L’ergonomia è quella disciplina che – con approccio scientifico – si occupa dei problemi relativi al lavoro umano in rapporto alla progettazione degli oggetti e agli ambienti di lavoro. Lo scopo è individuare e migliorare l’utilizzo di macchine, arredi e spazi progettandoli secondo soluzioni più idonee alle esigenze psicofisiche degli utenti.

Abbiamo chiesto a Fabiana Fabiani del giuliorossigroup.it di elencarci le caratteristiche più importanti da osservare e richiedere a un fornitore di cucine quando ci si reca in un punto vendita:

“La progettazione di una cucina – spiega Fabiani – deve tener conto delle caratteristiche fisiche di chi ne farà uso: si dovrebbero progettare ambienti cucina totalmente fruibili da chi è – in altezza – fuori dalla media percentuale della popolazione. Ad esempio regolare le altezze nel caso in famiglia ci sia qualcuno che cucina che presenta un altezza fuori dalla norma o  che si trovi su sedia a rotelle. Oppure progettandola per fare in modo che sia fruibile da persone anziane, con accorgimenti tecnici nelle basi e nei pensili”.

Le 10 cose da osservare in una cucina ergonomica

  1. Altezza piano di lavoro. È importante decidere a che altezza sia la base su cui lavorerà chi utilizzerà il piano cucina. Lavorare in piedi di fronte ad un piano troppo basso o troppo alto, obbliga ad assumere posizioni scorrette che, a lungo andare, possono avere gravi conseguenze per la nostra salute fisica. Ecco perché, la misura che definisce l’ergonomicità e quindi la comodità della cucina è data dalla giusta combinazione​ di tre altezze differenti: quella dello zoccolo, del top e della base di appoggio.
    In linea generale, considerando la statura media di una persona (tra i 160 cm e 174 cm), il piano dovrebbe essere alto idealmente circa 91 cm da terra, sommando l’altezza della cassa, dei piedini di supporto e del piano di lavoro. Di base però, sarà sempre l’altezza dell’utilizzatore a determinare la giusta “misura” dei piani.L’altezza dei piani deve corrispondere effettivamente alle esigenze del suo utilizzatore, proporzionata, di conseguenza, alle sue caratteristiche fisiche. La cucina deve dunque essere “su misura”, in modo tale da garantire una corretta postura, intesa come:
    -evitare di curvare la schiena
    -evitare di stare dritti sulle punte per controllare le preparazioni;
    -assumere una posizione dritta e confortevole.
  2. È importante decidere a priori l’altezza del piano di lavoro, perché essa determina anche la posizione delle prese di corrente, la posizione dei pensili e l’altezza del foro della cappa.
  3. Progettare con cura l’altezza dei pensili e la distanza tra piani di lavoro e pensili. Se ho una maggiore profondità del piano di lavoro posso abbassare i pensili per permettere un migliore utilizzo. Lavorare in piedi davanti ad un piano troppo basso o troppo alto, obbliga ad assumere posizioni scorrette che, a lungo andare, possono avere gravi conseguenze per la nostra salute fisica. Visto il progressivo aumento della statura media dell’uomo, è opportuno che anche l’altezza dei piani della cucina vari in base alle esigenze dell’utilizzatore. In questo modo egli potrà lavorare più comodamente.
  4. Il “triangolo di lavoro”, ovvero il perimetro tra lavaggio, cottura e frigo non dovrebbe essere superiore ad un totale di metri 6 per evitare di macinare chilometri mentre si preparano i cibi.
  5. Considerare sempre i piani di appoggio e piani di lavoro – anche tra lavello e piano cottura. Una base di appoggio per la preparazione dei cibi è sempre una comodità apprezzabile in una cucina
  6. Distanza tra la cucina e i vari arredi o pareti presenti considerando che la cucina non è un ambiente di solo passaggio, bisogna considerare le aperture di basi, cesti ed elettrodomestici. In genere si considera una distanza di 120cm fra il tavolo e la parete o qualsiasi altro elemento che determini un ostacolo, rappresenta la distanza minima richiesta per permettere una libera circolazione con andatura frontale, dietro una persona seduta.
  7. Considerare sempre un minimo di cm. 120 tra piani e isola se disposta di fronte, o se lavello e piano cottura sono su pareti opposte. 
  8. Non avvicinare piani cottura a pareti e\o soprattutto colonne perché non riusciamo ad avere un corretto utilizzo e rischiamo di rovinare il mobile con il calore generato dal piano cottura. 
  9. Illuminare correttamente – almeno 500 lux di luce bianca – sia i piani di lavoro che l’ambiente, preferibilmente con luci a led sottopensili.
  10. Verificare che i dispositivi, insieme agli elettrodomestici, siano studiati appositamente per migliorarne l’utilizzo, per facilitarne la pulizia, per essere comandati da rete wi-fi.

Si ringrazia Fabiana Fabiani di giuliorossigroup.it 

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