Si inizia con la Toscana, ma entro il 2024 il servizio di Allarme Pubblico Nazionale, IT-Alert, sarà attivo in tutto il paese. Sarà compatibile sia con dispositivi iOS che Android e garantirà la massima sicurezza della privacy, nonostante i complottisti già facciano sentire la loro voce.

Oggi, alle 12.00 in punto, verrà inviato il primo messaggio di test ai residenti in Toscana e nelle zone limitrofe. Questo test serve per ottimizzare il funzionamento del servizio di emergenza, il quale necessita di una diffusione ampia ma dipende comunque dai dispositivi e dai sistemi operativi installati sui telefoni.

Questo sarà solo il primo di una serie di test che coinvolgeranno l’intero territorio italiano. Le prossime tappe saranno le seguenti:

– 30 giugno: Sardegna
– 5 luglio: Sicilia
– 7 luglio: Calabria
– 10 luglio: Emilia-Romagna

Entro la fine del 2023, verranno effettuati ulteriori test nelle altre regioni italiane e nelle Province Autonome di Bolzano e Trento.

Come funziona IT Alert 

Da diversi anni, gli smartphone sono dotati di un sistema integrato che consente di utilizzare il modulo telefonico per ricevere immediatamente messaggi di allarme. Questo sistema non è un’applicazione separata, ma utilizza la stessa tecnologia degli SMS. Tuttavia, anziché inviare un singolo messaggio a destinatari specifici, la Protezione Civile invia un messaggio che viene trasmesso tramite la tecnologia Cell Broadcast degli SMS dalle celle telefoniche degli operatori nella regione a cui è destinato quel messaggio.

Tutti coloro che sono collegati a una delle celle selezionate riceveranno il messaggio di allarme, e il telefono rimarrà in attesa di eventuali feedback.

Oggi, alle ore 12, questo messaggio verrà trasmesso a tutte le celle telefoniche attive in Toscana e sarà ricevuto da coloro che sono collegati a queste celle.

Il messaggio in questione è un TEST del sistema di allarme pubblico italiano. Una volta che il sistema sarà operativo, ti avviserà in caso di grave emergenza. Per ulteriori informazioni, visita il sito web www.it-alert.it e compila il questionario.

Abbiamo menzionato le zone limitrofe perché non è escluso che una persona in Liguria possa essere collegata alla cella telefonica della Toscana, ricevendo così il messaggio.

Il vantaggio di questo tipo di segnalazione di emergenza è legato a due aspetti: la tempestività, poiché il messaggio arriva immediatamente a destinazione, e il fatto che funziona anche quando le reti sono congestionate.

IT Alert utilizza la rete telefonica tradizionale e non richiede l’uso della rete dati. Pertanto, non è necessario il Wi-Fi e non sono richieste connessioni 3G, 4G o 5G. Lo smartphone deve semplicemente essere in grado di ricevere una chiamata, anche di emergenza. Le celle di tutti gli operatori trasmetteranno il messaggio a tutti i telefoni, indipendentemente dal fatto che siano clienti o meno di un operatore specifico.

Cosa avviene oggi in Toscana 

l messaggio arriverà alle ore 12 in punto, e bloccherà il telefono momentaneamente fino a quando una persona non effettuerà una azione. “La trasmissione via cellulare è gratuita e anonima: non è necessario registrarsi e il proprio numero rimane sconosciuto. Non ci sono dunque implicazioni sulla privacy perché non viene acquisito alcun dato personale. Quando la notifica di IT-alert arriva sul dispositivo blocca temporaneamente tutte le altre funzionalità del cellulare. Per riportare il dispositivo alle condizioni ordinarie di utilizzo è necessario toccarlo in corrispondenza della notifica per confermare la ricezione.

La protezione civile chiederà anche di compilare un piccolo questionario che servirà a fare il tuning del servizio.

Un sistema di sicurezza europeo

La Direttiva UE 2018/1972 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2018 ha istituito il Sistema di Allarme Pubblico. Secondo la direttiva, gli Stati membri devono assicurare che i fornitori di servizi mobili di comunicazione trasmettano allarmi pubblici agli utenti finali interessati in caso di gravi emergenze e catastrofi imminenti o in corso.

In Italia, il sistema di allarme pubblico è stato introdotto per la prima volta con il decreto-legge del 18 aprile 2019 n.32. L’obiettivo del sistema è garantire la protezione delle vite umane attraverso i servizi mobili di comunicazione rivolti agli utenti interessati da gravi emergenze e catastrofi imminenti o in corso. La norma prevede anche l’introduzione del servizio IT-alert, attraverso il quale vengono inviati messaggi riguardanti gli scenari di rischio, l’organizzazione dei servizi di protezione civile e le misure di autoprotezione.

Nel 2022 è stata avviata un’attività di sperimentazione del sistema che ha coinvolto anche la popolazione, e a partire dal 2024 il sistema sarà operativo.

Il sistema IT-alert è stato testato per la prima volta in un contesto operativo durante l’esercitazione “Vulcano 2022” sull’isola di Vulcano, che si è svolta dal 7 al 9 aprile 2022. Durante l’esercitazione, sono stati inviati due messaggi ai dispositivi presenti sull’isola: il primo forniva informazioni sull’evento eruttivo imminente simulato e sulle norme di comportamento da seguire, mentre il secondo avvisava i cittadini della fine delle attività esercitative.

Dal 4 al 6 novembre 2022 si è svolta l’esercitazione nazionale di protezione civile “Sisma dello Stretto 2022” in Calabria e Sicilia. Durante l’esercitazione, è stato sperimentato il sistema di allarme pubblico IT-alert per il rischio di maremoto, testato per la prima volta su una platea di oltre 500.000 persone che si trovavano nei 22 comuni costieri coinvolti nell’esercitazione. È stato simulato un terremoto di magnitudo 6.0 con epicentro in provincia di Reggio Calabria, in grado di generare un maremoto che avrebbe potuto colpire alcuni comuni costieri nel Reggino e nel Messinese.

Il sistema di allarme pubblico sarà impiegato esclusivamente per le seguenti tipologie di rischio: maremoto generato da un sisma, collasso di una grande diga e rischio di inondazione, attività vulcanica relativamente ai vulcani Vesuvio, Campi Flegrei, Vulcano e Stromboli, incidenti nucleari o situazioni di emergenza radiologica, e precipitazioni intense.

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