Lumen e Lux sono unità di misura della luminosità, ma si riferiscono a concetti differenti.

Il Lumen (simbolo: lm) è l’unità di misura del flusso luminoso, ovvero della quantità totale di luce emessa da una sorgente in tutte le direzioni. Si usa per indicare la luminosità di una lampada, ad esempio.

Il Lux (simbolo: lx) è invece l’unità di misura dell’illuminamento, ovvero della quantità di luce che arriva su una superficie in un dato punto. Si usa per indicare la quantità di luce che arriva su una superficie illuminata, ad esempio una stanza.

Il calcolo del Lux dipende dal flusso luminoso emesso dalla sorgente e dalla distanza tra la sorgente e la superficie illuminata.

Per esempio, se una lampada emette un flusso luminoso di 1000 lm e la superficie illuminata si trova a una distanza di 1 metro dalla lampada, l’illuminamento sulla superficie sarà di 1000 lux. Se la superficie illuminata si trova a 2 metri di distanza, l’illuminamento sarà di 250 lux.

La conversione tra Lumen e Lux dipende dall’area della superficie illuminata.

Per calcolare i Lux a partire dai Lumen, bisogna dividere il flusso luminoso per l’area della superficie illuminata in metri quadrati. Ad esempio, se una lampada emette un flusso luminoso di 1000 lm e illumina una superficie di 10 metri quadrati, l’illuminamento sulla superficie sarà di 100 lux (1000 lm diviso 10 metri quadrati).

Per calcolare i Lumen a partire dai Lux, bisogna moltiplicare l’illuminamento per l’area della superficie illuminata in metri quadrati. Ad esempio, se una superficie è illuminata da 200 lux e ha un’area di 5 metri quadrati, il flusso luminoso emesso dalla sorgente sarà di 1000 lm (200 lux moltiplicato per 5 metri quadrati).

Valori medi in lux per ogni ambiente della casa

  • Ingresso: 100-300 lux
  • Soggiorno: 200-400 lux
  • Cucina: 400-600 lux
  • Sala da pranzo: 300-500 lux
  • Camera da letto: 50-200 lux
  • Bagno: 300-500 lux
  • Studio/Lettura: 300-500 lux

È importante notare che questi valori sono solo indicativi e che la quantità di luce necessaria può variare a seconda delle preferenze personali e delle esigenze specifiche di ogni individuo. In generale, la luce dovrebbe essere sufficiente per svolgere le attività quotidiane in modo confortevole senza affaticare gli occhi

La sensibilità fotopica diminuisce con l’età

Sì, è noto che la sensibilità dell’occhio umano alla luce, nota come senilità fotopica, tende a diminuire con l’età. Questo fenomeno è legato alla riduzione del numero di cellule fotosensibili presenti nella retina dell’occhio, e alla diminuzione della capacità di queste cellule di produrre un segnale nervoso in risposta alla luce.

In particolare, la sensibilità all’illuminazione diurna, ovvero alla luce intensa, tende a diminuire più rapidamente rispetto alla sensibilità all’illuminazione notturna, ovvero alla luce debole. Questo significa che, con l’avanzare dell’età, l’occhio umano diventa meno sensibile alla luce intensa, ma mantiene una certa capacità di percepire la luce debole. Tuttavia, la diminuzione della sensibilità fotopica può variare da persona a persona e dipendere anche da fattori come lo stile di vita e la presenza di eventuali patologie oculari.

Efficienza energetica, dal 1° settembre nuove etichette per le sorgenti luminose. Come funzionano e quanto si potrà risparmiare

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui