La Val di Susa conquista il Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 e lo fa con una presenza sempre più forte, riconoscibile e ambiziosa. Non una semplice partecipazione, ma un vero progetto culturale che trasforma il padiglione Oval in una vetrina delle storie, delle identità e delle eccellenze letterarie valsusine. Negli anni, la valle è riuscita a ritagliarsi uno spazio autorevole all’interno della manifestazione, diventando un punto di riferimento per autori, biblioteche, lettori e operatori culturali.
L’edizione 2026 segna una nuova tappa di questo percorso di crescita. Per cinque giorni il Salone vedrà alternarsi centinaia di autori del territorio nello stand del padiglione Oval, con ventiquattro appuntamenti tra presentazioni, dialoghi e confronti letterari. Un programma intenso, pensato per dare voce a una valle che oggi si racconta con linguaggi contemporanei senza perdere il legame con le proprie radici.
Dal romanzo storico al thriller, dalla narrativa autobiografica ai racconti dedicati alla memoria della montagna, la proposta letteraria valsusina mostra tutta la vitalità di un territorio che non vuole restare ai margini, ma rivendica il proprio spazio nel panorama culturale piemontese.
Tra i simboli protagonisti delle opere presentate spicca Bussoleno e il Mulino Varesio, trasformati in scenario narrativo carico di fascino e mistero. La sua forza evocativa continua a ispirare romanzi e racconti capaci di intrecciare storia, leggenda e identità territoriale.
Il Salone del Libro diventa così molto più di una manifestazione culturale: è uno strumento di promozione della Val di Susa stessa. Attraverso libri e incontri, il pubblico scopre paesaggi, tradizioni e memorie di un territorio che usa la cultura per raccontarsi e rilanciarsi.
Tra i protagonisti dell’edizione 2026 ci sarà anche Historica Edizioni, che porterà al Salone due opere profondamente radicate nell’anima valsusina: “L’acqua non dimentica” e “Il volpone e la Verrua”. Due racconti dello scrittore e giornalista Claudio Pasqua che intrecciano memoria, mistero e identità locale, restituendo atmosfere dense di storia e suggestione.

A presentarli sarà Claudio Pasqua, scrittore, giornalista e ingegnere da anni impegnato nella valorizzazione culturale del Piemonte attraverso una narrativa attenta alle trasformazioni sociali e ai legami profondi con il territorio.
Ne “L’acqua non dimentica”, il paesaggio valsusino diventa metafora viva della memoria collettiva. L’acqua custodisce segreti, conserva tracce del passato e accompagna il lettore dentro relazioni umane intense, sospese tra ciò che è stato e ciò che ancora riaffiora.
“Il volpone e la Verrua” trascina invece il lettore in un intreccio più oscuro e avventuroso, che si trasforma in uno spazio narrativo ricco di tensione, storia e simbolismo. Un romanzo che unisce suspense e memoria storica in una narrazione dal forte impatto evocativo.
Tra i lavori recenti di questo autore emerge anche “I numeri non mentono”, un giallo ambientato nella Torino del 1964, tra nebbie, segreti e inquietudini personali. Un romanzo che scava nelle ombre delle relazioni umane mantenendo saldo il legame con il contesto piemontese.

Il Salone 2026 sarà inoltre l’occasione per dare spazio a nuove voci della narrativa valsusina e piemontese. Accanto agli autori affermati troveranno spazio giovani scrittori, narratori indipendenti e autori che scelgono la letteratura come strumento per raccontare il territorio da prospettive nuove.
In questo mosaico culturale convivono thriller, romanzi storici, narrativa psicologica, autobiografie e racconti ispirati alla tradizione orale. Una pluralità di linguaggi che rende la proposta della Val di Susa dinamica, contemporanea e capace di parlare a pubblici diversi.
I valsusini si confermano il motore di questo fermento culturale. Non semplici organizzatrici di eventi, ma luoghi dove lettori e autori si incontrano, discutono e costruiscono relazioni che proseguono ben oltre i giorni del Salone.
Il Salone Internazionale del Libro rappresenta infatti soltanto il punto più visibile di un lavoro culturale che continua tutto l’anno nei comuni della valle, tra presentazioni, laboratori, gruppi di lettura e iniziative scolastiche.
La Val di Susa si presenta così come un territorio che sceglie di raccontarsi attraverso le parole, trasformando la cultura in uno strumento di crescita, identità e dialogo con il pubblico nazionale.
L’edizione 2026 conferma quindi una presenza sempre più autorevole della valle all’interno del Salone del Libro di Torino. Un risultato costruito grazie alla collaborazione tra biblioteche, autori, editori e operatori culturali che hanno saputo fare della letteratura un mezzo concreto di valorizzazione territoriale.
Anno dopo anno, la Val di Susa consolida il proprio ruolo come uno dei territori culturalmente più attivi del Piemonte, capace di unire memoria e innovazione, tradizione e sperimentazione in una narrazione sempre più forte e riconoscibile.






























