Le mascherine, amate e odiate dagli abitanti italiani, divennero obbligatorie con il DPCM 26 Aprile 2020

Tuttavia rimane uno dei migliori metodi per limitare la diffusione dei virus, checché se ne dica. 

In quanto Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) sono infatti in grado di limitare l’esposizione a sostanze esterne come batteri, virus e polveri sottili e vengono considerate una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus Covid-19.

E sono importanti, tanto che noi le consigliamo comunque in casi di sovraffollamento in luogo pubblici. Tuttavia non sono gli unici metodi (sono complementari appunto): importante anche il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Ma questi ultimi sono difficili da mantenere dunque consigliamo la scrupolosa attenzione alla disinfezione delle mani dopo contatti con altre superfici o persone. 

Il fatto che oggi si possa entrare in tutti i  negozi senza mostrare alcuna certificazione non è un indice che ci impedisca di utilizzare precauzioni, tanto è vero che noi stessi osserviamo che nei supermercati gli addetti alle casse continuano a mantenerla e lo stesso facciamo noi clienti. 

Fino al 15 giugno, inoltre proseguirà l’obbligo di indossare al chiuso la mascherina:

  • nei trasporti a lunga percorrenza e locale
  • in ospedali, presidi sanitari e rsa;
  • nei cinema, teatri e palazzetti dello sport.

È quanto prevede un’ordinanza emanata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e che prevede una raccomandazione ad indossare comunque la mascherina in tutte le situazioni a rischio di contagio fino alla stessa data. Nei bar e nei ristoranti, dunque, la protezione non sarà più richiesta, così come nei negozi, almeno per quanto riguarda i clienti. Per quanto riguarda titolari e addetti bisognerà aspettare l’esito di un nuovo incontro, dopo quello già avvenuto il 6 aprile scorso, in programma il 4 maggio prossimo sui protocolli Covid tra le parti sociali e il ministro del Lavoro, Andrea Orlando.

 

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