Le instabilità nel mercato immobiliare cinese stanno generando nuove preoccupazioni, mentre il timore di un contagio finanziario si sta manifestando in modo più evidente nei mercati.  Questo rischio potrebbe mettere a repentaglio il raggiungimento dell’obiettivo di crescita del 5% per l’anno in corso, secondo diverse banche d’affari come Nomura e Jp Morgan.

Country Garden, il principale sviluppatore immobiliare, è mancato al pagamento delle cedole di obbligazioni per 22,5 milioni di dollari il 6 agosto scorso. La società ha avvertito che ci sono “grandi incertezze” riguardo ai pagamenti di tre bond nazionali e si teme un possibile default a settembre con conseguenze catastrofiche.

Inoltre, il gigante dei fondi fiduciari, Zhongrong International Trust, ha mancato diversi rimborsi su numerosi prodotti, superando le aspettative negative, e non ha piani immediati per onorare gli impegni.

Riguardo alle cosiddette ‘banche ombra’, che sono state colpite dalle gravi difficoltà nel settore immobiliare, Wang Qiang, segretario del Consiglio di Amministrazione del trust di proprietà in parte di Zhongzhi Enterprise Group, ha dichiarato agli investitori che ci sono stati ritardi nei pagamenti su almeno dieci prodotti a partire dalla fine di luglio. Queste difficoltà stanno amplificando i problemi dell’economia cinese. Nonostante ciò, il portavoce del Ministero degli Esteri, Wang Wenbin, ha difeso la prospettiva di una ripresa accidentata ma sicura, sottolineando che “abbiamo la fiducia, le condizioni e la capacità di raggiungere gli obiettivi di sviluppo economico e sociale del 2023 con alta qualità”.

Nonostante i dati economici negativi e le critiche del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che ha definito la Cina una “bomba a orologeria” a causa dei crescenti problemi economici, la Cina si impegna a essere una fonte di forza per la ripresa economica mondiale. Tuttavia, i dati recenti hanno mostrato un rallentamento nelle vendite al dettaglio, un’industrializzazione debole e un cambiamento nell’approccio alla pubblicazione dei dati sulla disoccupazione giovanile, suscitando reazioni sui social media.

Le autorità cinesi stanno cercando di stimolare i consumi interni, con misure come un piano in 20 punti per incentivare la spesa nei settori automobilistico, turistico ed elettronico. Il Premier Li Qiang ha promesso di espandere i consumi interni per favorire la crescita e sostenere il settore privato attraverso controlli macroeconomici mirati e un coordinamento politico più forte per uno sviluppo di alta qualità, ma non ha fornito dettagli specifici. La seconda economia mondiale ha subito una deflazione a luglio, la prima in più di due anni, a causa di consumi stagnanti e calo delle esportazioni.

Perché il settore immobiliare rappresenta una minaccia significativa per l’economia cinese?

Rispetto alle dinamiche occidentali, il settore immobiliare cinese presenta tre caratteristiche che sono fondamentali per comprendere l’entità del problema.

Innanzitutto, c’è il peso sproporzionato che il mercato immobiliare ha come riserva di risparmi per la classe media cinese: alcune stime indicano che fino al 70% dei risparmi delle famiglie è investito nell’acquisto di abitazioni. Questo legame diretto e immediato tra il calo dei prezzi immobiliari e la contrazione dei consumi è evidente: quando il valore delle loro case diminuisce, i consumatori avvertono una sensazione di impoverimento che li induce a ridurre le spese. Questo è uno dei motivi per cui la ripresa economica post-pandemia è risultata deludente.

Il settore immobiliare, inteso in senso ampio, comprende anche le grandi opere edilizie che hanno agito da motore di crescita per l’economia cinese. Questo include la costruzione di nuove città e delle relative infrastrutture, spesso al di là delle effettive necessità demografiche del paese. In un momento in cui la Cina sta affrontando una diminuzione delle nascite e un tasso di disoccupazione giovanile del 21%, molti giovani non possono permettersi di acquistare una casa. Questa situazione ha generato una serie di sviluppi urbani con strutture sottoutilizzate e invendute, creando delle vere e proprie “cattedrali nel deserto”. Tuttavia, quando l’industria edilizia era attiva, considerando sia la costruzione fisica che l’intera catena di produzione (dal cemento ai beni di consumo), si stima che fino al 30% del PIL cinese fosse legato a questo settore. Questo costituisce la seconda ragione per cui una crisi nel settore immobiliare esercita un forte freno sulla crescita economica.

Infine, esiste una terza caratteristica peculiare della Cina, che non ha equivalenti nell’Occidente. Molte amministrazioni locali ottengono gran parte delle loro risorse finanziarie dalla vendita di terreni e licenze edilizie. Un crollo nel settore immobiliare priva queste entità, come città e province, delle risorse necessarie per finanziare una serie di servizi, inclusi quelli sociali. Di conseguenza, potrebbe sorgere anche un problema di consenso se l’austerity colpisce le autorità locali.

Crisi immobiliare cinese: effetto domino anche in Europa?

La crisi nel mercato immobiliare cinese potrebbe avere implicazioni significative non solo per l’economia cinese, ma anche per l’economia globale, compresa l’Europa. Date le dimensioni dell’economia cinese e il suo ruolo cruciale nelle catene di approvvigionamento e negli scambi commerciali internazionali, qualsiasi turbolenza significativa nell’economia cinese può avere un effetto a catena su altre economie, inclusa quella europea.

Ecco alcune ragioni per cui la crisi nel mercato immobiliare cinese potrebbe influenzare l’Europa:

  • Commercio Internazionale: La Cina è uno dei principali partner commerciali dell’Europa. Le interruzioni nell’economia cinese potrebbero ridurre la domanda di beni e servizi europei, influenzando negativamente le esportazioni e la crescita economica nell’Unione Europea.
  • Investimenti: Le istituzioni finanziarie europee potrebbero essere esposte ai rischi derivanti dalla crisi immobiliare cinese a causa dei legami finanziari globali. Gli investimenti in prodotti finanziari collegati al mercato immobiliare cinese potrebbero subire perdite, con possibili ripercussioni sul sistema finanziario europeo.
  • Fornitura di Materie Prime: La Cina è un importante acquirente di materie prime provenienti da diverse parti del mondo, inclusa l’Europa. Se la domanda cinese dovesse diminuire a causa della crisi economica interna, potrebbe avere un impatto sui prezzi delle materie prime e sui paesi che le esportano.
  • Turismo e Consumi: L’Europa riceve un numero significativo di turisti cinesi ogni anno, il che contribuisce all’industria turistica e al settore dei consumi. Se la crisi economica in Cina dovesse ridurre la spesa dei turisti cinesi all’estero, ciò potrebbe influenzare il settore turistico e i consumi in Europa.
  • Stabilità Finanziaria Globale: Le preoccupazioni riguardo alla stabilità finanziaria cinese e le eventuali conseguenze sui mercati globali potrebbero causare volatilità nei mercati finanziari internazionali, compresi quelli europei.

La possibilità di un crollo di Country Garden potrebbe innescare un pericoloso effetto a catena nel mercato immobiliare europeo. Molteplici segnali sembrano sostenere questa eventualità, in parte legati agli interessi più elevati che hanno portato all’incremento dei costi dei prestiti.

Country Garden: il colosso cinese del mercato immobiliare

L’attuale situazione mette in luce le sfide che la Cina sta affrontando nel gestire una crisi del debito immobiliare, che ha generato insolvenze senza precedenti, scatenato proteste tra gli acquirenti di immobili e sollevato nuove preoccupazioni sulla vulnerabilità delle società fiduciarie nei confronti di progetti immobiliari.

L’incognita è se questa crisi cinese possa diffondersi anche in Europa e in Italia.  Un aspetto particolarmente inquietante riguarda la crescente dipendenza dai finanziamenti provenienti da prestatori non bancari, noti anche come “banche ombra”. Questi prestatori hanno riempito il vuoto lasciato dal rallentamento dei finanziamenti da parte delle banche tradizionali, che sono state oggetto di una maggiore regolamentazione. Matthew Pointon, economista immobiliare senior presso Capital Economics, ha sottolineato la preoccupazione per questa situazione.

È degno di nota il fatto che alcuni anni fa, prima della crisi finanziaria globale, le banche tradizionali europee erogavano prestiti corrispondenti all’80% del valore di un edificio, mentre attualmente raramente superano il 60%. Questo dato riflette il cambiamento nel paesaggio finanziario e contribuisce a mantenere un clima di incertezza nel settore.

Oltre a Country Garden, si sono verificati altri episodi allarmanti, come ad esempio quello che coinvolge Evergrande, una società con un debito di 300 miliardi di dollari. Questi imponenti collassi alimentano la preoccupazione di un possibile effetto contagio che potrebbe coinvolgere acquirenti di immobili e istituti bancari nazionali. Come riportato dall’Ansa, questa situazione potrebbe ulteriormente danneggiare le prospettive di ripresa nel settore immobiliare e avere impatti sulla Cina, che già sta affrontando il rischio di deflazione.

In bancarotta il colosso immobiliare cinese Evergrande

In sintesi, mentre è possibile che la crisi immobiliare cinese possa generare onde d’urto in Europa e in tutto il mondo, è necessario Tuttavia, è importante notare che gli effetti esatti della crisi immobiliare cinese sull’Europa dipenderanno da una serie di fattori, tra cui la gravità della crisi stessa, le misure che verranno adottate dalle autorità cinesi e internazionali per mitigare gli impatti, nonché la resilienza dell’economia europea nel fronteggiare queste sfide.

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Giornalista scientifico. Dopo gli studi al Politecnico di Torino, laurea in ingegneria, e un Master in Scienze della Comunicazione svolge le sue prime docenze presso la Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Nel 1998, sotto la supervisione del direttore del laboratorio modelli reali e virtuali, realizza l’opera multimediale vincitrice del Premio Compasso d’Oro Menzione d’Onore. Ha collaborato e diretto da oltre 20 anni decine di testate giornalistiche. Ha pubblicato due libri sulla comunicazione digitale di impresa ed è stato relatore di tesi al Matec – Master in Progettazione e Management del Multimedia per la Comunicazione (Torino) e all’estero (Miami, USA). Attualmente insegna comunicazione digitale e nuovi media, giornalismo scientifico e materie legate alla progettazione architettonica e al design Ha fondato ADI - Agenzia Digitale Italia, per la diffusione di notizie stampa su media web, radio e TV locali e nazionali Contatti Email: info@interiorissimi.it

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