Il provvedimento sull’AI Act è stato approvato a larghissima maggioranza 

di Claudio Pasqua

Il Parlamento europeo ha ratificato l’AI Act, la prima legislazione al mondo dedicata specificamente alla regolamentazione dell’intelligenza artificiale. Questa legge mira a bilanciare lo sviluppo dell’IA con la necessità di proteggere i diritti dei cittadini, proibendo alcune applicazioni pericolose di IA, come i sistemi di riconoscimento facciale indiscriminato e le tecniche di polizia predittiva. Impone inoltre requisiti di trasparenza per le piattaforme di IA, garantendo che rispettino i diritti d’autore durante l’addestramento dei modelli e offrendo ai cittadini la possibilità di presentare reclami o richiedere spiegazioni sulle decisioni basate su sistemi di intelligenza artificiale.

Per approfondire 

Per chi vuole approfondire spieghiamo che con questo provvedimento il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo all’AI Act, marcando la prima normativa globale dedicata all’intelligenza artificiale. La legge è stata ratificata con un’ampia approvazione durante la sessione plenaria, ricevendo 523 voti a favore, 46 contrari e 49 astenuti. Thierry Breton, Commissario europeo per il Mercato interno, ha celebrato il risultato su piattaforme social con un commento positivo sulla vittoria della democrazia contro le lobby. Questo voto permette all’Unione europea di diventare la prima grande economia mondiale a implementare un set specifico di norme per l’intelligenza artificiale prima delle elezioni di giugno, in linea con le attese per questa sessione legislativa. Secondo il sito del Parlamento europeo, l’intento della nuova legge è di salvaguardare i diritti fondamentali, la democrazia, la legalità e l’ambiente contro i pericoli presentati dai sistemi di IA ad alto rischio. Con l’approvazione parlamentare conclusa, restano solamente l’approvazione del Consiglio e la revisione finale da parte dei giuristi-linguisti. Di conseguenza, si prevede che la normativa sarà adottata entro la fine del periodo legislativo, a meno di imprevisti.

Cosa dice il regolamento 

Il nuovo AI Act introdotto da Bruxelles adotta una linea di condotta che equilibra la regolamentazione dell’intelligenza artificiale con la promozione del suo sviluppo. L’obiettivo principale delle normative è proibire certe applicazioni di IA che rappresentano una minaccia ai diritti dei cittadini. Tra gli esempi di applicazioni bandite rientrano: i sistemi di classificazione biometrica che discriminano basandosi su caratteristiche sensibili; il prelievo non selettivo di immagini facciali da internet o da sistemi di videosorveglianza; l’uso di sistemi per il riconoscimento delle emozioni in contesti lavorativi e scolastici; l’implementazione di sistemi di credito sociale similari a quelli in uso in alcune nazioni; e le tecniche di polizia predittiva, ovvero l’uso di IA da parte delle forze dell’ordine per anticipare i dettagli di un crimine futuro. L’AI Act stabilisce che l’uso delle tecnologie di identificazione biometrica da parte delle forze di polizia sarà consentito solo sotto specifiche condizioni.

L’obbligo di trasparenza è legge

Una delle innovazioni cruciali introdotte dall’AI Act è l’enfasi sulla trasparenza. Le piattaforme di intelligenza artificiale saranno tenute a rispettare requisiti minimi di trasparenza previsti dalla legge. Ciò include il diritto per gli individui di presentare reclami o richiedere spiegazioni riguardo alle decisioni prese sulla base dell’IA. Inoltre, durante la fase di addestramento dei modelli, tutti i sistemi di IA dovranno conformarsi alle leggi europee sul diritto d’autore. Questo aspetto ha suscitato ampio dibattito anche negli USA, dove, per esempio, il New York Times ha recentemente intentato una causa contro OpenAI e Microsoft per l’utilizzo non autorizzato di migliaia di articoli, in violazione dei diritti d’autore.

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Giornalista scientifico. Dopo gli studi al Politecnico di Torino, laurea in ingegneria, e un Master in Scienze della Comunicazione svolge le sue prime docenze presso la Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Nel 1998, sotto la supervisione del direttore del laboratorio modelli reali e virtuali, realizza l’opera multimediale vincitrice del Premio Compasso d’Oro Menzione d’Onore. Ha collaborato e diretto da oltre 20 anni decine di testate giornalistiche. Ha pubblicato due libri sulla comunicazione digitale di impresa ed è stato relatore di tesi al Matec – Master in Progettazione e Management del Multimedia per la Comunicazione (Torino) e all’estero (Miami, USA). Attualmente insegna comunicazione digitale e nuovi media, giornalismo scientifico e materie legate alla progettazione architettonica e alla bioarchitettura. Contatti Email: info@interiorissimi.it

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