L’illuminazione è un’arte, un linguaggio di eleganza sottile che, grazie a scelte tecniche apparentemente ininfluenti, è in grado di cambiare l’atmosfera di una stanza.
Quando si gestisce questo aspetto, è necessario soffermarsi su diversi dettagli. Uno di questi è la differenza tra illuminazione diretta, indiretta e diffusa.
Vediamone assieme le peculiarità e gli utilizzi pratici.
Cosa sapere sull’illuminazione diretta
Si parla di illuminazione diretta nei casi in cui una lampada emette un fascio di luce che cade su un oggetto o su una superficie chiaramente definiti.
Il primo effetto è il palesarsi di un contrasto a dir poco netto tra le zone d’ombra e quelle su cui, invece, si posa la luce.
Soluzioni che possono essere prese in considerazione in questo frangente sono i faretti a incasso, noti per la loro essenzialità estetica, il massimo per chi vuole arredare la casa con un mood minimal (essenziale è utilizzarli con parsimonia in quanto, se si esagera, il rischio è quello di dare vita a uno sgradevole effetto ospedale).
La luce diretta ha il suo perché anche quando si sceglie la lampada da tavolo.
La possibilità di direzionare il fascio luminoso garantisce un vantaggio pratico unico quando si lavora o si studia.
Rappresenta un’ottima alternativa anche quando si devono mettere a punto i dettagli dell’illuminazione d’accento, avente lo scopo di evidenziare angoli di particolare pregio estetico come le opere d’arte.
Un’applique a muro, facilmente direzionabile in molti casi, permette di esaltare la bellezza di quadri, soprammobili o piccole sculture (prendi ispirazione dalle proposte di Vivida International, brand di light design fra i più amati online, per scegliere le applique giuste tra modelli in stile minimal-industrial e altri che strizzano l’occhio allo stile classico).
Luce indiretta: peculiarità e vantaggi
Parliamo ora dell’illuminazione indiretta. In questo caso, grazie alla presenza di una superficie riflettente, la luce è indirizzata verso un’ulteriore area.
Quando è presente, non si può apprezzare, a differenza di quanto accade con la luce diretta, un contrasto drastico ed evidente con le zone d’ombra.
La luce indiretta è la scelta ideale nelle situazioni in cui si punta a creare, nei vari ambienti di casa, un’atmosfera all’insegna del calore. Alternativa perfetta per controbilanciare al meglio i già citati contrasti, l’illuminazione indiretta è alleata preziosa quando l’obiettivo è creare un ambiente che favorisca la concentrazione.
Cosa si intende per luce diffusa?
Eccoci a parlare della luce diffusa. Questo effetto si può ottenere quando il fascio luminoso si disperde in diverse direzioni. Ciò accade in diversi contesti, per esempio quando sono presenti superfici ruvide.
In questo caso, possiamo apprezzare una differenza ancora più marcata con la luce diretta: siamo infatti in assenza totale di contrasti palesi, in quanto l’illuminazione indiretta garantisce un effetto all’insegna della morbidezza.
Tutto questo ha il suo perché in contesti votati al relax come la sala da pranzo o la camera da letto.
Un altro vantaggio riguarda la possibilità di rendere l’illuminazione non fastidiosa per gli occhi, il che rende l’opzione adatta anche ad ambienti come gli uffici.
Il bello dell’illuminazione diffusa? La possibilità di ottenere un effetto a dir poco affascinante con poco.
Un esempio su tutti è quello delle strisce a LED posizionate dietro a cornici di quadri e/o specchi.
Un’altra alternativa è il ricorso a soluzioni di illuminazione caratterizzate dalla presenza di paralumi di colore chiaro o realizzati con materiali dall’effetto opalino.
Risposta perfetta quando si punta a eliminare le ombre, la cui presenza può rendere un ambiente di metratura non generosa ancora più angusto, l’illuminazione diffusa è molto apprezzata anche per la sua capacità di ridurre gli abbagliamenti.
I vantaggi non finiscono qui: scegliendo l’illuminazione diffusa, infatti, è possibile ridurre il consumo energetico, decisamente inferiore rispetto a quello frutto dell’illuminazione diretta.





























