Confrestauro e l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura ETS annunciano la sottoscrizione di un protocollo d’intesa che avvia una collaborazione strutturata sui temi del restauro, della riqualificazione sostenibile e della qualità dell’abitare. L’obiettivo comune è rafforzare un approccio integrato in cui la tutela del patrimonio dialoghi con criteri ambientali, salute, durabilità e uso responsabile delle risorse.

La firma è avvenuta presso la sede della Venaria Reale, in occasione dell’evento ospitato dalla Fondazione Centro per la Conservazione ed il Restauro dei beni culturali “La Venaria Reale” (CCR), alla presenza del Presidente della Fondazione Alfonso Frugis.

Fondata nella primavera del 2023, Confrestauro rappresenta e promuove il settore del restauro e della conservazione del patrimonio storico e artistico, favorendo una rete integrata tra restauratori, imprese, architetti, produttori di materiali e professionisti specializzati, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico-artistico italiano e stimolare un dialogo costruttivo tra gli attori del settore.

Nel quadro dell’intesa, l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura ETS apporta la propria esperienza tecnico-scientifica maturata in oltre trentacinque anni di attività nella promozione della cultura dell’abitare sostenibile e nella valorizzazione dell’ambiente naturale e costruito. In questa traiettoria si colloca anche la pubblicazione, nel 2005, del protocollo di Certificazione Energetica Ambientale, strumento orientato a verifiche oggettive e a criteri misurabili applicati ai processi e ai cantieri, anche attraverso la valutazione degli Esperti iscritti all’Albo nazionale.

L’Istituto mette inoltre a disposizione percorsi formativi mirati, offrendo strumenti concreti e aggiornati ai professionisti in relazione alle normative e al profilo dell’Esperto CAM in Progettazione Sostenibile e, dal 2020, opera come Centro di Esami Qualificato e Organismo di Valutazione in collaborazione con Enti terzi di certificazione, contribuendo alla diffusione di competenze certificate e all’innalzamento degli standard nella progettazione sostenibile.

L’accordo si traduce in attività congiunte di ricerca, formazione e divulgazione, tra cui master, corsi, convegni, tirocini e programmi di aggiornamento professionale. Il protocollo, di durata quinquennale, prevede inoltre lo sviluppo di progetti e azioni a supporto della gestione dell’emergenza abitativa in seguito a eventi naturali, insieme ad attività di sensibilizzazione dedicate al restauro e alla riqualificazione energetica e ambientale del patrimonio storico.

«Il restauro oggi non può più essere considerato una disciplina isolata – dichiara Alberto Rui, Presidente di Confrestauro – ma deve dialogare con progettazione sostenibile, ricerca scientifica e cultura dell’abitare. Questo protocollo rappresenta un passo concreto verso una visione integrata, in cui conservazione, innovazione e responsabilità ambientale procedono insieme».

«La qualità dell’abitare e la tutela del patrimonio non sono capitoli separati – dichiara l’Arch. Anna Carulli, Presidente dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura ETS –. Portare criteri ambientali, salute e responsabilità nell’intervento sul costruito storico significa dare futuro alla memoria. Con Confrestauro condividiamo un approccio operativo: formazione, protocolli, competenze e cantieri in cui sostenibilità e conservazione lavorano nella stessa direzione».

Riferimenti istituzionali

Arch. Anna Carulli – Presidente, Istituto Nazionale di Bioarchitettura ETS
Arch. Piero Luigi Carcerano – Presidente Commissione Comunicazione ed Editoria INBAR

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