La cucina è uno degli ambienti della casa che più profondamente si è trasformato nel corso dell’ultimo secolo. Da spazio prevalentemente tecnico e separato dalla vita domestica è diventata progressivamente un luogo centrale dell’abitare, nel quale si incontrano funzionalità, tecnologia, comfort, sicurezza ed estetica.
Questa evoluzione non riguarda soltanto lo stile degli arredi o l’introduzione di nuovi elettrodomestici. Alla base della cucina contemporanea esiste infatti un lungo percorso di ricerca dedicato al rapporto tra spazio, corpo umano e attività quotidiane. La disposizione dei mobili, l’altezza dei piani di lavoro, la posizione degli strumenti e degli elettrodomestici e le distanze tra le diverse zone operative rispondono oggi a criteri progettuali precisi, sviluppati per rendere i movimenti più semplici, ridurre gli sforzi e migliorare l’esperienza di chi utilizza l’ambiente.
Tra le protagoniste di questa trasformazione occupa un posto fondamentale Lillian Moller Gilbreth, psicologa, ingegnera e pioniera degli studi sull’ergonomia. Le sue ricerche applicarono per la prima volta un metodo scientifico alle attività domestiche, contribuendo a trasformare la cucina in uno spazio realmente progettato intorno alla persona.

Comprendere il suo lavoro significa quindi comprendere le origini di molti principi che ancora oggi guidano interior designer, architetti e progettisti nella realizzazione di cucine funzionali, ergonomiche e capaci di adattarsi alle esigenze della vita quotidiana.
Ce ne parla in questo articolo Chiara Minciotti, Designer di Interni
L’evoluzione della cucina è il risultato di un percorso che, nel corso del tempo, ha trasformato questo ambiente da semplice spazio destinato alla preparazione dei pasti a luogo progettato per rispondere alle esigenze di chi lo vive quotidianamente. Oggi parlare di cucina significa parlare di funzionalità, comfort ed ergonomia, ma questi principi sono il frutto di studi e ricerche che hanno avuto origine già nei primi decenni del Novecento.

Tra le figure che hanno maggiormente contribuito a questo cambiamento si distingue Lillian Moller Gilbreth (1878-1972), psicologa, ingegnera e tra le principali pioniere dell’ergonomia moderna. Insieme al marito Frank Gilbreth condusse studi sull’analisi dei tempi e dei movimenti, osservando con metodo scientifico le attività lavorative per individuare i gesti superflui e ridurre gli sforzi non necessari.

Tuttavia, il contributo di Lillian andò oltre il semplice concetto di efficienza: al centro delle sue ricerche vi era la persona, con i suoi bisogni, i suoi movimenti e il suo benessere. L’obiettivo non era solamente migliorare la produttività, ma rendere il lavoro più sicuro, meno faticoso e maggiormente adatto a chi lo svolgeva.
Dopo la scomparsa del marito, Lillian applicò questi stessi principi all’ambiente domestico, scegliendo di concentrare le proprie ricerche sulla cucina. Attraverso l’osservazione delle abitudini quotidiane di oltre quattromila donne, analizzò i percorsi, le posture e i movimenti ripetuti che caratterizzavano le attività domestiche. I risultati evidenziarono come molte cucine fossero progettate senza tenere conto delle reali necessità di chi le utilizzava ogni giorno, generando spostamenti inutili, posture scorrette e un maggiore affaticamento fisico.
Le sue ricerche rappresentarono un momento di svolta nella progettazione degli spazi domestici. L’organizzazione delle aree operative, la definizione di altezze adeguate per i piani di lavoro e l’introduzione di soluzioni pensate per ridurre gli spostamenti sono solo alcuni dei principi che hanno influenzato la progettazione della cucina contemporanea. Molte delle soluzioni che oggi vengono considerate naturali derivano proprio dagli studi di Lillian Gilbreth, che ha posto le basi per una progettazione orientata non solo all’efficienza, ma soprattutto al benessere delle persone.
L’approccio introdotto da Lillian Gilbreth ha segnato un cambiamento significativo nel modo di concepire la progettazione della cucina, ponendo le basi dell’ergonomia applicata agli ambienti domestici. Da quel momento, la cucina non è stata più considerata esclusivamente come uno spazio destinato alla preparazione dei pasti, ma come un ambiente progettato intorno alle persone, in cui ogni scelta progettuale è finalizzata a migliorare funzionalità, sicurezza e comfort. Ancora oggi questi principi rappresentano un riferimento fondamentale nella progettazione della cucina contemporanea, confermando l’attualità del contributo offerto da Lillian Gilbreth allo sviluppo dell’interior design e dell’ergonomia domestica.
Per approfondire: Slide dell’Università di Verona sui lavori di Lilian Gilbreth
Chiara Minciotti






























La cucina è uno spazio a me noto per il lavoro.
Pensare che dietro scelte di natura estetica e tecnica ci sia uno studio cosi approfondito, rende ancora piu affascinante il vedere ” muoversi in cucina”.
♥️