La scenetta estratta dal varietà televisivo “Sai che ti dico?” del 1972, diretta da Antonello Falqui, è un classico esempio della brillante chimica comica tra Raimondo Vianello e Sandra Mondaini.

In questo sketch, Sandra illustra a Raimondo come dovrebbe essere la “casa moderna”, un tema che diventa una divertente satira delle mode architettoniche e di design dell’epoca.

Nel video, Sandra Mondaini espone una serie di concetti di design che, nel contesto del 1972, erano all’avanguardia, ma che oggi potrebbero sembrare datati o addirittura esilaranti. La sua descrizione di spazi aperti, mobili multifunzionali e decorazioni minimaliste viene presentata con un’aria di serietà che contrasta meravigliosamente con l’espressione confusa e ironica di Raimondo Vianello, creando un effetto comico irresistibile.

La regia di Antonello Falqui sfrutta al meglio le dinamiche della coppia, con inquadrature che sottolineano le reazioni di Vianello ai dettagliate descrizioni di Mondaini. La scenografia riflette lo stile dell’epoca, con elementi che oggi sarebbero considerati vintage, ma che allora rappresentavano il culmine della modernità.

In sintesi, questa scenetta non è solo un esempio della grande maestria comica di Vianello e Mondaini, ma anche una finestra sul cambiamento delle tendenze in fatto di arredamento e design. È una testimonianza di come il concetto di “modernità” sia evoluto nel tempo, e di come l’umorismo possa essere utilizzato per riflettere e criticare le mode del momento.

Per chi fosse interessato a rivedere questa perla del varietà televisivo italiano, il video è disponibile su YouTube​ (YouTube)​. Inoltre, una descrizione dettagliata della puntata e del contesto storico può essere trovata su Rai Teche​ (Rai Teche)​.

Lo stile “moderno” negli anni ’70 secondo i designer dell’epoca 

Lo stile di interni degli anni ’70, definito “moderno”, era caratterizzato da un mix di innovazione, audacia e un forte senso di rottura con il passato. Questo stile si ispirava a diverse mode e tendenze dell’epoca, riflettendo cambiamenti sociali e culturali significativi.

Gli interni degli anni ’70 erano noti per l’uso di colori brillanti e saturi come arancione, giallo, verde lime, e blu elettrico. Questi colori spesso si trovavano in combinazioni audaci e contrastanti, creando ambienti vivaci e dinamici. I motivi psichedelici, geometrici e astratti erano molto popolari, rispecchiando l’influenza della cultura pop e dell’arte contemporanea. Questi motivi si trovavano su carta da parati, tappeti, tessuti e arredi. L’uso di materiali nuovi e innovativi come la plastica, il vetro acrilico, il cromo e il vinile era comune. Questi materiali permettevano la creazione di mobili dalle forme insolite e futuristiche, spesso con superfici lucide e traslucide.

Inoltre i mobili modulari, potevano essere facilmente spostati e riconfigurati, erano molto apprezzati per la loro flessibilità. Divani componibili, unità di stoccaggio e letti trasformabili riflettevano uno stile di vita più informale e dinamico.  Gli interni spesso presentavano forme fluide e organiche ispirate alla natura, ma anche elementi che richiamavano l’estetica spaziale, come lampade a forma di disco volante e sedie a uovo.

Designer di riferimento

Verner Panton: Uno dei designer più influenti degli anni ’70, noto per il suo uso audace di colori e forme organiche. La sua sedia Panton, realizzata in plastica stampata in un unico pezzo, è diventata un’icona del design moderno.

Eero Aarnio: Conosciuto per i suoi mobili futuristici come la Ball Chair e la Bubble Chair, Aarnio ha introdotto un’estetica giocosa e innovativa che ha definito molti interni degli anni ’70.

Joe Colombo: Il designer italiano era celebre per i suoi arredi modulari e multifunzionali. Il suo lavoro rifletteva un approccio pratico ma visionario al design, come evidenziato dalla sua Unit System e dalla Tube Chair.

Ettore Sottsass: Fondatore del movimento Memphis negli anni ’80, Sottsass iniziò a influenzare il design già negli anni ’70 con i suoi lavori per Olivetti e i suoi esperimenti con materiali plastici e ceramiche colorate.

Influenze e Tendenze

Lo stile di interni degli anni ’70 era influenzato da vari movimenti artistici e culturali:

Pop Art: L’arte pop, con la sua enfasi su immagini di massa e cultura popolare, ha influenzato i colori vivaci e i motivi audaci negli interni.

Movimento Hippie: La controcultura hippie ha portato un ritorno alla natura e un apprezzamento per i materiali organici e le forme naturali, influenzando il design degli arredi e degli spazi.

Space Age: L’era spaziale e l’entusiasmo per l’esplorazione spaziale hanno ispirato elementi futuristici e high-tech nel design, dai mobili alle lampade.

Arte Psichedelica: I motivi psichedelici, derivati dall’arte e dalla cultura musicale dell’epoca, erano comuni in carta da parati e tessuti.

Lo stile di interni moderno degli anni ’70 è dunque un’epoca di design audace, sperimentale e piena di carattere. Attraverso l’uso innovativo di colori, materiali e forme, i designer di questo periodo hanno creato ambienti che riflettevano un cambiamento culturale profondo e un desiderio di rompere con le convenzioni del passato. Oggi, molti di questi elementi continuano a influenzare il design contemporaneo, dimostrando la duratura eredità degli anni ’70 nel mondo dell’interior design.

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