Il pH è una grandezza che permette di capire quanto sia acida o basica una soluzione (un liquido). È un parametro fondamentale per capire il comportamento di diverse sostanze in vari settori, come l’agricoltura, l’industria alimentare, la cosmetica e la medicina.

Perché il pH si chiama così?

Il termine pH (pronuncia pi-acca) deriva dalle parole potenziale e idrogeno (H), che insieme formano l’acronimo pH. Il pH rappresenta la misura del potenziale di concentrazione di ioni idrogeno in una soluzione acquosa. Il valore del pH indica se una soluzione è acida (pH inferiore a 7), neutra (pH uguale a 7) o alcalina (pH superiore a 7). Questo termine è stato coniato dal chimico danese Søren Sørensen nel 1909 e la scala del pH viene utilizzata globalmente per indicare questo parametro.

Il pH si misura su una scala compresa tra 0 e 14: una soluzione con pH 7.0 viene considerata neutra, mentre una soluzione con pH inferiore a 7.0 è acida e una soluzione con pH superiore a 7.0 viene considerata basica.

Per esempio, il pH del succo di limone si aggira intorno a 2.0, mentre il pH dell’acqua di rubinetto varia tra 6.5 e 8.5. Il pH del latte di mucca è generalmente intorno a 6.7, mentre il pH del sangue è di circa 7.4.

La scala del pH è di andamento logaritmico, il che significa che ogni punto tra due valori di pH consecutivi (ad esempio, pH 5 e pH 4) denota una differenza di 10 volte nella concentrazione di ioni H+. Questa scala si estende dal valore 0, che rappresenta la massima acidità, al valore 14, che indica la massima basicità (o alcalinità). L’uso di una scala logaritmica invece del valore diretto di concentrazione di H+ è dovuto principalmente a ragioni di praticità, in quanto semplifica la lettura, la condivisione dei risultati e i calcoli.

Perché il pH è importante?

Il pH è importante perché influisce su molti processi chimici e biologici che avvengono nelle sostanze. Ad esempio, nei terreni agricoli, il pH del suolo è un parametro fondamentale per la crescita delle piante e per la capacità di nutrirsi correttamente degli elementi nutritivi. La biodisponibilità indica che, se il pH del terreno varia oltre un certo range, alcuni nutrienti potrebbero essere presenti nel suolo ma non accessibili alle piante. Inoltre, il valore del pH dell’acqua influenza la sua potabilità e le sue capacità di detergere.

In campo alimentare, il pH è fondamentale per la buona riuscita di alcune preparazioni. Rappresenta un parametro fondamentale per la conservazione di prodotti in vasetti come conserve e alimenti sott’olio. Il pH inferiore a 4,5 impedisce la riproduzione della maggior parte dei batteri. È per questo che l’acido ascorbico, l’acido citrico o acetico vengono spesso aggiunti tra gli ingredienti, poiché abbassandolo migliorano la conservazione del prodotto.

In medicina, il pH del sangue e di altri fluidi corporei come il succhi gastric, costa nella diagnosi e nel monitoraggio di molte malattie.

Anche in campo biologico, il pH riveste un ruolo di primaria importanza poiché sono numerose le proteine che possono essere distrutte da pH acido o alcalino. Ad esempio, quando mettiamo del succo di limone sulla carne cruda, si verifica una degradazione delle proteine grazie alla presenza di ioni H+. In alcuni casi, tuttavia, alcune proteine sono attive solo a pH acido, come avviene nello stomaco umano che è ricco di acido cloridrico, il quale consente alla pepsina (una proteina che degrada altre proteine) di funzionare in maniera corretta.

Il pH e l’igiene personale

È poi ampiamente riconosciuta l’importanza di mantenere un pH adeguato nei prodotti per la cura personale, evitando qualsiasi valore estremamente elevato o basso che possa interferire con il pH naturale della pelle. È fondamentale che i prodotti non alterino il pH cutaneo.

Per misurare il livello di acidità del corpo umano, una modalità semplice consiste nel testare le urine mediante cartine al tornasole. La scala colorimetrica utilizzata indica un valore che va dal giallo (acido) al verde/blu (basico).

Di solito, si procede con questo tipo di misurazione in tre momenti diversi della giornata, ovvero alle 8:00, 13:00 e 20:00. Questo perché i valori del pH variano a seconda dell’ora del giorno: la mattina sono più acidi, diventano progressivamente neutrali durante il giorno e tornano ad essere acidi la sera.

Il valore ideale del pH durante il giorno dovere essere compreso tra 7,35 e 7,45, quindi leggermente alcalino e sopra al livello di neutralità.

Se non ci sono differenze nel ritmo circadiano del pH, ma si registrano valori costantemente bassi, cioè acidi, allora ciò potrebbe essere un segnale di anomalie nell’organismo.

Il pH influisce su molti distretti del nostro corpo e il suo valore è importante, ad esempio, per la digestione, la produzione di radicali liberi, la contrazione muscolare e i crampi, nonché la respirazione.

Come si può calcolare il pH in casa?

Esistono diversi modi per calcolare il pH in casa, ma il più comune è l’uso di appositi kit per la determinazione del pH. Le kit e le strip reattive sono facilmente reperibili presso farmacie, negozi di prodotti per l’agricoltura e negozi di bricolage e sono anche acquistabili online il costo di un kit per la misurazione del pH può variare a seconda del tipo e della marca, ma generalmente può essere comprato con un investimento relativamente economico.

I kit per la misurazione del pH possono essere composti da strip adesive colorate che cambiano colore a seconda del valore di pH, oppure da soluzioni reagenti che devono essere mescolate con il campione di sostanza da analizzare.

Per utilizzare le strip reattive, basterà immergere la strip nella sostanza liquida e attendere qualche secondo, dopodiché si osserva il risultato sulla scala cromatica riportata sulla confezione. In generale, le scale di colori delle strip sono composte da diversi toni che vanno dal rosa al viola, dal verde al giallo e dal blu al rosso. Una volta individuato il colore reperito dalla strip occorre confrontarlo con la scala cromatica presente nel confezionamento.

Le soluzioni reagenti, invece, richiedono un po’ più di preparazione. Bisogna innanzitutto diluire la soluzione con acqua e poi aggiungere il campione di sostanza da analizzare. Anche in questo caso, si deve confrontare il colore ottenuto con la scala cromatica riportata sulla confezione del kit.

Per ottenere una misurazione precisa, è importante osservare attentamente la temperatura della sostanza e la durata dell’operazione.

Quanto è il pH dell’acqua? 

L’acqua è un elemento vitale per la sopravvivenza dell’umanità e della natura. È un elemento essenziale per la vita, poiché il nostro corpo è costituito per il 70% da acqua, e per la salute dell’ambiente, poiché gli ecosistemi hanno bisogno di acqua per sopravvivere. Tuttavia, l’acqua può diventare inquinata, compromettendo la nostra salute e quella degli ecosistemi.

Il pH dell’acqua è un parametro importante per la salute umana e l’ambiente. Un pH basso (acido) può causare corrosione delle tubature, depositi minerali e aumentare il rilascio di metalli pesanti nell’acqua, come piombo, rame e zinco. Inoltre, un pH basso può aumentare l’acidità dell’acqua, causando problemi di salute come problemi di stomaco, acidità, mal di testa, affaticamento e problemi respiratori.

D’altra parte, un pH elevato (alcalino) può causare una maggiore concentrazione di bicarbonato nell’acqua potabile, che può influire sulla qualità gustativa dell’acqua. Inoltre, un pH elevato può aumentare la concentrazione di sali minerali e la durezza dell’acqua, rendendola meno piacevole da bere e causando problemi di digestione e di equilibrio idrico del corpo.

Il pH dell’acqua potabile è regolato dalle norme nazionali e internazionali. In Europa, la Direttiva 98/83/CE stabilisce i requisiti di qualità dell’acqua destinata al consumo umano, includendo il pH. Secondo la normativa, il pH dell’acqua potabile dovrebbe essere compreso tra 6,5 e 9,5, con una raccomandazione di 7,5 per garantire una buona qualità dell’acqua.

L’acqua minerale naturale è governata dalla stessa normativa dell’acqua potabile. Tuttavia, poiché l’acqua minerale è prodotta da fonti sotterranee naturali, il pH può variare a seconda della fonte. In genere, l’acqua minerale ha un pH compreso tra 6,5 e 8,5, che può essere influenzato dalle caratteristiche geologiche dell’area in cui si trova la fonte di acqua minerale.

pH acqua minerale

Qual è il pH ideale dell’acqua minerale?

L’acqua minerale è un’acqua naturale che contiene minerali e oligoelementi come calcio, magnesio, potassio, sodio e altri. Questi minerali possono essere benefici per la salute poiché aiutano a mantenere l’equilibrio idrico del corpo, a mantenere la salute delle ossa e dei denti, e a regolare la pressione sanguigna. L’acqua minerale è spesso imbottigliata da sorgenti naturali e può essere venduta al dettaglio come alternativa alle acque del rubinetto.

Il valore del pH dell’acqua è un indicatore molto importante sulla sua qualità, in quanto può influire sulla corrosione o sulla formazione di depositi. Soprattutto se l’acqua è destinata al consumo umano, è necessario controllare e monitorare costantemente il suo pH. Tuttavia, non esiste un valore unico per tutte le acque potabili, poiché anche lo stesso produttore può avere variazioni significative nelle acque naturali e gassate. Inoltre, l’acqua deve essere neutra per garantire la sua stabilità e qualsiasi squilibrio di acidità dovrebbe essere corretto con l’aggiunta o la sottrazione di altri elementi. Queste informazioni sono solitamente riportate sull’etichetta dell’acqua, dove saranno indicate anche altre sostanze disciolte. Ad esempio, possono essere utilizzati ioni di sodio o potassio per ripristinare il pH neutro, o cloruro o fluoruro per compensare l’acidità.

ph acqua minerale

Nonostante il nostro corpo sia in grado di tollerare un’ampia gamma di pH dell’acqua, è utile prendere alcune precauzioni per il bene del nostro benessere fisico.

Dobbiamo considerare che con l’avanzare dell’età il nostro corpo tende ad alcalinizzarsi, diventando più suscettibile ai danni ossidativi. Per contrastare questo processo naturale, potrebbe essere opportuno bere quotidianamente acqua leggermente acida. Al contrario, un’acqua con un pH troppo elevato indurrebbe l’invecchiamento e il declino naturale del nostro organismo.

Per “acqua leggermente acida” s’intende un liquido con pH non inferiore a 6, altrimenti si rischia di squilibrare l’ambiente interno dello stomaco causando fastidi e disturbi digestivi. Inoltre, l’uso eccessivo di acqua gassata, con un pH tra 4,5 e 5,5, può irritare lo stomaco.

Infine, le cellule del nostro corpo hanno un pH tra 6,4 e 6,8, e quindi bere acqua con un pH simile permette di mantenere l’equilibrio corporeo.

Se invece si abusasse dell’acqua alcalina, si potrebbe creare un’eccessiva alcalinizzazione dell’organismo, con conseguenti effetti negativi. Pertanto, è importante trovare un equilibrio tra i due estremi per mantenere la salute del nostro organismo. Alcuni medici americani sostengono che una dieta alcalina, comprensiva di acqua alcalina, possa aiutare a mantenere questo equilibrio e prevenire problemi di salute. Sono del parere che ciò che mangiamo e beviamo influisca sulla nostra salute, e che un eccesso di sostanze acide possa renderci acidi a livello corporeo. Poiché il nostro corpo è prevalentemente costituito da sostanze alcaline, un’eccessiva assunzione di sostanze acide potrebbe causare una carenza di sostanze alcaline e portare a problemi di salute.

I produttori di acqua minerale possono modificare il pH dell’acqua filtrandolo attraverso processi di osmosi inversa o di desalinizzazione. Questi processi possono essere utilizzati per rimuovere le impurità presenti nell’acqua e migliorare la sua qualità.

L’acqua potabile e l’acqua minerale sono importanti per la salute umana e l’ambiente. Il pH dell’acqua è un fattore determinante per la qualità dell’acqua. L’acqua con un pH equilibrato può supportare una buona salute umana e ambientale, mentre l’acqua con un pH sballato può compromettere la salute e la sostenibilità degli ecosistemi.

Per migliorare la qualità dell’acqua, è importante monitorare regolarmente il pH dell’acqua e adottare misure preventive in caso di alterazioni. Questo può comportare l’aggiunta di additivi per correggere il pH o la sostituzione delle tubature in caso di corrosione. Inoltre, l’uso di filtri dell’acqua domestici può aiutare a controllare il pH dell’acqua potabile.

Quanto è il pH del limone? 

Il succo di limone ha un pH acido (circa 2-3) che può irritare le mucose dello stomaco se ingerito in grandi quantità o se si ha una condizione di ulcera gastrica o reflusso acido. Inoltre, il consumo eccessivo di limone può causare danni all’emalio dei denti. È importante consultare un medico o un dietologo per valutare se il consumo di limone sia appropriato per la propria salute.

Quanto è il pH dell’aceto? 

L’aceto è un liquido acido prodotto dalla fermentazione dell’alcol contenuto in bevande alcoliche come il vino o la birra. Il processo di produzione dell’aceto avviene attraverso l’azione di batteri acetici che trasformano l’alcol in acido acetico.

Il pH dell’aceto può variare leggermente a seconda di quanto acido acetico è presente, generalmente si aggira attorno al valore 3-4, pertanto, l’aceto è considerato un acido debole.

L’aceto non è considerato pericoloso se utilizzato correttamente. Tuttavia, l’inalazione dell’acido acetico concentrato può causare irritazione delle vie respiratorie e degli occhi e la sua ingestione può causare ustioni nell’intestino e nelle vie digestive. Inoltre, l’aceto può essere corrosivo per alcuni materiali, come ad esempio il marmo o l’alluminio, e deve essere utilizzato con cautela in presenza di questi materiali.

Quanto è il pH del latte? 

Il latte è un liquido bianco prodotto dalle ghiandole mammarie dei mammiferi, tra cui il latte di vacca, di pecora, di capra e di altri animali, e costituisce un alimento importante per gli esseri umani. Il latte viene prodotto dalla vacca attraverso un processo biologico noto come lattazione, in cui le ghiandole mammarie producono il latte per nutrire i cuccioli. Il pH del latte varia da 6,4 a 6,8 a seconda della varietà e della stagione.

Quanto è il pH della Coca-Cola?

La Coca-Cola è una bevanda gassata analcolica molto diffusa in tutto il mondo. Essa viene prodotta utilizzando ingredienti come acqua, zucchero, aromi, coloranti e acidi, tra cui l’acido fosforico. La produzione avviene in modo industriale, attraverso un processo che prevede la miscelazione degli ingredienti, la carbonazione e la successiva imbottigliatura.

Il pH della Coca Cola varia a seconda della formula utilizzata dalla casa produttrice, ma generalmente si aggira intorno a 2.5-3, il che la rende piuttosto acida. Questo pH può causare danni ai denti e all’apparato digerente se consumata in grandi quantità.

La Coca Cola non è considerata dagli esperti come una bevanda pericolosa se consumata occasionalmente e in quantità moderate. Tuttavia, il suo alto contenuto di zuccheri e additivi chimici può essere dannoso per la salute se consumata in grandi quantità e a lungo termine.

Quanto alla sua capacità sgrassante, la Coca Cola sembra funzionare grazie alla presenza dell’acido fosforico, che può dissolvere alcuni tipi di macchie. Tuttavia, il suo utilizzo come sgrassante non è consigliato in quanto potrebbe causare danni alle superfici su cui viene applicata.

Conclusioni 

Il pH è un parametro fondamentale per la comprensione delle proprietà chimiche e biologiche di una soluzione. Grazie alla comodità delle kit per la determinazione del pH, l’analisi del pH può essere effettuata anche in casa con un investimento relativamente basso. Conoscere il pH delle sostanze che utilizziamo quotidianamente ci consente di utilizzarli in modo più efficace e corretto, garantendo così la salute e la sicurezza nell’uso.

Articolo precedenteIntervista a Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì
Articolo successivoChatGPT torna in Italia: via libera dal Garante
Iscritto all’ordine dei giornalisti del Piemonte. Dopo gli studi al Politecnico di Torino e un Master in Scienze della Comunicazione svolge le sue prime docenze presso la Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Nel 1998, sotto la supervisione del direttore del laboratorio modelli reali e virtuali, realizza l’opera multimediale vincitrice del Premio Compasso d’Oro Menzione d’Onore. Ha collaborato e diretto da oltre 20 anni decine di testate giornalistiche. Ha pubblicato due libri sulla comunicazione digitale di impresa ed è stato relatore di tesi al Matec – Master in Progettazione e Management del Multimedia per la Comunicazione (Torino) e all’estero (Miami, USA). Attualmente insegna comunicazione digitale e nuovi media, giornalismo scientifico e materie legate alla progettazione architettonica e alla bioarchitettura. Contatti Email: info@interiorissimi.it

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui