Dalle nuove piattaforme di realtà virtuale al Metaverso, cosa ci aspettiamo da questa ri-evoluzione del mondo del lavoro? 

Il Metaverso ha il potenziale per cambiare radicalmente il modo in cui lavoriamo. Ma non si sa ancora esattamente come trasformerà il nostro mondo. Ciò è dovuto in parte al fatto che la tecnologia necessaria per renderlo una realtà non è ancora completamente realizzata e in parte perché non è chiaro come le aziende utilizzeranno  questo nuovo paradigma. Attualmente, quello che stiamo vivendo è un mondo che potremmo chiamare “proto-metaverso”.

La Realtà Virtuale (VR) è solo uno dei tanti modi per interagire con questo “ecosistema digitale” e potrebbe non essere necessariamente l’interfaccia più importante né quella più utilizzata. Qualsiasi saranno gli ambienti in cui lavoreremo, potranno esserci vantaggi o svantaggi nell’uso della VR. Tra i vantaggi quella di migliorare le riunioni, la configurazione di prodotti e servizi, il design del prodotto, il decision making, l’onboarding e la formazione.

“Il metaverso Possiamo intenderlo come un ecosistema digitale di mondi virtuali”
Claudio Pasqua

Il termine “metaverso” è stato coniato da Neal Stephenson nel suo romanzo “Snow Crash” del 1992, dove si riferiva a un universo virtuale condiviso in cui le persone potevano interagire tra di loro in modo completamente immersivo. Da allora, il concetto di metaverso ha guadagnato sempre più attenzione e popolarità.

Tuttavia, è importante sottolineare che, al momento, in quanto entità unica e concreta questo “luogo” non esiste ancora. Ci sono piuttosto mondi virtuali e ambienti digitali che forniscono un’esperienza simile a quella descritta nel concetto di metaverso.

Per esempio, Second Life, lanciato nel 2003, è stato uno dei primi ambienti virtuali a guadagnare una grande base di utenti. Allo stesso modo, giochi come World of Warcraft e Minecraft offrono esperienze di gioco online condivise che potrebbero essere considerate “mondi virtuali”.

Ci sono anche piattaforme di realtà virtuale come Oculus e HTC Vive, con esperienze immersive e interattive in ambienti 3D. Tuttavia, questi mondi virtuali e piattaforme VR sono ancora considerati come esperienze separate piuttosto che come parti di un Metaverso unificato.

Inoltre, ci sono alcune società e progetti che stanno lavorando per creare un metaverso più completo e unificato. Ad esempio, la società di tecnologia blockchain Decentraland sta creando un mondo in cui gli utenti possono acquistare e possedere terreni virtuali e creare esperienze condivise.

Cos’è il metaverso allora?

Il termine metaverso si riferisce generalmente a un mondo digitale 3D condiviso e persistente dove le persone lavorano e giocano.

The Metaverse And How it Will Revolutionize EverythingMatthew Ball, autore di quello che è considerato l’autore di uno dei migliori libri sul metaverso, definisce questo come un “universo” avente le seguenti caratteristiche:

  • Massicciamente scalabile, interoperabile, in 3D in tempo reale;
  • Sincronicità e persistenza;
  • Continuità di dati, identità, storia, diritti, oggetti e pagamenti tra i mondi.

Come Ball e altri fanno notare, la tecnologia per realizzare molte di queste funzionalità richieste è ancora in fase di sviluppo.

Ad esempio, abbiamo mondi 3D, ma non scalano facilmente oltre qualche centinaio di utenti che partecipano a una conferenza, e supportano molte meno persone se c’è qualche tipo di interazione coinvolta.

Al momento, c’è pochissima continuità di storia, diritti e oggetti tra i mondi virtuali. Potrebbe richiedere altri cinque o dieci anni per risolvere i problemi tecnici necessari a farlo. Potrebbe anche richiedere ancora più tempo per risolvere le questioni contrattuali e sulla privacy dei dati.

UGL: un viaggio nel futuro del mondo del lavoro

Un nuovo paradigma lavorativo

Nonostante le difficoltà il Metaverso sta diventando sempre più popolare grazie alla sua capacità di offrire un nuovo paradigma lavorativo. L’ufficio virtuale è una delle applicazioni più interessanti per le aziende, capace di poter offrire in futuro la possibilità di lavorare in un ambiente digitale che unisce aspetti fisici e virtuali.

Con il lavoro agile diventato sempre più diffuso, l’ufficio virtuale è diventato un modo efficace per superare i problemi del lavoro da remoto e mantenere la coesione dei dipendenti. Grazie ai mondi virtuali, e prossimamente al Metaverso, è già possibile creare uno spazio virtuale in cui i dipendenti possono collaborare e comunicare tra loro come se fossero in un ufficio fisico. L’onboarding o socializzazione organizzativa, ovverp  il meccanismo attraverso il quale i nuovi dipendenti acquisiscono le conoscenze, le competenze e i comportamenti necessari per diventare membri e insider organizzativi efficaci, potrebbe uscirne rafforzato con queste nuove metolodogie digitali, con un vantaggio sia per i dipendenti che per le aziende.

L’ufficio virtuale è anche flessibile e adattabile alle esigenze delle aziende. È possibile personalizzarlo in base alle specifiche esigenze dell’azienda, migliorando l’efficienza e la produttività. Inoltre, queste tecnologie offrono una maggiore sicurezza e privacy rispetto alle tradizionali piattaforme di lavoro online.

Le grandi aziende tech stanno già iniziando a sperimentare l’utilizzo dell’ufficio virtuale in mondi virtuali che assomigliano per certi versi alla descrizione di un Metaverso. Ad esempio, Facebook ha creato Horizon Workrooms, un’applicazione che consente ai dipendenti di lavorare insieme in un ambiente virtuale. Anche Microsoft ha annunciato di avere in programma di integrare Teams in un mondo digitale.

Il Metaverso cambierà il modo in cui lavoriamo, esattamente come lo hanno cambiato i media digitali (dai social media alle tecnologie immersive), offrendo una nuova esperienza lavorativa che integra l’aspetto fisico e virtuale. L’ufficio virtuale nel Metaverso offrirà nuove opportunità alle aziende, tra cui una maggiore flessibilità, sicurezza e privacy. Inoltre, questa nuova modalità di lavoro può migliorare la produttività e la coesione del team, nonostante la distanza fisica.

I mondi virtuali come nuova opportunità di lavoro 

Chi scrive ritiene che il metaverso rappresenti un’opportunità per chi lavora e fonda nuove startup allo stesso modo in cui ha fatto Internet negli anni ’90.   Molti come me sostengono che, se organizzato correttamente, i mondi virtuali del metaverso aumenteranno il cameratismo dei telelavoratori, la collaborazione, accelereranno la formazione, ridurranno la necessità di spazio d’ufficio e renderanno il lavoro in generale un posto più stimolante. Almeno questa è la promessa delle presentazioni come quella del magnate dei social media Mark Zuckerberg, la cui rinominazione di Facebook in Meta alla fine del 2021 ha suscitato interesse commerciale in un concetto che contemporaneamente non è nuovo e non esiste ancora.

Il Metaverso toglierà posti di lavoro?

Alcuni ritengono che mentre il metaverso renderà molte attività più semplici, potrebbe minacciare di eliminare molti posti di lavoro esistenti.

Tuttavia ha anche il potenziale di creare nuovi posti di lavoro in settori come la ridefinizione di contenuti digitali, la progettazione di ambienti virtuali e lo sviluppo di tecnologie e servizi per il metaverso stesso. Tuttavia, come ogni nuova tecnologia, potrebbe anche eliminare alcuni posti di lavoro esistenti che potrebbero diventare obsoleti.  Per questo dobbiamo formare le nuove generazioni di lavoratori e  insegnare loro come operare in modo efficace in questi mondi virtuali in modo che dipendenti altrimenti efficaci non rimangano indietro e non diventino tecnologicamente inoccupabili.

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L’articolo è parte dell’intervento  dell’autore EVOLUZIONE O RIVOLUZIONE DIGITALE? Come i mondi virtuali stanno ridefinendo il futuro del lavoro e delle imprese”  del 24 marzo a Roma presso lo CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) in occasione del  Convegno “UGL, 73º Anniversario “VIAGGIO NEL FUTURO”

Per approfondire

Differenze tra Metaverso, Realtà Virtuale (VR), Realtà Immersiva (AR) e Realtà Mista (MR)

Il Metaverso, la realtà virtuale (VR), la realtà immersiva (AR) e la realtà mista (MR) sono tutti termini usati per descrivere esperienze digitali e interattive, ma ci sono alcune differenze importanti tra di loro.

Quando parliamo di Metaverso, utilizziamo un termine che descrive un mondo virtuale in cui le persone possono interagire in tempo reale con un ambiente condiviso. Una una sorta di universo digitale, in cui gli utenti possono muoversi e interagire tra di loro come se fossero fisicamente presenti nello stesso spazio, attraverso avatar o altre forme di rappresentazione digitale. Questo paradigma ha il potenziale per essere un’esperienza sociale, educativa, commerciale e di intrattenimento completamente immersiva.

La realtà virtuale (VR) è una tecnologia che crea un’esperienza completamente immersiva in un ambiente digitale. Gli utenti indossano occhiali VR o altri dispositivi di visualizzazione per entrare in un ambiente virtuale che sembra reale, ma è completamente creato digitalmente. Inoltre, gli utenti possono interagire con l’ambiente attraverso il movimento fisico o l’utilizzo di controller.

La realtà immersiva (AR) è una tecnologia che sovrappone elementi digitali, come immagini, su una vista del mondo reale. Un esempio comune di AR è l’utilizzo di filtri su Instagram o Snapchat. Gli utenti vedono ancora il mondo reale intorno a loro, ma gli elementi digitali si sovrappongono su questa vista.

La realtà mista (MR) combina la realtà virtuale e la realtà aumentata, creando un’esperienza che sovrappone elementi digitali in un ambiente completamente virtuale. In pratica, la MR consente agli utenti di vedere il mondo reale intorno a loro, ma anche di interagire con elementi digitali che sembrano essere presenti nello stesso spazio fisico.

Per riassumere, il metaverso è un ambiente virtuale condiviso, la realtà virtuale crea un ambiente completamente digitale, la realtà aumentata sovrappone elementi digitali sul mondo reale, e la realtà mista combina la realtà virtuale e la realtà aumentata per creare un’esperienza ibrida.

Partono da Torino i primi corsi di Interior Design nel Metaverso

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Giornalista scientifico. Dopo gli studi al Politecnico di Torino, laurea in ingegneria, e un Master in Scienze della Comunicazione svolge le sue prime docenze presso la Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Nel 1998, sotto la supervisione del direttore del laboratorio modelli reali e virtuali, realizza l’opera multimediale vincitrice del Premio Compasso d’Oro Menzione d’Onore. Ha collaborato e diretto da oltre 20 anni decine di testate giornalistiche. Ha pubblicato due libri sulla comunicazione digitale di impresa ed è stato relatore di tesi al Matec – Master in Progettazione e Management del Multimedia per la Comunicazione (Torino) e all’estero (Miami, USA). Attualmente insegna comunicazione digitale e nuovi media, giornalismo scientifico e materie legate alla progettazione architettonica e al design Ha fondato ADI - Agenzia Digitale Italia, per la diffusione di notizie stampa su media web, radio e TV locali e nazionali Contatti Email: info@interiorissimi.it

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