Di Piero Luigi Carcerano

Il design moderno, come lo conosciamo oggi, ha radici profonde che affondano nel contesto socio-economico degli Stati Uniti negli anni ’20 e ’30. La sua nascita è strettamente legata alla Grande Depressione del 1929, un evento cruciale nella storia economica del mondo occidentale. Questo periodo di grave crisi finanziaria ha portato a un cambiamento significativo nella prospettiva del design.

Durante gli anni ’20, il mondo stava vivendo un’epoca di prosperità economica e crescente industrializzazione. Questa fase era caratterizzata da un design che spesso metteva l’accento sull’estetica e sul lusso, influenzato da movimenti artistici come l’Art Déco. Tuttavia, l’ascesa del consumismo e la speculazione finanziaria hanno creato una bolla economica che ha portato al crollo dei mercati azionari il 29 ottobre 1929, noto come “Crash del 1929.”

Questa crisi ha avuto un impatto devastante sull’economia, portando a una disoccupazione di massa e a un calo drammatico dei redditi. In questo contesto di difficoltà economica, il design ha cominciato a evolversi per affrontare le nuove sfide. Negli Stati Uniti i designer hanno cercato modi innovativi per stimolare la ripresa economica, e il design è diventato parte integrante di questa strategia.

È in questo scenario che nasce il concetto di “streamlining” o “American style” nel design, che metteva l’accento su forme aerodinamiche, semplicità, funzionalità e accessibilità economica. Il design non doveva essere solo un’espressione artistica, ma anche un mezzo per rendere i prodotti più attraenti e accessibili al pubblico.

Architetto Piero Carcerano

Questo nuovo approccio ha influenzato vari settori, dai trasporti alle apparecchiature domestiche, ai mobili e ai prodotti di consumo. Ad esempio, le automobili degli anni ’30 hanno cominciato ad adottare linee aerodinamiche per migliorare l’efficienza del carburante, e le aspirapolvere sono diventate più leggere ed ergonomiche. Il design stava affrontando direttamente la sfida di fornire soluzioni che fossero sia esteticamente accattivanti che funzionali.

Questa filosofia di design è stata adottata da molti designer e aziende, dando vita a una nuova era di produzione di massa e consumismo negli anni ’30. Questa mentalità ha anche contribuito a plasmare il design moderno come lo conosciamo oggi, con una costante attenzione alla funzionalità, all’accessibilità e all’innovazione.

Gillo Dorfles, celebre critico e storico italiano del design, ha gettato luce su un aspetto affascinante degli anni ’20 e ’30, un’epoca in cui il design era in costante evoluzione e in cui il processo creativo assumeva contorni molto diversi rispetto a quelli che conosciamo oggi. In quegli anni, il concetto di progettazione differiva notevolmente da quanto abbiamo imparato a riconoscere come pratica comune nel design moderno.

Gli anni ’20 e ’30 erano caratterizzati da un’atmosfera di fervente sperimentazione e innovazione. I designer di quell’epoca non si addentravano in elaborati progetti dettagliati come spesso fanno oggi, ma piuttosto si concentravano su schizzi e idee generiche. Questa fase creativa era caratterizzata da una produzione quasi in serie di schizzi, in cui il processo di design era intriso di un’intensità frenetica, con l’obiettivo di generare il maggior numero possibile di idee.

L’approccio di quei giorni si discostava notevolmente dall’idea contemporanea di progettazione creativa che punta sulla realizzazione di prototipi dettagliati, piani costruttivi e specifiche precise. Invece, i designer degli anni ’20 erano immersi in un processo in cui l’atto del disegno e dell’immaginazione aveva un peso preponderante. La loro pratica era meno incentrata su risultati concreti e più sul liberare la creatività.

Questo stile di design poteva sembrare caotico, ma aveva la sua logica. Era un periodo di rapidi cambiamenti, in cui i designer rispondevano alle sfide di una società in evoluzione. La produzione

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in serie stava emergendo come un concetto chiave, e i designer sperimentavano con nuove idee, forme e materiali, cercando di cogliere l’essenza di ciò che avrebbe funzionato meglio in una società in trasformazione.

In questo contesto, il lavoro dei designer degli anni ’20 e ’30 era più simile a un atto d’arte concettuale, in cui l’idea, la provocazione e l’immaginazione avevano un peso preponderante rispetto alla realizzazione pratica. Era un’epoca in cui la pratica del design era fortemente influenzata dalla necessità di esplorare, innovare e proporre nuove visioni, piuttosto che creare prodotti finiti.

Questo stile di design in evoluzione è stato preziosissimo nel plasmare il futuro del design moderno, aprendo la strada a una maggiore consapevolezza dell’importanza dell’equilibrio tra estetica e funzionalità, un tema che ancora oggi è al centro del dibattito sul design contemporaneo. Quindi, sebbene gli anni ’20 e ’30 potessero sembrare un’epoca di caos creativo, hanno gettato le basi per il design moderno come lo conosciamo oggi.

Charles e Ray Eames, la celebre coppia di designer e architetti americani, hanno segnato il mondo del design nel XX secolo e contribuito in modo significativo al cambiamento del ruolo del designer. La loro collaborazione creativa, che ha avuto inizio negli anni ’40, è stata pionieristica poiché hanno superato il concetto tradizionale di schizzo o bozzetto per concentrarsi sulla progettazione completa di prodotti.

La coppia ha abbracciato l’intero processo di design, lavorando attentamente sui dettagli e sulla funzionalità dei loro prodotti. Nel 1956, hanno presentato le famose sedie Eames Lounge e Ottoman, che ancora oggi rappresentano il massimo del comfort e dello stile, dimostrando l’importanza di un design completo.

Oltre a rivoluzionare il modo in cui i designer affrontano i loro progetti, Charles e Ray Eames hanno creato opere d’arte e architettura iconiche. Nel 1949, hanno realizzato l’Eames House, una delle case più influenti del modernismo.

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La loro visione artistica si è estesa anche al cinema, con cortometraggi noti come “Powers of Ten” nel 1977. Charles e Ray Eames hanno incanalato innovazione, funzionalità e accessibilità in ogni aspetto del loro lavoro, dimostrando come i designer contemporanei debbano essere completi e attenti ai dettagli per influenzare il cambiamento e plasmare il futuro del design.

Oggi, ma il cambiamento è iniziato già nel dopo la seconda guerra mondiale, uno dei cambiamenti più significativi rispetto al passato è l’emergere della “design art” come tendenza di rilievo. Il design non si limita più a essere funzionale, ma cerca di trasmettere un’esperienza estetica e concettuale. Le case d’aste di tutto il mondo vendono oggetti di design a cifre considerevoli, spingendo i confini tra design e arte. Questa fusione è evidente nelle opere di designer celebri che producono pezzi con valori che variano da centinaia di migliaia a milioni di dollari.

Parallelamente, si osserva una crescente attenzione verso il “social design” e il design sostenibile. Iniziative come “Design for the other 90%,” presentate al Cooper-Hewitt National Design Museum di New York nel 2007, si concentrano su soluzioni progettuali che affrontano problemi gravi in diverse parti del mondo. Questo è un riflesso del cambiamento nei valori della società, con un’enfasi sempre maggiore sul contributo positivo al benessere collettivo e alla sostenibilità ambientale.

Tuttavia, il design non è immune da sfide e critiche. Il crescente interesse per l’estetizzazione e il lusso può portare a un’accentuazione dell’aspetto visuale a scapito della funzionalità, il che richiama le critiche storiche del design “cosmetico.” Alcuni potrebbero affermare che l’estetica è diventata la priorità, mentre le funzioni pratiche vengono trascurate. Questo equilibrio tra forma e funzione continua a essere oggetto di dibattito.

Il design, alla base, è sempre stato orientato verso il futuro, con la parola stessa che deriva dal latino “designare,” che significa “gettare in avanti.” Ogg il design è influenzato dalla modernizzazione, dalla globalizzazione e dalla rivoluzione digitale. Questi fattori portano a una costante ridefinizione delle linee guida etiche ed estetiche del design.

Le aziende di design ora collaborano con designer di fama mondiale per creare pezzi unici, spesso esposti in spazi d’arte e venduti a cifre considerevoli. Questa evoluzione sta influenzando il settore del design di lusso. Tuttavia, è fondamentale che il design non perda di vista il suo scopo e la sua necessità etica, poiché il design non è semplicemente un’opera d’arte, ma un’esperienza quotidiana funzionale.

Nel nostro mondo contemporaneo, i designer stanno svolgendo un ruolo fondamentale nella creazione di soluzioni innovative e visioni per il futuro. Questi creativi stanno plasmando il panorama del design di oggi e di domani in modi significativi, influenzando direttamente la nostra esperienza quotidiana.

Pensiamo a Elon Musk, un nome noto per essere un pioniere nell’ambito dell’innovazione. Non si limita a rivoluzionare il settore dei veicoli elettrici con Tesla, ma sta anche spingendo i confini dell’esplorazione spaziale attraverso SpaceX e sta cercando di reinventare il trasporto urbano con The Boring Company. Le sue visioni di un futuro sostenibile e tecnologicamente avanzato stanno ridefinendo il concetto di design nel settore dei trasporti.

Nel mondo della tecnologia, Jony Ive, l’ex chief design officer di Apple, ha lasciato un’impronta indelebile. Dopo aver contribuito a plasmare i prodotti iconici di Apple, Ive ha fondato LoveFrom, la sua nuova azienda di design. Le innovazioni di Ive, che combinano estetica e funzionalità, hanno ridefinito il design dei prodotti di consumo e hanno influenzato generazioni di designer.

Neri Oxman, un architetto e designer israeliano, sta portando avanti un lavoro pionieristico nel campo del material ecology. La sua ricerca fonde biologia, tecnologia e design, concentrandosi sulla sostenibilità e la creazione di materiali avanzati. Oxman è un esempio di come il design possa essere al servizio dell’ambiente e dell’innovazione.

Nel mondo della moda, Iris van Herpen è una figura di spicco nella creazione di capi sperimentali e del design indossabile. Attraverso l’uso di tecnologie avanzate, sfida le convenzioni della moda, portando avanti una visione futuristica dell’abbigliamento.

Yves Béhar è un designer industriale che sta rivoluzionando il modo in cui interagiamo con la tecnologia e con il mondo che ci circonda. Il suo lavoro nell’ambito dell’Internet delle cose (IoT) e del design sostenibile riflette l’importanza di un design orientato al futuro.

Karim Rashid, noto per il suo stile audace e futuristico, è uno dei designer più prolifici del nostro tempo. Il suo lavoro abbraccia una vasta gamma di settori, dimostrando come il design possa trasformare la nostra percezione dell’estetica e della funzionalità in oggetti di uso quotidiano.

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In Cina, Neri&Hu, uno studio di design di Shanghai guidato da Lyndon Neri e Rossana Hu, sta combinando elementi tradizionali cinesi con influenze contemporanee. Questo approccio unico contribuisce a ridefinire la visione futura del design cinese e globale.

Daan Roosegaarde, un designer olandese, fonde arte, design e tecnologia per affrontare questioni sociali ed ambientali. Attraverso installazioni luminose che combattono l’inquinamento luminoso nelle città e prototipi di strade intelligenti, sta dimostrando come il design possa affrontare le sfide ambientali del nostro tempo.

Questi designer incarnano la creatività, l’innovazione e la visione futuristica che stanno definendo il design nel XXI secolo. La loro capacità di fondere tecnologia, estetica e funzionalità sta aprendo nuove prospettive, plasmando il mondo in cui viviamo e anticipando le sfide future.

L’Architetto Piero Luigi Carcerano firma il Progetto: Il Parco di Innovazione Industriale di Zibo, Cina

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