Una fotografia dell’economia del Design in Italia e in Europa
In un mondo in rapida trasformazione, il design italiano continua a essere un pilastro fondamentale dell’economia nazionale e un ambasciatore della creatività nel mondo. È quanto emerge dal rapporto “Design Economy 2025”, presentato da Fondazione Symbola, Deloitte Private, POLI.design e ADI – Associazione per il Disegno Industriale, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Secondo il rapporto, il settore del design in Italia dà lavoro a 63.645 persone e genera un valore aggiunto pari a 3,2 miliardi di euro. Milano si conferma capitale indiscussa, concentrando da sola il 18,6% del valore aggiunto e il 13,3% degli addetti. La città ospita inoltre il Salone del Mobile, riconosciuto come la più grande manifestazione al mondo dedicata al design, capace di attirare professionisti, aziende e appassionati da ogni continente.
Design: ponte tra innovazione tecnologica e sostenibilità
Nel pieno della transizione verde e digitale, il design si trova oggi al centro delle sfide globali. Come sottolineato da Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, il design italiano si configura come una “infrastruttura immateriale del Made in Italy”, capace di dare “forma, senso e bellezza al futuro”. Il settore si impegna concretamente verso l’economia circolare: il 91,7% degli operatori dichiara di porre grande attenzione ai temi della sostenibilità, dimostrando come la crisi climatica possa rappresentare un’opportunità per costruire un’economia e una società più “a misura d’uomo”.
La sfida, oggi, è progettare una nuova generazione di prodotti che uniscano efficienza, minore consumo di materiali ed energia, riciclabilità e riutilizzabilità, mantenendo alta la qualità estetica e funzionale che caratterizza il design italiano.
La crescita delle nuove professioni e il ruolo dell’intelligenza artificiale
Il rapporto evidenzia come l’evoluzione tecnologica stia generando nuove figure professionali. Crescono infatti del +9% i corsi di formazione dedicati al design, rispondendo alla domanda di competenze sempre più specialistiche. Tra i profili emergenti spicca quello del Prompt Designer, una figura capace di dialogare con tecnologie di intelligenza artificiale generativa come ChatGPT e Midjourney, e quello del Digital Content Strategist.
Oggi, l’80% degli operatori del settore utilizza strumenti di intelligenza artificiale per aumentare la produttività, ridurre gli errori e supportare la creatività. La tecnologia non sostituisce il talento umano, ma lo potenzia, offrendo nuovi strumenti per interpretare la complessità del mondo contemporaneo.
Come sottolinea Cabirio Cautela, CEO di POLI.design, “il mercato del lavoro inizia a chiedere designer iperspecializzati, capaci di manipolare tecnologie avanzate e di affrontare grandi sfide collettive come quella ambientale”.
Italia: leader europea del design
“L’Italia si conferma il fulcro del design europeo”, ha dichiarato Ernesto Lanzillo, leader di Deloitte Private in Italia, ricordando come il nostro Paese si posizioni al primo posto in Europa sia per fatturato che per numero di addetti del comparto. Un risultato che premia la capacità delle imprese italiane, spesso di dimensione micro o piccola, di coniugare creatività e innovazione, qualità che emergono come fattori strategici in un’epoca di trasformazioni radicali.
Particolare attenzione è stata dedicata quest’anno all’importanza del design nel settore healthcare. Nonostante le barriere normative e culturali che ne frenano lo sviluppo, il design applicato alla salute e al benessere presenta potenzialità enormi, sia in termini di innovazione che di miglioramento della qualità della vita.
Milano e il sistema Paese: un ecosistema vitale
Se Milano si conferma il centro nevralgico della formazione e della produzione di design, anche il resto del Paese mostra segnali di vitalità. Crescono infatti nuove specializzazioni legate ai territori: il design per il sistema alimentare a Parma, il design navale a Genova, il design moda in Toscana e Campania. Una rete diffusa che rafforza l’ecosistema nazionale.
Luciano Galimberti, presidente di ADI, ha sottolineato come il design italiano, attraverso l’adozione avanzata di nuove tecnologie e modelli formativi innovativi, sia pronto a “giocare un ruolo guida anche nel contesto globale”. Non solo come motore economico, ma come leva strategica per affrontare le grandi trasformazioni ambientali, digitali e sociali.
Il Design Economy 2025 traccia un quadro chiaro: il design italiano non è solo un patrimonio culturale, ma una risorsa strategica per il futuro. Un settore capace di unire tradizione e innovazione, bellezza e sostenibilità, artigianato e tecnologia. Con Milano come locomotiva e l’intero sistema Paese in fermento, l’Italia si prepara a rafforzare ulteriormente il proprio primato mondiale nel design, trasformando le sfide contemporanee in opportunità concrete di crescita e progresso.
Scarica il report promosso da Fondazione Symbola, Deloitte Private, ADI e Poli.design.
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