Il volto familiare di Heidi, personaggio tratto famoso romanzo scritto di Johanna Spyri, pubblicato tra il 1880 e il 1881 e ambientato fra la Svizzera e la Germania nella medesima epoca, è stata al centro di un dibattito sui social media. Una sua nuova immagine, generata dall’intelligenza artificiale, la rappresenta come un personaggio africano in una serie Netflix.

Negli ultimi giorni, è circolato un poster riguardante una serie su Heidi che potrebbe arrivare su Netflix quest’anno, ma cosa sappiamo?

Heidi personaggio africano su Netflix
Heidi personaggio africano su Netflix

Heidi è uno tra i personaggi più amati nella letteratura per l’infanzia in tutto il mondo, sin dalla sua prima apparizione nel libro della scrittrice Johanna Spyri nel 1880. Successivamente è arrivata l’adattamento in anime nel 1974, che è ancora il più conosciuto fino ad oggi, anche se ci sono stati anche film d’animazione e persino un remake in 3D nel 2015. Ora, è al centro delle discussioni per una possibile serie live-action con un protagonista africano.

Mentre alcuni applaudono la rappresentazione inclusiva e diversa del personaggio, altri la considerano un esempio di appropriazione culturale.

Le lamentele hanno coinvolto anche cambiamenti in altri personaggi tematici di storie o narrazioni del passato, come è successo con “La Sirenetta”, che è stata interpretata di recente da un’attrice afroamericana.  Addirittura un caso nazionale è scoppiato in seguito a una docuserie sulla regina Cleopatra narrata e prodotta da Jada Pinkett: gli egiziani avrebbero fanno causa a Netflix per la rappresentazione della regina in carnagione scura.

È importante riconoscere l’importanza della diversità nella rappresentazione dei media e il suo ruolo nella promozione dell’inclusione e dell’uguaglianza. Tuttavia, è altrettanto importante rispettare l’integrità culturale dei personaggi e delle storie iconiche che fanno parte del nostro patrimonio culturale da decenni.

Negli ultimi anni, l’industria dell’intrattenimento ha fatto un uso sempre maggiore dell’intelligenza artificiale per creare poster e altri materiali pubblicitari. Mentre questa tecnologia può essere incredibilmente utile ed efficiente, può anche creare problemi quando viene utilizzata per rappresentare personaggi iconici in un modo che differisce dalla loro apparenza originale, come si può vedere qui sotto.

La polemica generata dal poster di Heidi mette in luce l’importanza di trovare un equilibrio sensibile tra l’inclusione e la salvaguardia culturale. Se è fondamentale offrire una vasta varietà di personaggi, altrettanto cruciale è mantenere il significato culturale di essi e delle loro vicende al suo posto.

Per i responsabili marketing, il caso Heidi rappresenta un monito su quanto sia importante utilizzare l’intelligenza artificiale con cura e rispetto quando si creano materiali pubblicitari. Anche se può essere tentatore sfruttare l’efficienza e la praticità della tecnologia, è fondamentale valutare sempre l’eventuale impatto sull’integrità culturale dei personaggi e delle narrazioni rappresentati.

L’utilizzo della tecnologia legata all’intelligenza artificiale durante le campagne pubblicitarie può risultare vantaggioso per creare contenuti convincenti e visivamente stimolanti. Tuttavia, è fondamentale che i professionisti del marketing facciano attenzione alle preoccupazioni culturali e rispettino la storia e l’importanza dei personaggi e delle narrazioni che stanno rappresentando.

O finiremo per produrre film in cui grandi personaggi, da cui prendere esempio, come Martin Luther King, Nelson Mandela o Rosa Parks saranno rappresentati da attori bianchi caucasici?

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Iscritto all’ordine dei giornalisti del Piemonte. Dopo gli studi al Politecnico di Torino e un Master in Scienze della Comunicazione svolge le sue prime docenze presso la Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Nel 1998, sotto la supervisione del direttore del laboratorio modelli reali e virtuali, realizza l’opera multimediale vincitrice del Premio Compasso d’Oro Menzione d’Onore. Ha collaborato e diretto da oltre 20 anni decine di testate giornalistiche. Ha pubblicato due libri sulla comunicazione digitale di impresa ed è stato relatore di tesi al Matec – Master in Progettazione e Management del Multimedia per la Comunicazione (Torino) e all’estero (Miami, USA). Attualmente insegna comunicazione digitale e nuovi media, giornalismo scientifico e materie legate alla progettazione architettonica e alla bioarchitettura. Contatti Email: info@interiorissimi.it

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