tecnologia di protezione per difendersi dai cosiddetti replay attack, ovvero gli attacchi che mirano a rubare le credenziali di autenticazione delle reti informatiche.

La VPN consente di collegarsi da una posizione lontana a una rete privata considerata sicura. In questo momento molte VPN assicurano un livello di sicurezza che è pari a quello delle reti dedicate.

ChatGPT intelligenza artificiale

Oltre alla VPN…

Ci sono diverse opzioni gratuite disponibili come alternative sicure all’utilizzo di Chat GPT. Da notare che il provvedimento del Garante si riferisce esclusivamente a ChatGPT come servizio, e non menziona l’opzione di accedere al modello linguistico sottostante via API. Inoltre, è possibile utilizzare GPT-3.5 attraverso il playground di OpenAI sul sito ufficiale.

Chat GPT bloccato in Italia dal Garante della Privacy. Le alternative

Anche se utilizza ChatGPT come base, la Bing Chat di Microsoft ha un modello più avanzato e funziona perfettamente. Allo stesso modo, il sito Poe (Platform for Open Exploration) di Quora e la sua app mobile offrono gratuitamente ChatGPT e altri modelli come Sage, GPT-4, Claude e Dragonfly, sia basati sullo stesso che no.

Perché licenziare gli autori per l’utilizzo di ChatGPT è un grave errore

L’intelligenza artificiale (AI) è uno dei temi più importanti del nostro tempo, con la potenzialità di trasformare completamente la nostra vita quotidiana. Ma come ogni nuova tecnologia, ha anche il potenziale di portare problemi, ed è importante analizzare tutto in modo obiettivo, piuttosto che essere accecati dalla sua sorprendente potenza.

Questo strumento ha il potenziale di migliorare la nostra esistenza in molti modi, come rendere i trasporti più sicuri, aiutare i medici a diagnosticare malattie più velocemente e rendere più efficienti i sistemi di produzione delle aziende. Ma ci sono anche preoccupazioni legittime sul futuro dell’AI e il suo impatto sulla società, come la perdita di posti di lavoro per le tecnologie che possono rimpiazzare gli esseri umani, o problemi sulla sicurezza.

ChatGPT intelligenza artificiale

Molti studiosi dell’AI pensano che l’intelligenza artificiale sarà una delle tecnologie cruciali per guidare la crescita economica del futuro. Ma, come per ogni tecnologia, deve essere applicata in modo responsabile e sicuro. L’attenzione dovrebbe essere posta sui miglioramenti del nostro mondo in generale, piuttosto che solo sulle applicazioni a più alto profitto.

Inoltre, gli sviluppatori di AI dovrebbero tener conto della reputazione che l’AI si è guadagnata. Ci sono molte teorie sulle macchine che hanno preso il controllo del mondo, e gli sviluppatori dovrebbero fare tutto il possibile per garantire che la loro tecnologia non diventi un punto di dolore o caos. E come le macchine diventano sempre più intelligenti, è importante che imparino a interagire con gli esseri umani in modo positivo.

Si tratta di un potenziale incredibile per trasformare le nostre vite in meglio, e dovrebbe essere affrontata con rispetto e attenzione. Ma allo stesso tempo, i governi e gli sviluppatori dovrebbero impegnarsi per controllare e promulgare norme e regolamenti che garantiscano che questa tecnologia sia utilizzata in modo responsabile e sicuro. Solo in questo modo gli esseri umani potranno beneficiare appieno delle sue potenzialità senza preoccuparsi dei suoi problemi potenziali.

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ChatGPT funziona ancora in Italia (anche senza una VPN) con Poe

Si tratta di un tool gratuito, ospitato da Quora, che permette di interfacciarsi con diverse chatbot basate sull’intelligenza artificiale

L’intervento del Garante per la protezione dei dati personali e la conseguente decisione di OpenAI di sospendere temporaneamente il funzionamento di ChatGPT in Italia hanno suscitato numerose reazioni. Gli appassionati di chatbot e intelligenza artificiale hanno suggerito l’utilizzo di VPN o dei bot di Telegram per aggirare la sospensione, anche se questi sistemi non sono del tutto sicuri in quanto spesso si utilizzano estensioni gratuite dei browser che non garantiscono la privacy. Tuttavia, c’è ancora una piattaforma che consente l’interazione con ChatGPT: si tratta di Poe, sviluppata e pubblicata online da Quora.

Il termine “Poe” non si riferisce al noto scrittore americano che ha inventato il genere del “giallo psicologico”, ma corrisponde all’acronimo di “Plataform for Open Exploration”. Si tratta di una piattaforma online che consente l’esplorazione aperta. Al suo interno, si ha la possibilità di interagire con diverse chatbot che utilizzano l’intelligenza artificiale: tra esse sono presenti Sage, Claude (nelle versioni “plus” e “instant”, sviluppate da Anthropic), Openfly e anche ChatGPT (nella versione “3”, gratuita, con la possibilità di fare una sola domanda al giorno a ChatGPT-4).

Per accedere a Poe.com, è sufficiente visitare il suo sito web e completare la procedura di registrazione. La registrazione può avvenire tramite l’account Google o Apple o inserendo un indirizzo email o un numero di telefono valido per ricevere il codice di attivazione. Una volta registrati, è possibile scegliere il chatbot con cui interagire e iniziare a chattare.

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Iscritto all’ordine dei giornalisti del Piemonte. Dopo gli studi al Politecnico di Torino e un Master in Scienze della Comunicazione svolge le sue prime docenze presso la Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Nel 1998, sotto la supervisione del direttore del laboratorio modelli reali e virtuali, realizza l’opera multimediale vincitrice del Premio Compasso d’Oro Menzione d’Onore. Ha collaborato e diretto da oltre 20 anni decine di testate giornalistiche. Ha pubblicato due libri sulla comunicazione digitale di impresa ed è stato relatore di tesi al Matec – Master in Progettazione e Management del Multimedia per la Comunicazione (Torino) e all’estero (Miami, USA). Attualmente insegna comunicazione digitale e nuovi media, giornalismo scientifico e materie legate alla progettazione architettonica e alla bioarchitettura. Contatti Email: info@interiorissimi.it

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