L’Oriente continua a regalarci saggezza e profondità, anche per gli interni e nelle decorazioni; e così ecco la nuova tendenza indoor per gli amanti dell’home decor: Marimo, l’affascinante alga palla da compagnia. Ricca di storia e tradizione, scopriamo di più su questo nuovo green decor.

Marimo: l’alga palla decorativa e di compagnia che arriva dal Giappone

Per i nostri interni abitativi sarà il tocco green, soprattutto per chi non possiede il pollice (particolarmente) verde; ma non solo, perché l’alga palla Marimo, conosciuta anche col nome scientifico di Aegagropila linnaei o Cladophora, è altamente decorativa, da posizionare sui nostri arredi, in acquari o contenitori trasparenti; con sabbia o sassolini sullo sfondo.

Importante è la posizione: Marimo ha bisogno di molta luce solare per sopravvivere. Questo anche perché, essendo ‘viva’, effettua delle acrobazie nell’acqua, come una danza, dovute alle bollicine di ossigeno emesse grazie alla fotosintesi clorofilliana. Perciò, evitare luoghi bui e freddi per la sua sede; ma neanche luce solare diretta.

Marimo è un’alga particolare. Oltre ad essere di forma sferica, con un colore verde brillante o dalle tonalità più verde scuro, è anche priva di radici. Sia in natura che in acquario riveste un ruolo prezioso:

  • combatte la crescita delle specie di alghe più  infestanti;
  • fornisce ossigeno prezioso per i pesci;
  • è un’ottima alleata dei pesci e dei gamberetti d’acqua dolce.

La Marimo è molto amata per gli allestimenti di acquari e per la decorazione d’interni. Il suo alto valore simbolico, la sua storia e, soprattutto, la sua particolarità e semplicità di manutenzione, la rendono la compagna perfetta per donare un tocco green in casa.

Ma non solo, risulta un’ottima idea regalo in qualsiasi occasione. Non serve comprare un intero acquario. È sufficiente un contenitore trasparente in vetro e magari una decorazione per creare il fondale con dei sassolini. Sarà sicuramente un dono gradito.

I Giardini di Ellis è il nome del brand della nota Plant Trainer Alice Delgrosso, un aiuto per le persone a scegliere le piante giuste per i loro ambienti e a prendersene cura. Il suo sito è www.igiardinidiellis.it e di seguito un video in cui illustra i pregi di questa meravigliosa alga decorativa.

Come prendersi cura del Marimo

Come anticipato, quest’alga palla, non ha bisogno di grande cura e manutenzione. Ha un sostentamento autonomo e semplice. Come per le piante, andrà cambiata l’acqua, invece di concimare o fertilizzare il terreno, oltre che a qualche accortezza in più. Vediamo nel dettaglio, come prendersi cura dell’alga Marimo:

  • l’acqua va cambiata ogni 15 giorni circa (10 se si è in estate). È consigliabile utilizzare l’acqua minerale naturale in bottiglia, ma anche quella del rubinetto va bene; in questo caso si dovrebbe lasciar decantare per almeno 24h in modo che il cloro all’interno evapori. Il contenitore con l’acqua e l’alga va richiuso; questo, per evitare che polvere, zanzare e moscerini ne siano attratti e ci cadano dentro o che depositino le uova.
  • Fare attenzione alla temperatura ambientale, è indicata fra i 18-20 gradi. Mentre, è vietato posizionare il contenitore alla luce diretta del sole. Inoltre, non collocarlo in prossimità di fonti di calore artificiali.
  • Non inserire acqua frizzante all’interno e non usare detergenti chimici per pulire il contenitore.

Tutti i colori di Marimo

Il colore base dell’alga palla è verde; ma può capitare di ritrovarsi un giorno una Marimo “alterata”. Questo cambio di colore è un indicatore della salute dell’alga:

  • Se diventa biancastra, probabilmente sta ricevendo troppa luce.

• Sta diventando marrone: si dovrebbe delicatamente pulirla con acqua corrente; altrimenti sono parti morte che vanno staccate.

  • Se verte sul nero e si sta sfaldando, non è un buon segno. Potrebbe star marcendo. In questo caso, cambiare l’acqua con maggiore frequenza e pulire il contenitore da eventuali residui. Attenzione ad asciugare bene il tappo. Inoltre, con l’ausilio di pinzette, staccare le parti marce.
  • Se addirittura cambia forma e s’intravede una strana patina, è sintomo di altre alghe infestanti che potrebbero crescerle attorno (in caso di collocamento in acquario).

Tradizione, storia e leggenda del Marimo

L’alga Marimo è in grado di vivere fino a 100 anni e, ogni anno, può crescere di qualche millimetro, sempre senza raggiungere dimensioni enormi! L’esemplare più grande conosciuto al mondo finora, ha una larghezza di 95 cm.

Quest’alga decorativa ha una tradizione secolare; soltanto nel 1898 viene classificata in Giappone. Attualmente, le colonie di Marimo esistono soltanto in 3 luoghi al mondo; e, precisamente, risiedono nel laghi del Giappone, dell’Islanda e dell’Estonia.

Considerata come porta fortuna, oltre che simbolo di amore, Marimo rientra nella mitologia giapponese con la sua leggenda. Questa, narra della storia d’amore fra due giovani: la figlia del capo villaggio e il cacciatore, i quali, ostacolati dalle famiglie nella loro unione, decidono di scappare nascondendosi presso il lago Akan, dell’Isola di Hokkaidō, in Giappone. Qui, nascono le alghe in questione e i due amanti, per rendere eterno il loro amore, decidono di tuffarsi nel lago. I loro spiriti si sarebbero trasformati in Marimo, queste piccole sfere tondeggianti dal verde brillante, andando poi a rappresentare la perfezione dei sentimenti e dell’amore.

Mentre, secondo la tradizione giapponese, le Marimo vengono considerate come eredità famigliare, da tramandare di padre in figlio e di generazione in generazione, in segno di buona fortuna e prosperità nella vita. Difatti, l’alga Marimo, può vivere dai 100 ai 200 anni in natura, avendo anche una crescita molto lenta.

Il Marimo è considerato Tesoro Nazionale in Giappone e il suo nome non è stato scelto a caso. Difatti, l’etimologia deriva da Mari, che significa ‘biglia’ e Mo, termine che si riferisce alle ‘piante acquatiche’. La sua scoperta e denominazione la si devono al botanico giapponese Kawakami, il quale la scoprì nel 1820.

L’alga di Marimo è cosa rara. Per questo, sul lago Akan si vuole preservare e conservare la specie. Dal 1920 è stata dichiarata specie protetta in Giappone. Mentre, in Islanda, lo è dal 2006.

Il commercio e la voglia di possedere una Marimo, viene soddisfatta anche nel rispetto ambientale; ovvero, le palline di Marimo vengono arrotolate a mano con dei filamenti dell’alga fluttuanti in acqua.

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