Millennial e Gen Z: L’Immortalità della Stampa nel Trovare Scapegoat Moderni per il Clickbait

Carissimi lettori e lettrici, è giunto il momento di ammetterlo: i Millennial e la Gen Z sono le star indiscusse del giornalismo contemporaneo. In qualsiasi articolo tu legga, su qualsiasi tema, queste due generazioni vengono chiamate in causa più spesso di un politico in campagna elettorale.

Sì, avete capito bene! Quando il giornalista medio si trova di fronte a una notizia eccessivamente banale, alla ricerca disperata di un titolo accattivante, ecco che salta fuori il salvatore dell’editoria moderna: i Millennial e la Gen Z! A quanto pare, queste due generazioni hanno preso il posto delle vecchie scuse come il tempo atmosferico o i classici gatti sul pianoforte. Ma quali sono le ultime “accuse” che hanno reso immortale questa pratica giornalistica?

Millennial e Gen Z vanno pazzi per...

1. I Millennial e la Gen Z e il cambiamento climatico

Ah, il classico connubio tra i Millennial, la Gen Z e il cambiamento climatico! Pare proprio che ogni volta che si parli di problemi ambientali, queste due generazioni siano automaticamente coinvolte, come se fossero i villain dell’ecosistema. Ma vediamo di sfatare questo mito.

Avete presente Greta Thumberg? Soprattutto dai boomer è stata accusata di ogni cosa: di fare catastrofismo, di non capire nulla del cambiamente climatico (nonostante tutto il mondo scientifico mondiale le dia ragione), di marinare la scuola, e altre atrocità che farebbero accapponare la pelle alla Monaca di Monza.

Il cambiamento climatico è un fenomeno complesso, causato principalmente dall’emissione di gas serra nell’atmosfera, come il biossido di carbonio (CO2) e il metano. Queste emissioni provengono in larga parte da industrie, trasporti e produzione di energia a base di combustibili fossili, settori che sono stati sviluppati e dominati ben prima che queste generazioni entrassero in scena.

Se vogliamo parlare di sensibilizzazione e attivismo ambientale, allora sì, possiamo dare credito alle giovani generazioni. I Millennial e la Gen Z hanno dimostrato un notevole interesse nei confronti delle tematiche ambientali e della necessità di proteggere il nostro pianeta per le generazioni future. Sono stati protagonisti di importanti movimenti come “Fridays for Future” guidato da Greta Thunberg, dimostrando una volontà di cambiamento e di lotta contro il riscaldamento globale.

Ovviamente, come in ogni generazione, ci sono individui che agiscono in modo irresponsabile nei confronti dell’ambiente, ma questo è vero per tutte le fasce d’età. Inoltre, attribuire la colpa dei problemi ambientali a un’intera generazione è una generalizzazione scorretta e semplicistica.

Dobbiamo ricordare che affrontare il cambiamento climatico è una sfida che riguarda tutti noi, indipendentemente dall’età. Ogni individuo, indipendentemente dalla generazione di appartenenza, può fare la differenza nel proprio piccolo adottando comportamenti eco-friendly, promuovendo politiche sostenibili e sostenendo iniziative che mirano a ridurre l’impatto ambientale.

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2. L’economia va male? Colpa dei giovani

Quando i dati economici vanno male, anziché analizzare politiche, mercati e fattori globali, la stampa sceglie di puntare il dito contro i giovani. Che sia il costo delle case, la diminuzione delle nascite o la disoccupazione, c’è sempre qualche studio pseudo-scientifico che prova che i Millennial e la Gen Z sono la causa di tutto (non hanno voglia di lavorare). Eppure, nessuno sembra mettere in discussione la correlazione tra le politiche economiche disastrose e le conseguenze sulla gioventù.

Ah, la classica colpa dei giovani quando l’economia va male. Come sempre, la stampa trova il modo di incolpare i Millennial e la Gen Z per ogni problema economico che affligge la società. Ma è davvero così?

In realtà, attribuire la colpa dell’economia in crisi ai giovani è un ragionamento fuorviante e ingiusto. L’economia è un sistema complesso influenzato da molteplici fattori, tra cui politiche governative, mercati globali, cambiamenti tecnologici, e così via. Non ha senso scaricare la responsabilità sugli individui di una specifica fascia d’età.

I giovani di oggi stanno affrontando sfide economiche diverse rispetto alle generazioni precedenti. Sono spesso oberati da un elevato debito per l’istruzione, devono far fronte a un mercato del lavoro sempre più competitivo e spesso si trovano ad affrontare salari stagnanti e un accesso alla proprietà immobiliare difficile. Tutti questi problemi sono risultato di decisioni politiche, trend economici e cambiamenti sociali che non sono imputabili ai giovani stessi.

Inoltre, i giovani sono spesso tra i principali attori dell’innovazione e della crescita economica. Sono la forza trainante di nuove idee, startup e iniziative imprenditoriali che contribuiscono allo sviluppo economico.

L’economia è un sistema interconnesso, e le sfide che affrontiamo oggi sono il risultato di azioni e decisioni che hanno coinvolto più di una generazione. Incolpare i giovani è solo un modo facile per sfogare le frustrazioni e trovare un capro espiatorio.

Piuttosto che addossare la colpa ai giovani, dovremmo cercare soluzioni condivise che coinvolgano tutte le generazioni. Sviluppare politiche economiche inclusive, investire nell’istruzione e nella formazione professionale, e promuovere l’innovazione e la sostenibilità sono solo alcune delle vie percorribili per affrontare le sfide economiche.

 

3. I giovani distruggono [inserire qualsiasi cosa]

Ecco un altro classico cliché: “I giovani distruggono [inserire qualsiasi cosa]”. Quante volte abbiamo sentito questa frase nel corso degli anni? Sembrerebbe che i giovani abbiano un talento innato per distruggere tutto ciò che è bello e prezioso nel mondo. Ma sarà davvero così?

In realtà, questa affermazione è frutto di una generalizzazione ingiusta e superficiale. I giovani, come ogni altra generazione prima di loro, sono un gruppo eterogeneo con opinioni e comportamenti diversi. È vero che alcune tendenze culturali o abitudini possono cambiare nel corso del tempo, ma attribuire la responsabilità di “distruggere” qualcosa interamente ai giovani è irrazionale e poco accurato.

Ad esempio, spesso si sente dire che i giovani distruggono la musica, preferendo i generi moderni rispetto a quelli “classici”. Ma la verità è che la musica è sempre stata in costante evoluzione nel corso della storia, e i gusti cambiano naturalmente con il passare del tempo. Questo non significa che i giovani stiano distruggendo la musica, ma semplicemente che hanno gusti diversi rispetto alle generazioni precedenti.

La moda è un altro campo in cui si accusa i giovani di distruggere gli standard estetici del passato. Tuttavia, la moda è un’arte mutevole che si rinnova costantemente, e ciò che oggi sembra stravagante o fuori moda potrebbe diventare un’icona di stile nel futuro.

Lo stesso ragionamento vale per l’utilizzo di nuove tecnologie e strumenti digitali. I giovani sono spesso pionieri nell’adozione di nuove piattaforme e tendenze tecnologiche, ma questo non implica che stiano distruggendo le tradizioni o il modo di vivere delle generazioni precedenti.

Dobbiamo smettere di cercare un nemico nei giovani e di colpevolizzarli per i cambiamenti che sono parte integrante dell’evoluzione della società. Invece di demonizzare le nuove generazioni, dovremmo riconoscere il loro contributo positivo e il loro ruolo nella costruzione del futuro. I giovani portano nuove idee, prospettive e energie che possono arricchire la nostra cultura e la nostra società.

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4. La fine del mondo è vicina, e lo sappiamo grazie ai Millennial e alla Gen Z

Ah, la fine del mondo è vicina, e questa volta sembra che i Millennial e la Gen Z siano i colpevoli! Ogni volta che si parla di una crisi globale o di un evento catastrofico, ecco spuntare i giovani come i profeti dell’apocalisse.

Ma è davvero così? È giusto incolpare i giovani per tutte le ansie riguardanti il futuro del pianeta?

In realtà, l’idea che i Millennial e la Gen Z abbiano una particolare predisposizione per prevedere la fine del mondo è solo un esempio di come la stampa possa enfatizzare certi elementi per creare titoli sensazionalistici e attirare l’attenzione dei lettori.

Sì, è vero che queste generazioni hanno dimostrato un notevole interesse per le tematiche ambientali e hanno portato alla ribalta l’importanza della sostenibilità e della lotta contro il cambiamento climatico. Hanno partecipato a manifestazioni, proteste e hanno sollevato gravi preoccupazioni riguardo all’inquinamento e alla distruzione dell’ecosistema.

Tuttavia, attribuire ai giovani la colpa della sensazione di imminente apocalisse è semplicistico e poco accurato. Le preoccupazioni riguardanti il futuro del nostro pianeta sono condivise da molte persone di tutte le età e non sono affatto infondate. La crisi climatica è una realtà e le prove scientifiche sono chiare riguardo al fatto che azioni decisive devono essere intraprese per evitare danni irreparabili.

Inoltre, storicamente, ogni generazione ha avuto le proprie paure riguardo al futuro, dalle guerre nucleari alla sovrappopolazione. Le preoccupazioni sul destino del mondo sono sempre state presenti, e sarebbe sbagliato imputarle esclusivamente ai giovani di oggi.

La chiave sta nell’affrontare questi problemi con responsabilità e collaborazione tra tutte le generazioni. Invece di incolpare i giovani, dovremmo accogliere il loro impegno per il cambiamento e unire le forze per trovare soluzioni sostenibili e durature.

Insomma, cari lettori, la stampa non smette mai di stupirci con la sua capacità di individuare capri espiatori moderni. I Millennial e la Gen Z sono ormai le vere celebrità dei titoli di giornali, immortalati nelle pagine web e stampate dei quotidiani. Chissà cosa riserverà il futuro, quando verrà la prossima generazione, ma per adesso lasciamo stare i giovani e cerchiamo di approfondire le vere notizie con analisi serie e basate sui fatti. Altrimenti rischiamo di ritrovarci, chissà, forse anche noi, a fare la figura degli zii rantolanti contro i “giovani di oggi”!

Una profezia?

Anche i Millennial (i nati dal 1980) e la Gen Z (i nati dal 1990) invecchiano: molto di loro hanno già famiglia, le prime tasse da pagare e qualche figlio da mantenere. Ma attenzione, tra poco arriverà la Generazione Alpha a dare nuove opportunità di Clickbait ai giornali. Stay Tuned!

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Giornalista scientifico. Dopo gli studi al Politecnico di Torino, laurea in ingegneria, e un Master in Scienze della Comunicazione svolge le sue prime docenze presso la Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Nel 1998, sotto la supervisione del direttore del laboratorio modelli reali e virtuali, realizza l’opera multimediale vincitrice del Premio Compasso d’Oro Menzione d’Onore. Ha collaborato e diretto da oltre 20 anni decine di testate giornalistiche. Ha pubblicato due libri sulla comunicazione digitale di impresa ed è stato relatore di tesi al Matec – Master in Progettazione e Management del Multimedia per la Comunicazione (Torino) e all’estero (Miami, USA). Attualmente insegna comunicazione digitale e nuovi media, giornalismo scientifico e materie legate alla progettazione architettonica e alla bioarchitettura. Contatti Email: info@interiorissimi.it

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