Si chiamano home restaurant e sono una interessante opportunità per guadagnare con le proprie passioni. La propria abitazione diventa un ristorante; i clienti diventano ospiti paganti; gli homer – così si chiamano coloro che gestiscono un home restaurant, diventano i nuovi chef

Si chiamano home restaurant e sono una interessante opportunità per guadagnare con le proprie passioni. La propria abitazione diventa un ristorante; i clienti diventano ospiti paganti; gli homer – così si chiamano coloro che gestiscono un home restaurant, diventano nuovi chef.

home restaurantIl libro “Home restaurant e social eating” scritto da Nicola Santangelo ha veramente aperto la strada a tutti coloro che, avendo la passione per la cucina, vorrebbero trasformare le propria abitazione in un vero e proprio ristorante. L’autore spiega in maniera chiara e fornisce suggerimenti applicabili immediatamente per avviare la propria attività nel rispetto delle normative vigenti e renderla un business di successo.

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E cosa c’è di meglio, per un appassionato chef, mettersi alla prova e cucinare le proprie ricette non solo per i propri parenti o amici ma clienti autentici? Con l’home restaurant la passione diventa lavoro senza dover necessariamente sostenere grossi investimenti che, generalmente, sono previsti quando si vuole aprire un ristorante tradizionale.

C’è chi li chiama ristoranti casalinghi; chi, invece, preferisce chiamarli ristoranti in abitazione privata. Resta il fatto che la logica degli home restaurant è di facile comprensione, il business è di facile gestione e i guadagni sono assicurati. Quanto? Anche 250/300 euro a serata. Nulla a che vedere con i guadagni di un ristorante tradizionale, sia ben chiaro. Ma se lo chef è bravo e popolare, è possibile anche che la passione diventi un vero e proprio lavoro.

Stiamo, comunque, parlando di un vero e proprio servizio di ristorazione e, quindi, occorre che siano presenti aspetti come la professionalità al servizio del cliente, la proposta di un menu e altri fattori tipici di un ristorante tradizionale. Ma i costi di gestione sono nettamente più bassi (materia prima e allestimento della casa) e ciò garantisce guadagni molto interessanti. Da una prima indagine, sembrerebbe che ad essere maggiormente attive nel settore dell’home restaurant siano le donne, con età compresa tra 26 e 60 anni.

Ma attenzione: non pensiamo che l’home restaurant sia una scappatoia per sfuggire alla disoccupazione. Moltissimi homer sono persone che possono vantare delle esperienze nel settore della ristorazione ma hanno voluto sperimentare con successo una nuova tipologia di business. Per questo motivo la competitività è piuttosto forte.

Se vi sentite chef o avete semplicemente la passione per la cucina siete pronto a fare il grande salto. Se volete avviare un home restaurant conviene leggere prima di tutto il libro suggerito in apertura di questo articolo per organizzarvi al meglio dal punto di vista fiscale e burocratico.

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