Conseguenza: la chiusura di 17 centri commerciali e 15.000 persone senza lavoro 

Nella foto: le borse Ikea per pura coincidenza con gli stessi colori della bandiera Ucraina 

Viste le evoluzioni della guerra in Ucraina, Ikea ha deciso di sospendere tutte le operazioni in Russia e Bielorussia, cosa che ha un impatto su 15.000 lavoratori. “La devastante guerra in Ucraina e’ una tragedia umana e la nostra piu’ profonda empatia e preoccupazione sono per i milioni di persone colpite. Le azioni immediate di Inter Ikea Group e Ingka Group sono state finalizzate a sostenere la sicurezza dei collaboratori Ikea e delle loro famiglie, cosa che continueremo a fare”, si legge in una nota del gruppo, in cui si sottolinea che “la guerra ha gia’ un enorme impatto umano.

Sta anche causando gravi interruzioni della catena di approvvigionamento e delle condizioni commerciali. Per tutti questi motivi, i gruppi aziendali hanno deciso di sospendere temporaneamente le operazioni Ikea in Russia”. Questo implica la sospensione da parte di Inter Ikea Group di tutte le esportazioni e le importazioni in e fuori della Russia e della Bielorussia e la messa in pausa tutte le operazioni di produzione Ikea Industry in Russia (anche tutte le consegne da tutti i subfornitori a queste unita’ sono sospese).

Inoltre, Ingka Group ha sospeso tutte le attivita’ di Ikea Retail in Russia, mentre i centri commerciali, Mega, continueranno a essere aperti per garantire che molte persone in Russia abbiano accesso alle loro esigenze quotidiane e agli elementi essenziali come cibo, generi alimentari e farmacie. “Queste decisioni hanno un impatto diretto su 15.000 collaboratori Ikea. Le azioni dei gruppi sono a lungo termine, l’impegno e’ volto ad assicurare occupazione e stabilita’ del reddito per il futuro immediato e fornire sostegno a loro e alle loro famiglie nei due Paesi”, si legge ancora. La nota sottolinea inoltre che Ikea Foundation ha donato 20 milioni di euro per l’assistenza umanitaria agli sfollati a causa del conflitto in Ucraina, in risposta a un appello di emergenza da parte dell’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati. Inoltre, Inter Ikea Group e Ingka Group stanno stanziando 10 milioni di euro ciascuno per fornire supporto con i propri prodotti e con altre forme di assistenza all’Unhcr, a Save the Children e ad altre organizzazioni che operano nei mercati locali. “La situazione e’ estremamente critica e in rapida evoluzione. I gruppi aziendali hanno come priorita’ quella di lavorare nel migliore interesse delle persone e delle comunita’ coinvolte nel conflitto”, spiega la societa’.

Ars

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