L’Intelligenza Artificiale nel settore dell’architettura è vista più come una prospettiva di progresso o come un pericolo per i progettisti?

di Claudio Pasqua

Da poco presentato, il Report AI RIBA 2024 è uno studio pionieristico sull’applicazione presente dell’intelligenza artificiale nel campo della progettazione e delle sue potenziali conseguenze.

Come possiamo utilizzare il potenziale dell’Intelligenza Artificiale per elevare la pratica architettonica mantenendo i suoi principi fondamentali? Questo interrogativo ha dato vita al primo studio approfondito sull’impiego corrente dell’AI in architettura, iniziativa portata avanti dal Royal Institute of British Architects (RIBA). I frutti di questa ricerca, raccolti tramite un sondaggio su più di 500 affiliati RIBA tra ottobre e novembre 2023, sono stati divulgati nel RIBA AI Report 2024. Questo documento include una raccolta di articoli specializzati e studi di caso che indagano il modo in cui l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il settore, abbracciando aree come il design computazionale, la produzione digitale, l’urbanistica e la sostenibilità ambientale.

Il report naviga tra l’attuale e il futuro uso dell’IA nell’architettura, esplorando le possibilità a breve termine e valutando i potenziali pericoli, senza trascurare le questioni etiche legate all’adozione di questa tecnologia nel campo edilizio.

Muyiwa Oki, presidente del RIBA, ha sottolineato: “L’intelligenza artificiale rappresenta l’innovazione più rivoluzionaria dei nostri tempi, ed è impossibile sovrastimare il suo impatto sul futuro dell’architettura”.

Per approfondire queste tematiche, è stato formato un Expert Advisory Group (EAG) che, basandosi sui dati emersi dal sondaggio RIBA AI, sta valutando le ramificazioni più estese, incluse quelle etiche, professionali e competitive, dell’adozione su larga scala delle tecnologie digitali avanzate nel lavoro degli architetti.

riba architettura AI
Ai generativa: autore Claudio Pasqua

Perché dovremmo imparare a usare l’AI Generativa in Architettura e Design? 

L’utilizzo dell’AI nell’ambito dell’architettura, secondo Des Fagan, capo del dipartimento di architettura presso l’Università di Lancaster e componente dell’EAG, si manifesta principalmente attraverso quattro applicazioni distintive:

  • La capacità di visualizzare immediatamente concetti progettuali a partire da semplici istruzioni testuali;
  • La creazione di bozze di design concettuale direttamente da input testuali, che si integrano con i software di modellazione CAD/BIM;
  • L’uso di ChatGPT, un chatbot basato su intelligenza artificiale allenato su dati web, per redigere e modificare documenti, riassumere concetti per presentazioni a clienti, elaborare proposte economiche, gestire pratiche di pianificazione e svolgere compiti amministrativi;
  • L’addestramento di algoritmi di AI esclusivamente su cataloghi di progetti propri, metodi di progettazione, stili e archivi informativi, evitando così problemi legali legati al diritto d’autore che potrebbero sorgere utilizzando dati prelevati da internet, da concorrenti o altri studi.

Un vantaggio significativo derivante dall’uso dell’intelligenza artificiale in questo settore è l’ottimizzazione dei processi lavorativi, che permette alle aziende, specialmente quelle di piccole dimensioni, di aumentare la propria efficienza operativa.

Fagan sottolinea che “l’intelligenza artificiale offrirà agli architetti la possibilità di distaccarsi dalle mansioni amministrative per dedicarsi più intensamente alla progettazione più creativa. Questo strumento consentirà ai professionisti operanti in studi di piccole dimensioni di focalizzarsi sulle proprie passioni e competenze, ovvero la progettazione.”

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Ai generativa: autore Claudio Pasqua

Cosa ne pensano i progettisti?

Le opinioni dei professionisti del settore architettonico riguardo alle tecnologie digitali, come i sistemi BIM (Building Information Modeling), i GIS (Geographic Information Systems) e altri software di modellazione, sono piuttosto positive. Infatti, circa la metà degli architetti (47%) si considera al passo con le organizzazioni di settore per quanto riguarda la maturità digitale, indicando un’apertura verso l’adozione di nuovi strumenti digitali efficaci.

Dal report emerge che oltre la metà dei progettisti possiede una conoscenza, sia basica che pratica o avanzata, dell’intelligenza artificiale, e il 41% la utilizza già in alcuni progetti, seppur occasionalmente.

Nei prossimi due anni, una maggioranza (54%) degli architetti prevede di impiegare l’AI nei loro studi, e il 57% ritiene che ciò porterà a una maggiore efficienza nel processo di progettazione. Tuttavia, gli investimenti sembrano non tenere il passo con queste aspettative, dato che solo il 41% prevede investimenti specifici in questo ambito dalla propria attività.

Sono in molti convinti che l’intelligenza artificiale sarà fondamentale per rispondere all’esigenza crescente di maggiore efficienza, facilitando anche la gestione delle complessità di progettazione e costruzione.

Considerando che entro il 2050, il 70% della popolazione mondiale risiederà in aree urbane, l’AI presenta un potenziale significativo per l’urbanizzazione sostenibile, con il 57% degli architetti che prevede di utilizzarla per analisi di sostenibilità ambientale nei prossimi due anni.

 

Immagine Ai Generativa, di Claudio Pasqua
Immagine Ai Generativa, autore: Claudio Pasqua

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Inoltre, il 49% degli architetti ritiene che siano necessari migliori strumenti digitali, inclusa l’AI, per affrontare la crescente complessità architettonica, come gli adattamenti al cambiamento climatico e le tecnologie per gli edifici intelligenti.

Da una risposta del sondaggio, l’AI è vista come un’opportunità per operare con maggiore efficienza e ridurre il lavoro tedioso, ripetitivo, conducendo a una cultura lavorativa migliore e a compensi più elevati.

Alcuni professionisti sostengono che, sebbene l’AI non possa sostituire l’integrità professionale o la creatività degli architetti, può accelerare significativamente il processo progettuale, sebbene il risultato finale dipenda dalla qualità degli input forniti.

Muyiwa Oki evidenzia come gli architetti mostrino una mentalità aperta e curiosa verso l’AI, con alcuni che si posizionano come veri pionieri. Attraverso la promozione di una collaborazione interdisciplinare e di un’innovazione responsabile, è possibile sfruttare l’AI per realizzare un ambiente costruito più inclusivo, resiliente e sostenibile, sottolineando che non vi è modo di tornare indietro.

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Immagine Ai Generativa, autore Claudio Pasqua

L’Intelligenza artificiale è più una minaccia o una opportunità? 

Il potenziale dell’intelligenza artificiale porta con sé vari rischi e sfide, tra cui la possibilità di riproduzione non intenzionale di contenuti protetti da diritto d’autore, la manifestazione di pregiudizi sociali o errori nelle previsioni dovuti all’uso di dati non accurati per l’addestramento dell’AI, e il timore che l’AI possa rimpiazzare gli architetti nel loro lavoro.

L’indagine evidenzia che circa un terzo dei professionisti percepisce l’AI come una minaccia, pur esistendo opinioni divergenti. I principali motivi di preoccupazione riguardano i compensi e la sicurezza del lavoro.

Il 59% degli architetti teme che l’intelligenza artificiale possa favorire la copia del loro lavoro, minacciando di conseguenza la disponibilità di posti di lavoro nel settore. Una significativa minoranza (46%) teme che ciò possa avere un impatto negativo sulle opportunità lavorative, mentre solo il 22% prevede effetti positivi. Una marcata maggioranza (56%) prevede che l’AI possa avere conseguenze negative sui compensi.

L’adozione dell’AI rappresenta una sfida non solo tecnologica ma anche etica, specialmente quando si considerano le implicazioni per clienti e comunità servite dai professionisti. Le questioni legate all’attribuzione del merito di un progetto, alla determinazione di una retribuzione equa, e alla relazione tra architetti e altre parti interessate sono aree che richiedono un’attenzione particolare.

I risultati indicano la necessità per la professione di riflettere e adattare le proprie responsabilità etiche man mano che emergono le implicazioni dell’AI, al fine di preservare la fiducia e la reputazione nel settore.

In un’epoca di rapidi cambiamenti, si spera che l’intelligenza artificiale, al pari di quanto successo in precedenza con CAD e BIM, operi a supporto dell’essere umano e non al contrario.

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Giornalista scientifico. Dopo gli studi al Politecnico di Torino, laurea in ingegneria, e un Master in Scienze della Comunicazione svolge le sue prime docenze presso la Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Nel 1998, sotto la supervisione del direttore del laboratorio modelli reali e virtuali, realizza l’opera multimediale vincitrice del Premio Compasso d’Oro Menzione d’Onore. Ha collaborato e diretto da oltre 20 anni decine di testate giornalistiche. Ha pubblicato due libri sulla comunicazione digitale di impresa ed è stato relatore di tesi al Matec – Master in Progettazione e Management del Multimedia per la Comunicazione (Torino) e all’estero (Miami, USA). Attualmente insegna comunicazione digitale e nuovi media, giornalismo scientifico e materie legate alla progettazione architettonica e alla bioarchitettura. Contatti Email: info@interiorissimi.it

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