Il conto alla rovescia per l’introduzione dell’obbligo di Green pass nel lavoro pubblico e privato sta per scadere. Abbiamo chiesto ai referenti di Palazzo Chigi chiarimenti su alcuni aspetti del decreto in riferimento all’attività di agente in mediazione.

Prendiamo l’esempio di un agente immobiliare che entra nella casa del cliente per fare una visita, una valutazione o sopralluogo. Il padrone di casa è tenuto a verificare se l’artigiano ha il Green pass? E che strumento ha per fare questo controllo? Sono previste sanzioni?

Situazione analoga per chi dovesse portare un cliente in auto, per accompagnarlo ad una visita: anche in questo caso si tratta di una attività che l’agente può trovarsi a dover svolgere. Il cliente deve pretendere il certificato verde? Oppure il cliente che sale a bordo dell’auto del professionista deve essere munito di certificazione?

Questi dubbi hanno trovato risposta nei chiarimenti del Governo.

Andando con ordine: “I clienti viaggiano in auto con l’agente immobiliare (fermo restando il mantenimento delle regole di sicurezza imposte dalle leggi vigenti per le zone covid19) non hanno l’obbligo di Green pass, idem per gli agenti che accompagnano in auto i clienti” mentre coloro che ricevono in casa un agente immobiliare, come per un idraulico o un qualsiasi altro professionista non dovranno controllare se ha il certificato in quanto “non sono datori di lavoro ma stanno acquistando dei servizi. Resta fermo che è loro facoltà chiedere l’esibizione del Green pass”. In sostanza, che un idraulico vaccinato o meno è libero di continuare a svolgere il suo mestiere, dal momento che la casa del cliente non è da considerarsi come un “luogo di lavoro”. Diversa la situazione per colf e badanti assunte: in questo caso la famiglia, che si configura come “datore di lavoro”, è tenuta secondo Palazzo Chigi a verificare che la dipendente sia in possesso della certificazione.

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In agenzia

Per i luoghi di lavoro invece, le agenzie immobiliari, anche per loro il Governo entra nel dettaglio. I professionisti che si recano nella propria agenzia di riferimento per svolgere il proprio lavoro dovranno avere il pass e, quando accederanno nei luoghi di lavoro per lo svolgimento della propria attività, verranno controllati “dai soggetti previsti dal decreto-legge n. 127 del 2021”.

Questo decreto stabilisce che il datore di lavoro, che deve nominare dei responsabili e approvare le procedure operative, effettui i controlli su tutti i lavoratori: quindi il Governo rinvia in buona sostanza tutto al datore di lavoro. Viene quindi da chiedersi: e il titolare dell’impresa, chi lo controlla? Il suo pass verrà verificato “dal soggetto individuato per i controlli all’interno dell’azienda”, spiega Palazzo Chigi.

I privati non dovranno però avere delle piattaforme di controllo analoghe a quelle della scuola o del pubblico impiego: “Se ne potrà verificare in seguito la realizzabilità da un punto di vista tecnico ed eventualmente modificare il Dpcm che disciplina le modalità di verifica”, scrive il Governo.

In Smart Working

Per chi ha invece dei collaboratori o dipendenti in smart working è tutto più semplice.

Viene chiarito anche che chi lavora sempre in smart working non dovrà avere il certificato, che “serve per accedere ai luoghi di lavoro. In ogni caso”, aggiunge però, “lo smart working non può essere utilizzato allo scopo di eludere l’obbligo di Green pass”. Quanto ai controlli, il governo sottolinea che quelle aziende che effettueranno le verifiche a campione sui lavoratori non incorreranno nelle sanzioni nel caso in cui un controllo delle autorità dovesse riscontrare la presenza di lavoratori senza Green pass, “a condizione che i controlli siano stati effettuati nel rispetto di adeguati modelli organizzativi come previsto dal decreto legge 127 del 2021”. Il Green pass, occorre precisare, non farà venire meno le regole di sicurezza previste dalle linee guida e dai protocolli in vigore. Sarà necessario quindi continuare a rispettare il metro di distanza nei luoghi di lavoro.

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Le sanzioni

Per il dipendente privato, se non si esibirà il green pass quando richiesto sul luogo di lavoro, patirà la sospensione del rapporto di lavoro e dunque dello stipendio e sarà immediata. In ogni caso, precisa il decreto, «senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro».

Per i datori di lavoro che non effettuano i controlli adeguati sono previste sanzioni da quattrocento a mille euro, mentre dipendenti privati e autonomi che verranno sorpresi in un luogo di lavoro senza il pass rischiano una sanzione da 600 a 1.500 euro.

I consigli di FaceRE

I consigli sono sempre gli stessi: anche alla luce di chiarimenti importanti e trasparenti come quelli sopra riportati va sempre considerato che, nell’esercizio delle quotidiane attività, ci si potrà imbattere in opinioni contrastanti, in figure anche istituzionali non aggiornate o indecise sui procedimenti in essere con possibili “complicazioni” e chiarimenti infiniti da dover dare. Alla luce di questo consigliamo di limitare le attività in presenza all’indispensabile prediligendo, ogni qual volta si renda possibile, una attività da remoto.

Questi i punti chiari fino ad oggi. Se siete agenti immobiliari abilitati invitiamo a iscrivervi al social indipendente di FaceRE per partecipare ai forum di discussione. Cercate FacesofRE.com e registratevi, se preferite invece scaricare la app per Android sul Play store e digitate FaceRE

Fonte articolo

Si ringrazia Luca Boscardelli
Amministratore unico – Agente immobiliare Vincente

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