Ultimamente è circolata una notizia che ha fatto discutere parecchio sull’Intelligenza Artificiale (AI). Un rapporto di Goldman Sachs dal titolo “Generative AI could raise global GDP by 7%” ha affermato che l’AI potrebbe sostituire fino a 300 milioni di posti di lavoro a tempo pieno in futuro. Questa notizia ha destato preoccupazione tra coloro che sono già diffidenti nei confronti dell’AI.

Ma dobbiamo interpretare questa affermazione attentamente: l’AI è uno strumento che può migliorare l’efficienza e automatizzare alcuni compiti, ma ciò non significa che eliminerà completamente il lavoro umano. A patto che i lavoratori sappiamo come usarla.

In un precedente articolo abbiamo parlato di come solo una piccola parte degli italiani utilizzino l’AI per il proprio lavoro. Nonostante la grande utilità di molti tools già presenti sul mercato, il suo utilizzo è ancora molto limitato. Siamo nella situazione illustrata nella 3ª legge di Douglas Adams (vedi più avanti).

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Nel passato, nuove tecnologie hanno portato a cambiamenti significativi nel mondo del lavoro. Ad esempio, l’automazione delle fabbriche ha comportato la riduzione dei posti di lavoro in alcuni settori, ma allo stesso tempo ha aperto nuove opportunità in altri ambiti. Analogamente, l’IA potrebbe trasformare i ruoli e le competenze richieste, ma non è detto che sostituirà del tutto il lavoro umano.

Le tre leggi fondamentali della “Percezione del Progresso” di Douglas Adams 

1. Tutto quello che si trova nel mondo alla tua nascita è dato per scontato;

2. Tutto quello che viene inventato tra la tua nascita e i tuoi trent’anni è incredibilmente eccitante e creativo e se hai fortuna puoi costruirci sopra la tua carriera;

3. Tutto quello che viene inventato dopo i tuoi trent’anni è un’offesa all’ordine naturale delle cose, è l’inizio della fine della civiltà e solo dopo essere stato in circolazione per almeno dieci anni torna ad essere abbastanza normale.

Douglas Adams

Douglas Adams (1952-2001) è stato uno scrittore, saggista, umorista e drammaturgo britannico, noto per aver creato la serie di libri “Guida galattica per autostoppisti” (The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy), che è diventata un cult della fantascienza e dell’umorismo britannico.

Le sue tre leggi sono l’esempio perfetto di come l’impatto delle innovazioni tecnologiche e scientifiche venga vissuto in modo molto diverso dalle nuove generazioni rispetto a quelle precedenti, e di come la tecnologia stia cambiando il mondo in cui viviamo e il modo in cui le nuove generazioni si adattano ai cambiamenti. Nonostante siano passati oltre quarant’anni dalla loro enunciazione, non hanno mai perso di efficacia.

Tecnologie digitali come l’intelligenza artificiale, i mondi virtuali e, in futuro, il Metaverso non dovrebbero essere viste unicamente come una minaccia eppure lo sono da molti. Piuttosto dovrebbero essere colte come un’opportunità per lo sviluppo futuro delle nuove generazioni. Sebbene queste tecnologie possano rappresentare delle sfide, esse hanno un potenziale, che se ben utilizzato possono avvantaggiare l’intera società. [Fonte: “Evoluzione o Rivoluzione Digitale” di Claudio Pasqua – Atti del Convegno UGL 73° Anniversario – Viaggio nel futuro]

L'intelligenza artificiale non ti porterà via il lavoro: lo faranno coloro che la usano!

Un aspetto importante è che l’AI funziona meglio quando collabora con le persone. L’AI può analizzare grandi quantità di dati, individuare modelli e dare suggerimenti, ma le decisioni finali, l’applicazione di un approccio etico e la gestione di situazioni complesse spettano ancora agli esseri umani. In molti settori, viene utilizzata come assistente o supporto per migliorare l’efficienza e la qualità del lavoro umano.

Inoltre, può creare nuove opportunità lavorative. Mentre alcuni compiti potrebbero essere automatizzati, ci sono altre attività che richiedono competenze umane come la creatività, la capacità di comprendere le emozioni, la leadership e il pensiero critico, che rimarranno fondamentali anche con l’avvento delle nuove tecnologie. Inoltre, l’implementazione dell’AI richiede competenze specializzate come la progettazione, la gestione e la manutenzione dei sistemi, che possono generare nuove opportunità di lavoro.

Infine, è fondamentale che i governi e le istituzioni investano nelle politiche pubbliche e nella formazione per mitigare gli eventuali impatti negativi della sostituzione del lavoro da parte dell’AI. Investire nella formazione e nello sviluppo delle competenze umane, adattando i programmi educativi alle nuove esigenze del mercato del lavoro, può agevolare una transizione più armoniosa e creare nuove opportunità per i lavoratori.

Anche se è vero che l’AI potrebbe portare a dei cambiamenti nel panorama occupazionale, è importante valutare la situazione con attenzione. L’AI è uno strumento che può migliorare il nostro lavoro, ma la collaborazione tra l’AI e le persone rimane essenziale per ottenere i migliori risultati. Invece di temere l’introduzione di questa tecnologia, possiamo considerarla come un alleato che ci aiuta a svolgere compiti più complessi e a concentrarci su ciò che ci rende unici come esseri

L’intelligenza artificiale ci porterà via il lavoro? Ne parleremo in Radio

Ne parleremo in DIRETTA SU WEB-TVe  su FM e su Twitch durante il programma IMPRESA RADIO NETWORK in onda su ANTENNA 1 LA RADIO questo martedì 6 giugno 2023 dalle ore 14 alle 16.

Per inviarci domande o suggerimenti: info@interiorissimi.it

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Come può l’AI migliorare le tue opportunità di trovare lavoro in futuro?

L’Intelligenza Artificiale può offrire numerose opportunità per migliorare le prospettive di lavoro in futuro. Ma è importante assumere un atteggiamento più propositivo (vedi legge n. 2 di Douglas Adams).

Tre sono i punti fondamentali per non rimanere indietro.

1. Lavora in modo più intelligente, non più duro

Nell’ambiente lavorativo di oggi, lavorare in modo più intelligente è diventato fondamentale per ottenere risultati efficaci ed efficienti. Non si tratta semplicemente di lavorare più duramente o di dedicare più ore al lavoro, ma di adottare strategie e approcci che massimizzino la produttività e ottimizzino l’utilizzo delle risorse disponibili.

Lavorare in modo più intelligente implica concentrarsi sulle attività di maggior valore e sulla gestione efficace del tempo. Piuttosto che disperdere le energie su compiti non prioritari o inefficaci, ci concentriamo sulle attività che hanno un impatto significativo sul raggiungimento dei nostri obiettivi. Questo richiede una pianificazione oculata e una chiara comprensione delle priorità.

Un’altra componente chiave del lavorare in modo più intelligente è l’automazione e l’utilizzo di strumenti tecnologici. Sfruttare le tecnologie disponibili per semplificare e automatizzare le attività ripetitive o a basso valore aggiunto ci consente di risparmiare tempo e risorse, liberandoci per concentrarci su compiti più significativi e creativi.

Inoltre, lavorare in modo più intelligente significa sviluppare una buona organizzazione e gestione del tempo. Identifichiamo le nostre ore di maggiore produttività e concentrazione e programmiamo le attività più complesse o importanti per quei momenti. Impariamo a delegare e a utilizzare il supporto delle persone che ci circondano per ridurre il carico di lavoro e concentrarci sulle nostre competenze chiave.

Un altro aspetto cruciale per lavorare in modo più intelligente è il continuo apprendimento e lo sviluppo delle competenze. Cerchiamo opportunità di formazione, corsi o risorse che ci aiutino a migliorare le nostre abilità e competenze, consentendoci di svolgere il lavoro in modo più efficace e di rimanere al passo con le nuove tendenze e tecnologie.

Ad esempio puoi seguire i consigli e le esperienze dei nostri redattori ogni settimana.

2. Familiarizzati con l’AI

Questo passo non può essere trascurato. È essenziale considerare l’IA come parte permanente del nuovo ambiente di lavoro. Le persone che non familiarizzano con l’uso dei vari strumenti stanno diventando rapidamente meno preziose rispetto a coloro che lo sono. Molti strumenti e applicazioni sono gratuiti da usare al momento: testali, esplorali, sfidali. Gli strumenti AI richiedono un nuovo modo di richiedere informazioni e pensare, e ciò richiede pratica.

L’AI è stata progettata per automatizzare compiti ripetitivi, eque e complessi, consentendo agli esseri umani di concentrarsi su compiti più creativi e significativi. La tecnologia può effettivamente svolgere alcune attività in modo più efficiente e accurato rispetto all’uomo, ma non può sostituirne completamente la capacità di ragionamento critico, di adattamento e di empatia.

3. Adotta una mentalità aperta ai cambiamenti e alla crescita personale

Anche se il termine “mentalità aperta” può essere un termine abusato, non c’è modo migliore per descrivere ciò che è necessario sul posto di lavoro oggi. I dipendenti in tutti i settori stanno imparando nuove competenze, quindi è tempo di abbandonare qualsiasi preconcetto o presupposto su come funzionano le cose e “tornare a scuola” ovvero rimanere aperti all’apprendimento costante.

Indipendentemente dal settore in cui lavoriamo, siamo tutti impegnati nell’acquisizione di nuove competenze e conoscenze. Questo significa che dobbiamo sfidare le nostre convinzioni preesistenti su come funzionano le cose e aprirci alle opportunità di apprendimento.

La mentalità di crescita implica un atteggiamento positivo nei confronti dei nuovi compiti e delle sfide che si presentano sul posto di lavoro. Non ci limitiamo a svolgere il nostro lavoro abituale, ma siamo pronti a imparare nuove competenze e ad affrontare nuove sfide.

Questa mentalità ci spinge a considerare gli ostacoli come opportunità di crescita e a cercare soluzioni innovative. Siamo consapevoli che il fallimento è parte integrante del processo di apprendimento e non ci scoraggiamo di fronte alle sfide. Al contrario, le vediamo come occasioni per migliorare e progredire.

La mentalità aperta richiede anche umiltà nell’ammettere che non sappiamo tutto e che possiamo sempre imparare dagli altri. Siamo aperti alla collaborazione e al confronto con i colleghi, riconoscendo che ognuno ha qualcosa da insegnare.

Per adottare una mentalità aperta ai cambiamenti, è importante dedicare del tempo alla formazione e allo sviluppo personale. Possiamo partecipare a corsi, seminari o conferenze per ampliare le nostre competenze e rimanere aggiornati sulle ultime novità del nostro settore.

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Conclusioni

Che a noi piaccia o no l’Intelligenza Artificiale rivoluzionerà il modo in cui lavoriamo oggi. Tuttavia, è fondamentale concentrarsi sui vantaggi potenziali che può offrire, come un aumento dello standard di vita grazie a un lavoro più produttivo e a servizi più convenienti.

L’idea che l’automazione e l’Intelligenza Artificiale provochino un aumento della disoccupazione è un’affermazione inesatta se non si forniscono le dovute precisazioni. In realtà, questi avanzamenti potrebbero portare a un enorme aumento di nuove posizioni lavorative.

Secondo il Future of Jobs Report del World Economic Forum, entro il 2025 circa 85 milioni di posti di lavoro saranno sostituiti da macchine dotate di intelligenza artificiale. Tuttavia, il rapporto stesso afferma che entro lo stesso periodo l’IA contribuirà anche a creare circa 97 milioni di nuovi posti di lavoro.

Di conseguenza, la vera domanda non è se l’Intelligenza Artificiale cambierà le cose, ma piuttosto come le aziende e i lavoratori possono utilizzarla in modo efficace in modi che abilitano, anziché sostituire, la forza lavoro umana. L’AI renderà gli esseri umani più veloci, efficienti e produttivi.

Pertanto, solo le aziende e i lavoratori che si adatteranno ai cambiamenti tecnologici e investiranno in competenze in questo settore potranno cogliere le opportunità offerte dall’AI. Al contrario, coloro che non si adeguano rischieranno di rimanere indietro e di perdere tali opportunità.

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Giornalista scientifico. Dopo gli studi al Politecnico di Torino, laurea in ingegneria, e un Master in Scienze della Comunicazione svolge le sue prime docenze presso la Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Nel 1998, sotto la supervisione del direttore del laboratorio modelli reali e virtuali, realizza l’opera multimediale vincitrice del Premio Compasso d’Oro Menzione d’Onore. Ha collaborato e diretto da oltre 20 anni decine di testate giornalistiche. Ha pubblicato due libri sulla comunicazione digitale di impresa ed è stato relatore di tesi al Matec – Master in Progettazione e Management del Multimedia per la Comunicazione (Torino) e all’estero (Miami, USA). Attualmente insegna comunicazione digitale e nuovi media, giornalismo scientifico e materie legate alla progettazione architettonica e alla bioarchitettura. Contatti Email: info@interiorissimi.it

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