A differenza di ChatGPT, Gemini non è un chatbot, ma piuttosto una piattaforma modulare su cui possono essere integrati diversi moduli software in base alle esigenze specifiche. Attualmente, simile a quanto accaduto con Bard, Gemini non sarà disponibile nell’Unione Europea.

In occasione dell’evento Google I/O tenutosi lo scorso maggio, i dirigenti di Google avevano presentato Bard, il chatbot basato sul modello di intelligenza artificiale PaLM2, destinato a competere con ChatGPT di OpenAI. Ora, Google sembra aver compiuto un ulteriore passo in avanti. La compagnia, guidata da Sundar Pichai, ha recentemente introdotto Gemini, un nuovo motore di intelligenza artificiale che promette di inaugurare una “Era Gemini”.

Gemini non è un chatbot, bensì un modello di intelligenza artificiale più complesso. In sostanza, funge da motore al quale possono essere collegati diversi software in base alle esigenze specifiche. Google ha annunciato che da oggi Gemini sarà integrato anche in Bard, soprattutto per quelle funzioni che richiedono ragionamenti più elaborati.

Gemini si caratterizza come un’intelligenza artificiale “multimodale”, una terminologia inedita per il grande pubblico nel campo dell’IA. Questo termine descrive la capacità di Gemini di gestire vari formati, dal testo alle immagini, dai video ai codici informatici.

Durante la presentazione di Gemini, è stato mostrato un video che illustra il potenziale di questo prodotto. Il video include una telecamera che riprende un tavolo, con le immagini processate in tempo reale e inviate all’intelligenza artificiale. Sul tavolo sono disposti oggetti vari, come forme diverse, cibi, disegni, mappe geografiche e giochi enigmistici.

Gemini funziona in tempo reale, eseguendo calcoli, riconoscendo oggetti, fornendo informazioni, traducendo, elaborando e spiegando. È quanto di più vicino abbiamo visto agli assistenti virtuali rappresentati nei film di fantascienza. Potete immaginarlo come il J.A.R.V.I.S. di Iron Man: un sistema capace di interpretare il mondo esterno in tempo reale e di rispondere alle domande poste. Certo, la tecnologia per sintetizzare nuovi elementi chimici è ancora lontana, ma i progressi sui principi fondamentali sono evidenti.

Le diverse versioni di Gemini Il vero potenziale di Gemini si mostrerà nel tempo. La versione intermedia, Gemini Pro, è già disponibile in 170 Paesi, sebbene al momento non sia previsto il suo lancio in Italia o nell’Unione Europea. Come per Bard, probabilmente dovremo attendere che la tecnologia venga adeguata alle normative europee.

La versione più avanzata, Gemini Ultra, rappresenta una sfida significativa. Google ha pubblicato un confronto tra Gemini Ultra e ChatGPT 4.0 di OpenAI, evidenziando superiorità di Gemini in sette dei otto campi di utilizzo analizzati. Resta da vedere come si evolveranno le prestazioni nel tempo.

Inoltre, sarà disponibile anche una versione più leggera, Gemini Nano, pensata per funzionare su smartphone. Il Google Pixel 8 Pro, l’ultimo modello di smartphone prodotto da Google, sarà il primo dispositivo a integrare Gemini Nano.

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Giornalista scientifico. Dopo gli studi al Politecnico di Torino, laurea in ingegneria, e un Master in Scienze della Comunicazione svolge le sue prime docenze presso la Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Nel 1998, sotto la supervisione del direttore del laboratorio modelli reali e virtuali, realizza l’opera multimediale vincitrice del Premio Compasso d’Oro Menzione d’Onore. Ha collaborato e diretto da oltre 20 anni decine di testate giornalistiche. Ha pubblicato due libri sulla comunicazione digitale di impresa ed è stato relatore di tesi al Matec – Master in Progettazione e Management del Multimedia per la Comunicazione (Torino) e all’estero (Miami, USA). Attualmente insegna comunicazione digitale e nuovi media, giornalismo scientifico e materie legate alla progettazione architettonica e alla bioarchitettura. Contatti Email: info@interiorissimi.it

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