Nasce la collaborazione tra The Sandbox, il British Museum e laCollection con l’obiettivo di rendere i manufatti della collezione del museo più accessibili

In un’azione volta ad abbracciare la tecnologia all’avanguardia e coinvolgere un pubblico più ampio, il British Museum ha stretto una partnership con il metaverso basato su Ethereum, The Sandbox. Questa innovativa collaborazione ha l’obiettivo di dare vita alla vasta collezione dell’istituzione attraverso una serie di NFT (token non fungibili), sviluppati in collaborazione con la startup francese LaCollection.

The Sandbox, una piattaforma di sviluppo, ha annunciato il 27 luglio questa partnership con l’obiettivo di creare nuove “esperienze immersive” per gli utenti che desiderano esplorare la storia del mondo. Inoltre, verranno generati una serie di oggetti da collezione digitali che riflettono le diverse collezioni del museo.

Sebastien Borget, direttore operativo e cofondatore di The Sandbox, ha evidenziato che questa collaborazione offre una grande opportunità per i partecipanti di The Sandbox di conoscere e apprezzare le incredibili collezioni di storia, arte e cultura umana del British Museum, indipendentemente dalla loro posizione geografica.

La partnership coinvolge anche laCollection, una piattaforma Web3 che collabora con il British Museum per le licenze. Questa piattaforma ha lavorato con importanti istituzioni culturali in tutto il mondo per portare l’arte nello spazio digitale.

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Sebbene sia la prima volta che il British Museum esplora il Web3, altri importanti musei hanno già esplorato il metaverso. Ad esempio, il Centre Pompidou ha presentato pezzi di collezioni di token non fungibili (NFT), tra cui CryptoPunks e Autoglyphs, come parte di una mostra permanente dedicata all’arte e alla blockchain. Inoltre, il Museo d’Arte di Kharkiv ha lanciato una collezione NFT per raccogliere fondi per il mantenimento del museo e la conservazione del patrimonio culturale. Il Royal Museum of Fine Arts di Anversa è stato il primo museo in Europa a tokenizzare un capolavoro d’arte classica valutato in milioni di euro.

Questi esempi dimostrano come i musei stiano sfruttando il metaverso per esplorare nuove modalità di interazione con il pubblico e rendere l’arte e la cultura più accessibili e coinvolgenti. Il metaverso offre un’opportunità unica per creare esperienze interattive e immersive che possono arricchire la fruizione di opere d’arte e manufatti storici per un pubblico globale.

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Giornalista scientifico. Dopo gli studi al Politecnico di Torino, laurea in ingegneria, e un Master in Scienze della Comunicazione svolge le sue prime docenze presso la Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Nel 1998, sotto la supervisione del direttore del laboratorio modelli reali e virtuali, realizza l’opera multimediale vincitrice del Premio Compasso d’Oro Menzione d’Onore. Ha collaborato e diretto da oltre 20 anni decine di testate giornalistiche. Ha pubblicato due libri sulla comunicazione digitale di impresa ed è stato relatore di tesi al Matec – Master in Progettazione e Management del Multimedia per la Comunicazione (Torino) e all’estero (Miami, USA). Attualmente insegna comunicazione digitale e nuovi media, giornalismo scientifico e materie legate alla progettazione architettonica e al design Ha fondato ADI - Agenzia Digitale Italia, per la diffusione di notizie stampa su media web, radio e TV locali e nazionali Contatti Email: info@interiorissimi.it

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