Space Economy: un grande business da un trilione di dollari

Il vettore NASA SLS con la capsula Orion è recentemente partito alla volta della Luna, dopo aver subito dei ritardi a causa di problemi tecnici e avverse condizioni meteorologiche nelle scorse settimane. Con il lancio, il programma Artemis è ufficialmente attivo e segna il ritorno dell’uomo sulla Luna dopo 50 anni, questa volta con l’obiettivo di creare insediamenti e sfruttare le risorse, in particolare quelle minerarie, con l’intenzione di rimanere sulla Luna. Questo segna l’inizio di una nuova fase della New Space Economy.

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La Space Economy, o Economia Spaziale, è un settore produttivo e finanziario che si concentra sulla creazione e l’utilizzo di beni e servizi nello spazio extra-atmosferico e sull’utilizzo delle risorse disponibili in questo ambiente. In altre parole, la Space Economy è una catena di valore che si estende attraverso diverse tecnologie e settori, partendo dalla ricerca, lo sviluppo e la creazione di infrastrutture spaziali abilitanti fino alla produzione di prodotti e servizi innovativi. La Space Economy rappresenta una delle principali opportunità di sviluppo economico globale per i prossimi decenni.

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La Space Economy, o Economia Spaziale, è una delle più promettenti traiettorie di sviluppo dell’economia mondiale dei prossimi decenni. Come si legge nella definizione, la Space Economy riguarda il comparto produttivo e finanziario orientato alla creazione e all’impiego di beni e servizi nello spazio extra-atmosferico, nonché allo sfruttamento delle risorse presenti in questo ambiente.

Per comprendere meglio la Space Economy, è possibile distinguere i segmenti upstream e downstream. Da un lato, il segmento upstream riguarda la creazione di infrastrutture spaziali come satelliti, vettori, stazioni spaziali e, in futuro, basi sulle superfici dei pianeti del sistema solare come la Luna o Marte. Questo settore richiede grandi investimenti in ricerca e sviluppo, ingegneria, tecnologia, e materiali innovativi che possano sopravvivere nell’ambiente spaziale. La creazione di queste infrastrutture abilitanti è essenziale per consentire lo sviluppo del segmento downstream della Space Economy.

Dall’altro lato, il segmento downstream si riferisce allo sfruttamento dei dati raccolti nello spazio e delle risorse fisiche prelevate per essere trasformate e impiegate sulla Terra. Le attività del segmento downstream riguardano la generazione di prodotti e servizi innovativi, spesso abilitati dalla raccolta di dati satellitari che coprono diverse aree di interesse, come ad esempio il monitoraggio ambientale, l’agricoltura, la navigazione, le telecomunicazioni, la difesa, la sicurezza e il turismo spaziale.

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La Space Economy rappresenta un settore in continua espansione, con una domanda in costante aumento da parte di governi, aziende e individui. Infatti, la Space Economy sta diventando sempre più accessibile grazie alla riduzione dei costi di lancio dei satelliti e delle missioni spaziali, insieme alla maggiore disponibilità di tecnologie e materiali avanzati. Questo significa che un numero sempre maggiore di aziende e startup sta iniziando a esplorare il potenziale della Space Economy e a sviluppare soluzioni innovative che sfruttano le risorse spaziali.

Nell’ambito della Space Economy, le attività commerciali si stanno espandendo anche verso lo sviluppo di insediamenti spaziali e l’utilizzo delle risorse presenti sulla Luna e su altri corpi celesti. Infatti, l’obiettivo a lungo termine della NASA è quello di stabilire una presenza permanente sulla Luna, con l’obiettivo di creare una base lunare che possa servire come punto di partenza per missioni spaziali future, come quella su Marte. La costruzione di una base lunare richiederà la creazione di infrastrutture abilitanti come habitat, fonti di energia e attrezzature per la raccolta delle risorse locali, tra cui acqua e gas.

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Ma la Space Economy non riguarda solo la NASA e le agenzie spaziali. Anche le aziende private stanno svolgendo un ruolo sempre più importante sull’occupazione e sulle economie locali. Infatti, lo sviluppo di nuove tecnologie e infrastrutture spaziali richiede una grande quantità di lavoro altamente specializzato, che può portare alla creazione di nuovi posti di lavoro e all’attrazione di nuove imprese in quelle aree.

Negli ultimi anni, molte aziende private hanno iniziato a investire nella Space Economy, portando un nuovo slancio allo sviluppo dello spazio extra-atmosferico.

Ad esempio, SpaceX, l’azienda fondata da Elon Musk, sta lavorando alla realizzazione di un sistema di trasporto spaziale riutilizzabile per il trasporto di persone e merci nello spazio. Grazie a questo sistema, sarà possibile ridurre i costi del trasporto spaziale e rendere l’accesso allo spazio più economico e accessibile.

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Anche Blue Origin, l’azienda fondata da Jeff Bezos, si sta concentrando sull’esplorazione e lo sfruttamento delle risorse dello spazio. In particolare, l’azienda sta sviluppando un sistema di lancio riutilizzabile per il trasporto di persone e merci nello spazio e sta lavorando alla creazione di una base lunare che possa ospitare attività minerarie e di produzione.

Altre aziende come Virgin Galactic, Sierra Nevada Corporation e Bigelow Aerospace stanno investendo nella creazione di veicoli spaziali per il trasporto di persone e turisti nello spazio, aprendo nuove opportunità per il turismo spaziale.

Questo nuovo slancio dato dalle aziende private alla Space Economy ha portato anche ad un aumento della competizione tra le varie aziende, che cercano di sviluppare nuove tecnologie sempre più efficienti e a costi sempre più contenuti. Questa competizione può portare a una maggiore innovazione e a un più rapido sviluppo della Space Economy.

Oltre ai vantaggi economici, la Space Economy può apportare benefici anche in termini di ricerca scientifica e di sviluppo tecnologico. Infatti, la ricerca spaziale ha permesso di sviluppare tecnologie avanzate in vari settori, come quello dell’energia, dei materiali, delle comunicazioni, della medicina e dell’ambiente. Ad esempio, le tecnologie per la produzione di celle solari ad alta efficienza, che possono essere utilizzate anche sulla Terra, sono state sviluppate grazie alle ricerche spaziali. Inoltre, l’osservazione della Terra dall’alto permette di monitorare il clima, l’inquinamento, le attività agricole e altre variabili ambientali, con conseguenze positive per la gestione e la tutela del nostro pianeta.

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Iscritto all’ordine dei giornalisti del Piemonte. Dopo gli studi al Politecnico di Torino e un Master in Scienze della Comunicazione svolge le sue prime docenze presso la Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Nel 1998, sotto la supervisione del direttore del laboratorio modelli reali e virtuali, realizza l’opera multimediale vincitrice del Premio Compasso d’Oro Menzione d’Onore. Ha collaborato e diretto da oltre 20 anni decine di testate giornalistiche. Ha pubblicato due libri sulla comunicazione digitale di impresa ed è stato relatore di tesi al Matec – Master in Progettazione e Management del Multimedia per la Comunicazione (Torino) e all’estero (Miami, USA). Attualmente insegna comunicazione digitale e nuovi media, giornalismo scientifico e materie legate alla progettazione architettonica e alla bioarchitettura. Contatti Email: info@interiorissimi.it

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