Risposta breve: no!

L’espressione “lato oscuro della Luna” può sembrare ingannevole, ma il suo uso è diffuso e accettato, sebbene sia scientificamente impreciso. L’origine di questa frase deriva dalla combinazione di due concetti: “oscuro” come sinonimo di “sconosciuto” e la reale difficoltà nel comunicare con la faccia nascosta della Luna, che non è mai visibile dalla Terra a causa della rotazione sincrona del satellite.

Il termine è entrato nuovamente in uso negli utlimi giorni anche grazie alla sonda cinese Chang’e 6, il cui scopo è raccogliere campioni di rocce lunari e portarli sulla Terra.

“Oscuro” in questo contesto non si riferisce alla mancanza di luce, ma piuttosto alla mancanza di conoscenza. La NASA e altre agenzie spaziali usano spesso “dark side” per riferirsi alla parte della Luna che non è visibile dalla Terra, nonostante essa riceva luce solare allo stesso modo della faccia visibile​ (Gravità Zero )​​  

Evocazione culturale

La frase “lato oscuro della Luna” è stata ampiamente diffusa e resa popolare anche attraverso la cultura popolare, in particolare grazie all’album dei Pink Floyd “The Dark Side of the Moon”. Questo ha contribuito a cementare il termine nella coscienza collettiva, nonostante le sue imprecisioni scientifiche​.

Uso scientifico e divulgativo

Sebbene scientificamente più corretto sarebbe “lato nascosto della Luna”, molti divulgatori scientifici continuano a usare “lato oscuro” per la sua forza evocativa. Siti di divulgazione scientifica come Gravità Zero e testate internazionali come la BBC e il Guardian usano questa espressione, spesso accompagnata da spiegazioni per evitare fraintendimenti​.

Differenze tra lato visibile e nascosto

Il lato nascosto della Luna non è visibile dalla Terra a causa della rotazione sincrona del satellite, che fa sì che mostri sempre la stessa faccia verso il nostro pianeta. Entrambi i lati, tuttavia, ricevono periodi di luce e oscurità in modo equivalente. L’esplorazione di questo lato è stata limitata storicamente dalle difficoltà di comunicazione diretta, superate solo di recente grazie a missioni come quella cinese Chang’e-4, che ha utilizzato satelliti relay per mantenere le comunicazioni tra la Terra e la faccia nascosta della Luna​.

Popolarizzazione del termine: L’uso di “lato oscuro” è stato rafforzato da media e cultura popolare, come nel famoso album dei Pink Floyd “The Dark Side of the Moon”. Anche importanti testate giornalistiche e siti di divulgazione scientifica, come la BBC e il Guardian, usano questa espressione, sebbene spesso accompagnata da spiegazioni per evitare fraintendimenti​  

Correttezza scientifica: Scientificamente parlando, è più corretto usare “lato nascosto della Luna” (“far side of the Moon”), poiché entrambi i lati della Luna ricevono luce solare. Tuttavia, il termine “lato oscuro” persiste per la sua forza evocativa e storica​

Comunicazione e esplorazione: L’esplorazione del lato nascosto della Luna è tecnicamente complessa a causa delle difficoltà di comunicazione diretta con la Terra. La missione cinese Chang’e-4, ad esempio, ha utilizzato un satellite relay per permettere le comunicazioni tra il rover sulla superficie lunare e gli scienziati a Terra

In conclusione, mentre “lato oscuro della Luna” è un termine storicamente e culturalmente radicato, scientificamente è più appropriato parlare di “lato nascosto”. L’uso di “oscuro” per indicare ciò che è sconosciuto è comune e non errato di per sé, ma richiede un contesto chiaro per evitare confusioni. Anche se l’accanimento di alcuni pseudodivulgatori per questo simpatico termine ci sembra un po’ eccessivo.

NOTA
[*] L’espressione “lato oscuro della Luna” non è, come alcuni pensano, scorretta.  Il termine “oscura” (dark) è utilizzato nel significato di “sconosciuta” (secret).

Da qui forse è nata l’erronea convinzione popolare che esista una faccia della Luna non illuminata dal Sole, cosa che, ovviamente non ha alcun senso.

Il termine evocativo “lato oscuro della Luna” (Dark Side of the Moon) è correntemente utilizzato da NASA e principali siti di divulgazione scientifica nonché autorevoli testate internazionali (BBC,  TimeThe Guardian, ecc) insieme al termine alternativo “lato nascosto della Luna” (Far Side of the Moon).

“Though both sides of the moon experience two weeks of sunlight followed by two weeks of night, the far side is also referred to as the dark side of the Moon,[1] originally in the sense of “unknown” rather than lack of light”. 
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Giornalista scientifico. Dopo gli studi al Politecnico di Torino, laurea in ingegneria, e un Master in Scienze della Comunicazione svolge le sue prime docenze presso la Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Nel 1998, sotto la supervisione del direttore del laboratorio modelli reali e virtuali, realizza l’opera multimediale vincitrice del Premio Compasso d’Oro Menzione d’Onore. Ha collaborato e diretto da oltre 20 anni decine di testate giornalistiche. Ha pubblicato due libri sulla comunicazione digitale di impresa ed è stato relatore di tesi al Matec – Master in Progettazione e Management del Multimedia per la Comunicazione (Torino) e all’estero (Miami, USA). Attualmente insegna comunicazione digitale e nuovi media, giornalismo scientifico e materie legate alla progettazione architettonica e al design Ha fondato ADI - Agenzia Digitale Italia, per la diffusione di notizie stampa su media web, radio e TV locali e nazionali Contatti Email: info@interiorissimi.it

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