Dopo quasi un decennio di preparativi e ritardi, l’attesa è finalmente giunta al termine: il Grand Egyptian Museum (GEM), progettato per diventare il più grande museo archeologico del mondo, ha aperto in via sperimentale dodici sale, mentre la data di inaugurazione ufficiale resta ancora da annunciare.
Situato nei pressi delle Piramidi di Giza, il museo promette di offrire un’esperienza immersiva e spettacolare, arricchita dai capolavori dell’antico Egitto e da tecnologie all’avanguardia per narrare millenni di storia.
Un progetto monumentale
Il progetto del GEM, che si estende su una superficie di oltre 480.000 metri quadrati, è stato concepito con l’intento di diventare il centro nevralgico della cultura e della storia dell’antico Egitto. L’idea del museo nasce nei primi anni del 2000, ma è solo nel 2012 che iniziano i lavori. Il progetto ha subito ritardi significativi, anche a causa di eventi come la Primavera Araba, e la data di apertura è stata posticipata più volte. Nonostante le difficoltà, la determinazione di portare a termine questo ambizioso obiettivo non è mai venuta meno.

Una delle peculiarità del museo è la sua posizione strategica: il GEM si trova a pochi chilometri dalle Piramidi di Giza, una scelta simbolica che crea un ponte ideale tra il passato e il presente. La struttura stessa del museo è un capolavoro di architettura moderna, progettata per armonizzarsi con l’ambiente circostante, pur mantenendo uno stile contemporaneo che rappresenta l’Egitto del XXI secolo. Il design, ideato dallo studio Heneghan Peng Architects, presenta una facciata triangolare in vetro che richiama le forme delle piramidi e permette alla luce naturale di illuminare gli spazi interni.

Le prime dodici sale
La decisione di aprire dodici sale in via sperimentale rappresenta un compromesso per rispondere alla crescente curiosità del pubblico e testare la funzionalità degli spazi prima dell’apertura completa. In queste prime sale, i visitatori possono ammirare alcuni dei tesori più preziosi e iconici dell’antico Egitto, tra cui statue monumentali, sarcofagi, oggetti rituali e il famoso carro dorato del faraone Tutankhamon. Quest’ultimo, insieme ad altri oltre 5.000 reperti legati al giovane faraone, rappresenta una delle attrazioni principali del museo.
La collezione dedicata a Tutankhamon è infatti la più vasta mai esposta in un singolo luogo. Gli oggetti sono stati accuratamente restaurati e protetti grazie a tecnologie moderne che ne garantiranno la conservazione per le future generazioni. Uno dei traguardi più significativi è stato il trasferimento della mummia di Tutankhamon e dei suoi manufatti dal Museo Egizio del Cairo al GEM. Questo passaggio simbolico segna il nuovo capitolo nella storia del patrimonio egiziano, che intende consolidarsi a livello internazionale.

Un’esperienza Immersiva e Interattiva
Il Grand Egyptian Museum non si limita a esporre reperti archeologici: mira a creare un’esperienza immersiva e educativa. Attraverso tecnologie avanzate di realtà aumentata e percorsi multimediali interattivi, i visitatori possono vivere una connessione personale e coinvolgente con la storia. Per esempio, uno dei percorsi propone una ricostruzione virtuale della vita quotidiana nell’antico Egitto, permettendo ai visitatori di immergersi nei rituali, nelle abitudini alimentari e nelle cerimonie religiose dell’epoca.
Inoltre, il GEM dispone di laboratori interattivi per bambini e adulti, pensati per avvicinare i visitatori alla storia e alla cultura egiziana in modo didattico. Questi spazi interattivi promuovono l’apprendimento attraverso il gioco, le simulazioni e le esperienze tattili, trasformando la visita al museo in un’attività stimolante e formativa.

L’impatto turistico e culturale
L’apertura del GEM rappresenta un passo cruciale per il turismo e l’economia dell’Egitto. Si prevede che il museo attiri milioni di visitatori da tutto il mondo, affascinati dal richiamo senza tempo della cultura egiziana. Il governo egiziano ha investito ingenti risorse nel progetto, riconoscendo l’enorme potenziale che questo luogo di cultura può rappresentare per l’attrattività turistica del paese. La vicinanza alle Piramidi di Giza offre ai visitatori un itinerario completo e ricco di scoperte, che si estende dalla storia antica ai moderni servizi di accoglienza e ospitalità.
Oltre all’impatto economico, il museo ha un’importanza culturale rilevante: non solo custodisce i tesori del passato, ma si propone come uno spazio per il dialogo interculturale e l’educazione storica. Attraverso mostre temporanee e scambi internazionali, il GEM ambisce a costruire collaborazioni con altre istituzioni culturali per promuovere la conoscenza dell’antico Egitto e contribuire alla conservazione del patrimonio universale.

In attesa dell’apertura ufficiale
Nonostante l’entusiasmo per l’apertura delle prime sale, il pubblico e i media restano in attesa della data di inaugurazione ufficiale, che darà accesso all’intero percorso espositivo. La decisione di posticipare l’inaugurazione completa è stata presa per assicurare la massima qualità nell’esperienza dei visitatori e la sicurezza dei reperti. Nel frattempo, la gestione del museo continuerà a migliorare i servizi e a lavorare sulla formazione del personale, per garantire che il GEM sia all’altezza delle aspettative di un pubblico globale.
Christian Greco, Direttore del Museo Egizio, è il torinese dell’anno



























