Volete migliorare l’interno della vostra abitazione con poco semplici passaggi? Tutto dipende da come riusciamo a interpretare e percepire lo spazio intorno a noi. Un Interior Designer è in grado a partire da questi passaggi di reinterpretare lo spazio al meglio. 

Quello che vediamo, non è quello che vede il nostro cervello… questo infatti, riceve circa 40 milioni di input al secondo: suoni, temperatura, luci, e così via.. ecco perché, la maggior parte delle volte, il nostro cervello crea delle scorciatoie (chiamate euristiche), ed è proprio grazie ad esse che possiamo vedere alcune forme chiuse anche quando queste non esistono.

kanitsa

Principio di chiusura o completamento

Il triangolo di Kanizsa è un’illusione ottica, descritta per la prima volta nel 1955 dallo psicologo italiano Gaetano Kanizsa.

Nella figura “vediamo” due triangoli equilateri bianchi, l’uno sovrapposto all’altro, anche se nessuno dei due triangoli è effettivamente disegnato.

Questo effetto è conosciuto come profilo soggettivo o illusorio.

L’ effetto illusorio viene spesso utilizzato nella realizzazione di figure come i marchi, i loghi di prodotti o aziende.

Ne è un esempio il marchio Carrefour. Agli occhi di un osservatore poco attento, il logo potrebbe sembrare formato da un triangolo e una freccia.

In realtà, riprendendo i colori della bandiera francese, rappresenta in negativo una “C” bianca, all’interno di un rombo rosso e blu. [qui per approfondire]

Questo principio è stato studiato dalla psicolgoia della Gestalt (dal tedesco Gestaltpsychologie, ‘psicologia della forma’ o ‘rappresentazione’), una corrente psicologica incentrata sui temi della percezione e dell’esperienza. Nata e sviluppatasi agli inizi del XX secolo in Germania (nel periodo tra gli anni Dieci e gli anni Trenta).

Questo principio afferma che il nostro cervello tende a percepire forme chiuse anche se nella realtà non lo sono.

Sfruttando le leggi della forma, possiamo mettere in risalto “mettere in cornice” un punto in particolare, creando l’effetto di chiusura, ad esempio utilizzando un tappeto in sala da pranzo, o un arco per evidenziare un passaggio.

All’interno di una immagine gli elementi simili tra loro vengono percepiti come un elemento unico e distinto, questa somiglianza può scaturire dalla forma, dal colore e dalla posizione. Con questo principio, è possibile influenzare ciò che le persone vedono o credono di vedere, e spingere a vedere le cose in un determinato modo a seconda di come vengono presentate.

Nel logo IBM ad esempio si applica la regola della prossimità: riconosciamo istantaneamente la sagoma delle tre lettere perché tendiamo a percepire gli oggetti che sono vicini tra loro come una serie di linee, come un gruppo.

Combinando la percezione, le illusione ottiche e la conoscenza dell’Interior design contemporaneo possiamo ottenere effetti sorprendenti.

Con la comprensione dell’effetto del colore e della luce sulla percezione dello spazio, possiamo modellare e modificare l’esperienza visiva della stanza. È possibile dunque correggere l’interno di un ambiente, senza riprogettare o togliere, rompendo i vecchi muri e creandone di nuovi. Una stanza può essere visivamente ingrandita, approfondita, allargata, aumentata, ristretta o abbassata.

Maurits Cornelis Escher, la sfida dei limiti
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Scegliamo i colori con saggezza

La percezione di un ambiente può essere guidata, modificata da un abile Interior Designer, ad esempio dipingendo le superfici, utilizzando materiali diversi o applicando diversi rivestimenti. La disposizione dei colori o delle trame in un ambiente cambia la prospettiva, facendo apparire la stanza più alta, più lunga, più ampia o mettendo in risalto un particolare elemento.

  • Allargare lo spazio: per creare una sensazione di spaziosità in un ambiente, il metodo migliore è utilizzare colori chiari che riflettano la luce naturale e facciano apparire le superfici più grandi.

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  • Compattare lo spazio: quando l’idea è di rendere la stanza più compatta, piccola e accogliente, optare per colori più forti sulle superfici delle pareti può funzionare bene. Assorbiamo la maggior parte della luce naturale, dando una sensazione di chiusura che può essere benefica per determinate funzioni.

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  • Abbassare il soffitto: ci sono momenti in cui abbassare l’altezza del soffitto può rendere lo spazio più piacevole e dare una sensazione di accoglienza. Quando lo si dipinge in un colore più scuro rispetto alle pareti o si lascia visibile la trama del materiale, questa caratteristica darà l’impressione che il soffitto sia più basso.

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  • Allungare lo spazio: in altre situazioni è esattamente l’opposto. Ci sono appartamenti in cui i soffitti più bassi danno un’atmosfera claustrofobica agli spazi. Dipingere le pareti con un colore più scuro e lasciare il soffitto bianco lo fa percepire come un soffitto più alto.
  • Ampliare lo spazio: dipingere la parete di fondo e il soffitto con gli stessi colori più scuri e lasciare le pareti laterali più chiare, farà apparire lo spazio più ampio e spazioso. Questa è una tecnica ampiamente utilizzata nei corridoi o nelle stanze strette.
  • Restringere lo spazio: dipingere di colori scuri le due pareti laterali contrapposte e lasciare lo sfondo e il soffitto in colori chiari, renderà lo spazio più stretto alla vista, migliorando le proporzioni degli ambienti dalle dimensioni sbilanciate.

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  • Accorciare lo spazio: in uno spazio molto grande, per farlo apparire più intimo, investiamo in toni scuri sulle pareti di fondo in contrasto con colori più chiari altrove, ad esempio nei complementi di arredo.

  • Evidenziare un muro: si consiglia di mantenerlo di un colore più chiaro, rispetto agli altri con una tinta più scura.

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  • Accorciare le pareti: in questo caso funzionerà l’applicazione di una tonalità più scura sul fondo del muro.

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Non dimentichiamo l’illuminazione e gli specchi

Come il colore, l’illuminazione, il posizionamento degli elementi interni, le linee, le forme, gli specchi integrati (orizzontali o verticali) e persino lo stile delle attrezzature interne e i materiali di finitura possono modificare lo spazio interno perché hanno un impatto significativo sulle dimensioni, e percezioni di uno spazio.

Gli specchi sono adatti in stanze di piccole dimensioni e per ampliare uno spazio come bagni e corridoi e ambienti angusti e poco illuminati.

Anche il tipo di materiale influisce molto (legno, metallo, vetro, plastica, tessuti, ecc) o caratteristiche del materiale (motivo, trama, colore, lucentezza, ecc).

Quando progettiamo un interno, possiamo alterare variabili molto importanti come l’illuminazione artificiale, la luce naturale, le proporzioni o materiali.

Se c’è un obiettivo nell’Interior design, è quello di ottenere il massimo dai nostri interni. Si tratta dunque di sfruttare al massimo il potenziale di un ambiente, tramite anche le illusioni ottiche, per creare cambiamenti significativi. Molte volte abbiamo bisogno di tali strategie per aiutare l’osservatore a percepire un ambiente migliore rispetto a quello che è in realtà.

La conoscenza di queste tattiche è l’arma segreta di un Interior designer!

Emanuela Talarico

Come arredare la nostra casa evitando gli errori più comuni

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