Di Arch. Piero Luigi Carcerano
Presidente Commissione Comunicazione ed Editoria INBAR
Vicedirettore di Interiorissimi

Nel complesso panorama della progettazione sostenibile, l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura si conferma punto di riferimento per la formazione tecnica e culturale legata ai CAM – i Criteri Ambientali Minimi. Attraverso percorsi strutturati e riconosciuti, come il nuovo modulo dedicato al verde pubblico in programma il 18 luglio, l’Istituto continua a promuovere una visione integrata della progettazione, dove la normativa diventa occasione di consapevolezza, responsabilità e innovazione.

L’aggiornamento dei Criteri Minimi Ambientali (CAM) per il 2025 introduce nuovi standard per la sostenibilità edilizia, con impatti significativi su progettazione e certificazione ambientale. Questo articolo analizza le novità normative, le opportunità per i professionisti del settore e le sfide ancora aperte per il futuro dell’edilizia sostenibile. I CAM sono i requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato.

L’integrazione tra CAM, Green Public Procurement (GPP) e il principio DNSH (Do No Significant Harm) rappresenta un cambio di paradigma per il settore, spingendo imprese e progettisti verso un’economia circolare concreta e misurabile.

Pubblicata per la prima volta a dicembre 2021, la Guida dopo essere stata aggiornata nell’ottobre 2022, viene riproposta in una nuova versione che tiene conto delle modifiche apportate al Piano in seguito alla riprogrammazione e all’introduzione del nuovo capitolo Repower EU, recepisce le indicazioni del Regolamento Delegato (UE) 2023/2486, pubblicato a giugno 2023, che introduce nuovi criteri di vaglio tecnico. individua per specifici ambiti di attività, in un’Appendice dedicata, i Criteri Ambientali Minimi (CAM) di cui all’articolo 57 del Codice dei contratti pubblici (D.lgs. 36/2023) che consentono di assicurare i vincoli DNSH di interesse.

Il percorso formativo l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura (INBAR) darà accesso al riconoscimento per la certificazione tramite INBAR, per la procedura con esami finalizzati all’ottenimento della qualifica di “Esperto CAM in Progettazione Sostenibile – Settore Edilizia”, certificazione rilasciata da CEPAS, società del gruppo Bureau Veritas, in conformità alla norma internazionale ISO/IEC 17024, come previsto dalla Circolare informativa DC n. 42/2024 – Certificazione Esperto CAM in progettazione sostenibile di ACCREDIA.

Nell’attuale stagione di trasformazione ambientale, sociale e normativa che investe il mondo delle costruzioni e della progettazione pubblica, l’INBAR si conferma punto di riferimento nella formazione tecnica e culturale legata ai CAM – Criteri Ambientali Minimi.

Mentre il contesto evolve rapidamente – tra nuove direttive europee, obblighi PNRR e principio DNSH (Do No Significant Harm) – la sostenibilità rischia di restare una parola evocata più che praticata. In questo scenario, le attività formative dell’Istituto si distinguono per coerenza, profondità e capacità di costruire competenze solide e trasversali, non solo aggiornamenti tecnici.

I CAM come Pilastro di una conversione Ecologica

Il 2025 segna una svolta cruciale per l’edilizia sostenibile: i CAM non sono più solo una raccomandazione, ma una leva strategica per orientare il mercato. La loro applicazione negli appalti pubblici è ora imprescindibile, e il nuovo Decreto CAM atteso per il 2025 dovrebbe introdurre criteri ancora più avanzati in termini di qualità progettuale, tracciabilità dei materiali e impatto ambientale.

A livello europeo, il Green Deal e il piano Fit for 55 impongono obiettivi di riduzione delle emissioni sempre più ambiziosi, che influenzano direttamente i CAM e le politiche nazionali di sostenibilità. Inoltre, il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) continua a finanziare progetti basati su edilizia ecologica e infrastrutture sostenibili, rendendo il rispetto dei CAM un requisito essenziale per accedere ai fondi pubblici.

Le Novità Normative del 2025: CAM Strade e Nuovo Decreto CAM

Entrata in vigore del CAM Strade (dicembre 2024)

Dal 21 dicembre 2024, diventa obbligatorio il rispetto dei Criteri Minimi Ambientali per la progettazione e manutenzione delle infrastrutture stradali.

Tra le novità più rilevanti:

  • Uso di materiali riciclati nei conglomerati bituminosi e nel calcestruzzo.
  • Riduzione delle emissioni acustiche attraverso l’uso di pavimentazioni fonoassorbenti.
  • Disassemblabilità delle strutture per facilitare il riuso dei materiali a fine vita.
  • Gestione efficiente delle acque meteoriche per ridurre il rischio idrogeologico.

Questo aggiornamento segna un passo importante verso la sostenibilità delle infrastrutture, allineandosi agli obiettivi europei di decarbonizzazione e riduzione dell’impatto ambientale delle opere pubbliche.

Nuovo Decreto CAM 2025: maggiore attenzione a qualità dell’aria e certificazioni

Atteso a breve, il nuovo Decreto CAM introdurrà:

  • Maggiori controlli sulla qualità dell’aria indoor, con nuovi parametri per la ventilazione e la riduzione delle emissioni di VOC (composti organici volatili).
  • Tracciabilità e certificazione ambientale obbligatoria per i materiali da costruzione.
  • Integrazione con il principio DNSH, con verifiche più stringenti sugli impatti ambientali negativi.
  • Premialità negli appalti pubblici per chi adotta protocolli di certificazione energetico-ambientale come LEED, BREEAM e ITACA o protocolli equipollenti.

Queste novità rafforzano l’approccio sistemico alla sostenibilità, incentivando scelte progettuali più consapevoli e misurabili.

I CAM e il Green Public Procurement: un connubio vincente

Il Green Public Procurement (GPP) è la politica chiave attraverso cui le amministrazioni pubbliche incentivano la sostenibilità nel settore delle costruzioni. I Criteri ambientali minimi (Cam) sono definiti nell’ambito di quanto stabilito dal piano per la sostenibilità ambientale e dei consumi del settore della pubblica amministrazione.

Quale Azione strategica dei CAM nei bandi di gara permette di:

  • Ridurre l’impatto ambientale degli edifici, favorendo l’uso di materiali riciclati e certificati.
  • Incentivare l’innovazione tecnologica, premiando soluzioni avanzate per l’efficienza energetica e la gestione delle risorse.
  • Stimolare il mercato verso una maggiore competitività, valorizzando aziende che investono in sostenibilità.

A luglio si sono conclusi due dei tre moduli del ciclo CAM promosso da INBAR, dedicati a edilizia e infrastrutture. Il terzo, sul verde pubblico, chiuderà il ciclo prima della pausa estiva. Questo modulo, progettato con rigore e coerenza, si rivolge a tutti i professionisti – architetti, ingegneri, geometri, pianificatori, paesaggisti – che desiderano acquisire una formazione strategica nell’ambito del Green Public Procurement.

Il corso “Esperti CAM in Progettazione Sostenibile – Settore Verde Pubblico” mira a sviluppare competenze scientifico-culturali e tecnico-operative in linea con le direttive europee sull’economia circolare e la transizione ecologica. È centrato sulla progettazione, gestione e manutenzione di spazi verdi pubblici e infrastrutturali, considerando anche il valore sociale, ambientale ed ecosistemico del verde urbano. Il riferimento normativo principale è il DM 10 marzo 2020, che regolamenta i CAM per il verde pubblico.

L’Esperto CAM Verde è oggi una figura strategica, capace di operare in tutti gli ambiti della filiera pubblica e privata, dalla programmazione alla progettazione, fino alla gestione del ciclo di vita dell’opera. Grazie alla certificazione CEPAS, il professionista è riconosciuto non solo per le competenze acquisite, ma anche per la capacità di interpretare i CAM come strumenti progettuali e civici, non come mere prescrizioni.

La formazione proposta da INBAR non si limita a fornire strumenti normativi, ma costruisce una cultura progettuale ecosistemica, in cui i CAM non sono più un adempimento ma un criterio di qualità. L’approccio didattico mira a formare figure professionali in grado di gestire processi complessi, di essere consulenti autorevoli per le pubbliche amministrazioni e interlocutori affidabili per il mercato privato.

Nel panorama attuale, caratterizzato da una sovrapposizione di norme, da un’offerta frammentata e da una retorica spesso inefficace sulla sostenibilità, INBAR costruisce metodo, struttura, visione. Forma professionisti che non si limitano ad applicare le regole: le interpretano, le migliorano, le fanno evolvere.

Il valore della formazione CAM promossa dall’Istituto è anche un valore civico. Perché chi comprende le regole può usarle per generare cambiamento, per migliorare i processi e contribuire a una progettazione pubblica più giusta, più consapevole, più allineata agli obiettivi della transizione ecologica.

Tale visione è in applicazione di una politica di Gpp come quella indicata nel Piano d’Azione Nazionale (PAN), ed è l’occasione per operare una razionalizzazione dei consumi e una loro migliore contabilizzazione. In tal modo, oltre ai risultati ambientali, è possibile conseguire importanti risultati economici.

Con il modulo del 18 luglio si chiude un ciclo e se ne apre un altro: da settembre nuove sessioni formative per affrontare la transizione non come un vincolo, ma come un’opportunità concreta di trasformazione responsabile.

 

 

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