di Veronica Presti

Dico sempre ai miei figli che, se non ci ponessimo le sfide del quotidiano, se non fossimo anime in movimento, saremmo dovuti nascere alberi e piantare le nostre radici per anni immemori.

Siamo tutti opere d’arte viventi, chi più, chi meno in grado di raccontare con creatività le nostre  esperienze.

E proprio perché paradossalmente come gli alberi, non viviamo secoli, dobbiamo provare a superare sempre i nostri limiti e assecondare le nostre ambizioni.

In un contesto di espressione creativa e geniale, come ogni anno, si colloca il Salone del Mobile, indiscusso protagonista, nel calendario del design, quest’anno dal 16 al 21 aprile, un appuntamento internazionale, per la design industry, a Milano.

Nato nel 1961, è una manifestazione, che propone arredi di varia fattura, con la comune matrice di una forza ed innovazione espressiva e funzionale, legati da una costante ricerca dell’eccellenza materica, da esibire in uno scenario domestico.

Sostenibilità ed emozione, oggi camminano di pari passo, in uno scenario sempre più globale e inclusivo.

Accanto al Salone del Mobile, con esso perfettamente contestualizzato, troviamo il Fuorisalone, una combinazione armonica, che delinea le proposte del design internazionale, durante la Design Week italiana.

Il Fuorisalone, non è un evento fieristico, non è indetto da nessun ente, e non è gestito da nessun organo centrale istituzionale, nato in autonomia nei primi anni ottanta, su iniziativa delle aziende operanti nel settore dell’arredamento e del design industriale, fino a giungere ai nostri giorni, in cui tutti i promotori, si organizzano, allo scopo di creare un grande evento collettivo.

Fu nel 1991, che il Fuorisalone, ebbe la sua nascita ufficiale e il suo logo.

In questo scenario di costante crescita e movimento espressivo, ritroviamo al Fuorisalone, l’Arch. Paolo Lettieri, che abbiamo avuto già modo di conoscere, attraverso le sue opere architettoniche, in giro per il mondo, tra Italia, Medio Oriente ed Asia Centrale.

E che oggi, si lancia in una nuova esperienza lavorativa, creativa ed innovativa.

Paolo Lettieri partecipa al Fuorisalone, con 29 MILANO, arredi innovativi e per nulla convenzionali. Nella numerologia, il numero 29 è interpretato come il numero del cambiamento e della crescita professionale.

Milano, perché è per Paolo, sì la genesi della sua esperienza lavorativa, ma anche la città del divenire in un’ottica di continuità.

Icone dell’architettura hanno plasmato la sua visione, divenendo espressione di un viaggio personale e professionale attraverso i più grandi grattacieli del mondo, nella collezione Sky High, il design delle sedie (Milano, Riyadh, Shangai) rievoca le forme dei grattacieli, una seduta avvolgente ed uno schienale architettonico.

Non mancano le ispirazioni intrinsecamente legate al design di questi oggetti, di rinomati maestri come Charles Rennie Mackintosh e Carlo Mollino.

La “Poltrona Milano”, è ispirata all’iconica Torre Isozaki nel quartiere CityLife di Milano, incarna elegante modernità e raffinatezza urbana.

La “Poltrona Riyadh”, è evocativa del profilo distintivo del Kingdom Centre di Riyadh, trasuda eleganza e grandiosità.

La “Poltrona Shangai”, è ispirata al maestoso World Financial Center di Shangai, perfetto connubio tra design contemporaneo e potenza strutturale.

In tutte le poltrone, la struttura interna è realizzata in Polimex®, un materiale composito ideale per mobili imbottiti, composto principalmente da polistirene espanso (EPS) e poliuretani strutturali, conferendo al manufatto sia resistenza che leggerezza.

La struttura in Polimex® viene poi rivestita in pelle naturale Primofiore attraverso una lavorazione manuale.Per quanto concernono, le basi in bronzo sono stati realizzati prototipi in silicone mediante stampa 3D stereolitografica (SLA). Nella stampa 3D SLA, la resina liquida viene polimerizzata da un laser ad alta precisione, ottenendo dettagli più fini e precisi rispetto alle tradizionali stampanti 3D. Successivamente, utilizzando i prototipi in silicone, è stata eseguita la fusione a terra di bronzo, utilizzando sabbie naturali secondo il metodo di fusione più antico del mondo.

Alla evidente ricercatezza dei materiali, si accompagna concretamente ad ogni pezzo della collezione, l’assegnazione di un NFT unico certificato sulla blockchain.

Gli NFT, Non-Fungible Token, si intendono dei certificati digitali, basati sulla tecnologia blockchain (una struttura dati, che contiene una sequenza di transazioni, solitamente raggruppate in blocchi concatenati). Questi certificati rappresentano un oggetto reale, può essere un’opera d’arte, una composizione musicale, un oggetto di design, servono ad identificare in modo univoco, insostituibile e non replicabile, la proprietà dell’opera d’arte stessa.

L’idea è sviluppare una piattaforma organica con certificazioni su blockchain per certificare oggetti come arredi, per poterli distinguere subito dai falsi senza possibilità di essere duplicati.

Lo scopo che ci si prefigge di raggiungere è quello di creare un’Identità Digitale inequivocabile associata ad ogni oggetto di design. Insieme agli NFT, l’idea è di inserire tutte le certificazioni, connesse all’oggetto di design (ad esempio la certificazione della pelle che compone una poltrona).

L’idea futura per Paolo, converte in una visione semplice, appoggiare un telefono cellulare su una poltrona, piuttosto che una borsa e verificarne all’istante l’autenticità. Ovviamente, senza che nessuno possa replicare il certificato. Se fosse possibile, in un futuro prossimo, accedere attraverso app dal cellulare, alla verifica di autenticità di un oggetto, chi ad esempio acquisterebbe più una borsa finta?

In un mondo che converte sempre più verso apparenza ed ostentazione, quanti sarebbero disposti a subire l’onta del pubblico ludibrio, di essere riconosciuti con un falso? Il mercato della contraffazione e tutto ciò ad esso correlato subirebbe un brusco calo…

Paolo Lettieri: architettura italiana di stampo cosmopolita

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Corrispondente da Abu Dhabi (Emirati Arabi) Ha frequentato la facoltà dì giurisprudenza di Ravenna, distaccamento di Alma Mater di Bologna. Sposata con due figli, ha intrapreso la scelta famigliare di vita all’estero. Ha trascorso diversi anni in Egitto, operando in varie associazioni umanitarie del luogo e vissuto in prima persona la primavera araba e le trasformazioni del Paese dal punto di vista geopolitico. È appassionata di fotografia e di arte in genere. Ha gestito un blog semiserio rivolto alle mamme all’estero. Trasferita negli Emirati Arabi Uniti, ad Abu Dhabi, ha provato a rimettersi in gioco frequentando un Corso di Interior Design e raccontando le meraviglie del mondo arabo, mistero, tradizione e fascino di un’architettura e di un design cosmopoliti. Vive nelle Etihad Towers, un complesso di 5 grattacieli, che rappresentano un’attrazione di Abu Dhabi.

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