Il blu egiziano è un silicato di calcio rame artificiale con la formula chimica presunta di CaCuSi4O10. L’effettiva composizione dei campioni trovati nei siti antichi varia considerevolmente.

Quello che però sappiamo con certezza è che il blu egiziano è il più antico pigmento sintetico conosciuto dall’uomo e la sua composizione, proprietà e colore sono simili al blu Han (BaCuSi2O6) conosciuto nella Cina imperiale.

Quel Classic Blue che nel 2020 è diventato colore Pantone dell’anno e che ancora oggi vediamo stampato sui giornali, e su quasi ogni sito web, feed Instagram o Facebook, è ispirato proprio al pigmento che un tempo era molto raro, e di conseguenza molto prezioso.

blu egiziano

Gli ingredienti base del blu egiziano sono tre: una parte di minerali a base di rame (carbonati di rame come la malachite o silicati di calcio e rame, come cuprorivaite e wollastonite), quattro parti di sabbia e una parte di calce. Gli ingredienti venivano riscaldati a temperature comprese tra gli 800 e i 900 gradi.

Il minerale cuprorivaite ha la stessa composizione ma non è mai stato utilizzato come pigmento. Il pigmento è chimicamente completamente stabile in tutti i mezzi ed è assolutamente resistente alla luce. Non sono note incompatibilità con altri pigmenti.

 
Questo pigmento fa la sua comparsa quasi contemporaneamente in Egitto, a Creta e in Mesopotamia e si diffuse molto presto in tutto il bacino del Mediterraneo grazie alla diffusione della Roma Antica per poi perdere terreno durante il Medioevo.
 
La fama del blu egiziano era tale che, 3000 anni dopo la sua introduzione, a Roma era uno dei pigmenti più costosi, molto più del porpora di Tiro. A quel tempo, il pigmento era commercializzato come caeruleum vestorianum, ovvero blu di Vestorio poiché era commercializzato da un certo Vestorio da Pozzuoli che apprese la tecnica per la sintesi da qualche maestro egiziano facendo rapidamente i big money.
Recentemente i ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory hanno scoperto che il pigmento blu egiziano assorbe la luce visibile ed emette luce nel vicino infrarosso. Questo rende evidente come questo pigmento possa essere utilizzato in materiali da costruzione progettati per raffreddare tetti e pareti in climi soleggiati e per colorare il vetro per migliorare le prestazioni delle celle fotovoltaiche.
 

Come si prepara il blu egiziano?

 

Il pigmento può essere preparato riscaldando una miscela di un composto di calcio (carbonato, solfato o idrossido), composto di rame (ossido o malachite) e gel di quarzo o di silice in proporzioni che corrispondono ad un rapporto di 4 SiO2 : 1 CaO : 1 CuO a una temperatura di 900°C utilizzando un flusso di carbonato di sodio, carbonato di potassio o borace. La miscela viene quindi mantenuta ad una temperatura di 800°C per un periodo compreso tra 10 e 100 ore.

Nota: questa ricetta non corrisponde all’antico metodo di produzione del blu egiziano.

 

Il blu nell’Interior Design: ecco qualche esempio.

 
Negli interni e negli arredi, come sulle pareti, il colore blu genera una percezione psicologica diversa a seconda della tonalità ma soprattutto delle forme e degli accostamenti.
In questi ultimi anni sta aumentando la sua presenza nelle preferenze adottate per gli spazi lavorativi. Un colore più freddo favorisce la concentrazione, al contrario dei toni caldi che accentuano il senso di rilassatezza. Va comunque scaldato, ad esempio con l’utilizzo di materiali come il legno o pavimenti in gres porcellanato effetto legno. 
 
 
 
 
Negli ambienti domestici aumenta la profondità degli spazi ed è utile per attirare lo sguardo.  Va opportunamente scaldato con tinte o toni neutri caldi. Anche l’uso di materiale con colori complementare, come l’arancio scuro del pavimento in questa immagine, contribuisce ad aumentare il senso di accoglienza e di calore dell’ambiente. Un consiglio: il blu è un colore profondo e usato in saturazione come nell’immagine seguente va utilizzato su superfici poco estese (quadri, cuscini, ecc). I toni neutri o beige invece sono percepiti meno brillanti dall’occhio e possono aumentare la loro presenza anche su superfici più ampie. 
 
 

Quando si pensa al colore blu si pensa al cielo, all’acqua e quindi al mare.Perché non introdurre alcuni dettagli di questi elementi naturali all’interno del vostro spazio domestico? Consiglio: per togliere “potenza” al blu, renderlo meno freddo e distante, è sufficiente desaturarlo, ovvero aggiungere ai toni blu del nero.  Il risultato sarà un ambiente più  rilassante  ed elegante. Blu è infatti sinonimo di eleganza (pensate all’auto blu di rappresentanza) e ben si abbina con qualsiasi arredo moderno. 

 
arredo contemporaneo
 
 
 
 
 

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